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Redditi 2022, Giuseppe Conte è il parlamentare più povero: dichiarati 24 mila euro e solo 1.800 di tasse

Il presidente del M5S Giuseppe Conte

 
Alla Camera dal 13 ottobre 2022, la somma depositata è pari ai due mesi e mezzo di stipendio da deputato. Prima a reddito zero: in tutti i mesi precedenti l’ex premier non ha percepito un euro dal Movimento, salvo eventuali rimborsi spesa fuori nella dichiarazione
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ROMA - Gli appassionati di carrozzerie d’epoca possono ancora sperare nel colpaccio: Giuseppe Conte non ha venduto la sua Jaguar del ‘96, 320 cavalli fiscali. È ancora, fiammante, in garage. Chissà però se ci ha pensato, almeno un nanosecondo, l’avvocato del Popolo, che quando era solo un avvocato per conto suo fatturava un milione e passa l’anno (1.207.391 euro nella dichiarazione del 2019, che riguarda il 2018, l’esordio in politica) e che invece, nell’attestazione del 2023 appena consegnata alla Camera, ha annotato un reddito di soli 24mila euro. Lordi. Tasse pagate: 1.776 euro in un anno, facendo la tara con deduzioni varie, tra cui 810 euro per la ristrutturazione di casa. Comunque la Jaguar non l’ha messa su Ebay, Conte (a differenza di Ignazio La Russa, che si è disfatto della sua vecchia Uaz russa del 2010). Rispetto al 2022, quando appena eletto aveva incluso la sua Jag per la prima volta nei moduli obbligatori da depositare in Parlamento, non c’è stata alcuna “variazione pat…

ROMA - Gli appassionati di carrozzerie d’epoca possono ancora sperare nel colpaccio: Giuseppe Conte non ha venduto la sua Jaguar del ‘96, 320 cavalli fiscali. È ancora, fiammante, in garage. Chissà però se ci ha pensato, almeno un nanosecondo, l’avvocato del Popolo, che quando era solo un avvocato per conto suo fatturava un milione e passa l’anno (1.207.391 euro nella dichiarazione del 2019, che riguarda il 2018, l’esordio in politica) e che invece, nell’attestazione del 2023 appena consegnata alla Camera, ha annotato un reddito di soli 24mila euro. Lordi. Tasse pagate: 1.776 euro in un anno, facendo la tara con deduzioni varie, tra cui 810 euro per la ristrutturazione di casa. Comunque la Jaguar non l’ha messa su Ebay, Conte (a differenza di Ignazio La Russa, che si è disfatto della sua vecchia Uaz russa del 2010). Rispetto al 2022, quando appena eletto aveva incluso la sua Jag per la prima volta nei moduli obbligatori da depositare in Parlamento, non c’è stata alcuna “variazione patrimoniale”, per Conte. Quindi è ancora lì. Come l’appartamento in pieno centro di Roma, ancora di proprietà dell’ex premier giallorosso (e gialloverde).

La notizia del Conte leader “più povero” d’Italia ha subito vellicato l’orgoglio della fan base 5 Stelle. Dai semplici militanti, su su fino ai colonnelli del nuovo Movimento. «Vedete, il presidente non si è arricchito con la politica! Anzi, ci ha rimesso». Considerazione a cui spesso segue una postilla malevola: a differenza di altri. Ogni riferimento non casuale conduce all’arci-nemico Matteo Renzi, l’altro ex premier che invece nel 2023 ha dichiarato la bellezza di 3 milioni e 200mila euro (e che però rivendica di averci pagato su un bel po’ di tasse: 1 milione e 300mila euro). Mentre l’anno prima, nella dichiarazione consegnata alla fine del 2022, il capo di Italia viva aveva macinato 2 milioni e mezzo.

E Conte? Pure l’anno scorso, appena entrato alla Camera, aveva annotato solo 35mila euro, sempre lordi. Ovviamente le dichiarazioni dei redditi dei parlamentari riguardano l’anno fiscale precedente. Dunque i 24mila euro lordi dichiarati quest’anno, riguardano il 2022 e coprono giusti giusti i due stipendi e mezzo del Conte deputato (la proclamazione risale al 10 ottobre). Vuol dire che prima, per quasi dieci mesi, mentre strutturava il Movimento e faceva cadere Mario Draghi, Conte non ha guadagnato un cent. L’ha fatto gratis. I 35mila euro dichiarati l’anno scorso invece riguardano il 2021, l’anno del trasloco da Palazzo Chigi. Conte non era parlamentare, quando consegnò la campanella a Draghi, all’inizio di febbraio. Chiusa l’esperienza da presidente del Consiglio, per tre mesi è tornato alla vita da prof dell’università di Firenze. Ma si è congedato subito dopo, ad agosto, quando dopo le sportellate via social con Beppe Grillo, è stato nominato leader dei 5 Stelle. Nel frattempo, ha smesso di esercitare come avvocato, a differenza di altri colleghi che continuano a “tenere studio”, pure da parlamentari in carica. Come presidente dei 5 Stelle poi non c’è uno stipendio fisso: vale anche per i vice, come Paola Taverna, ex senatrice, che difatti è stata assunta nei gruppi parlamentari, in quota ”staff”. Qualche rimborso spese c’è stato, sì, ma giurano dal quartier generale di Campo Marzio che si tratta di mille-duemila euro in un anno. Come dire: argent de poche.

E allora certo, riconosciuto il dato secco, che Conte con la politica non si è arricchito, che ha osservato lo spirito francescano del Movimento delle origini (molto più di Grillo che dal suo partito si fa liquidare 300mila euro ogni anno), resta la domanda un po’ insolente che ieri in Transatlantico faceva circolare qualche collega a corto di pruderie: ma Conte come ha vissuto, questi due anni così, di guadagni magri, addirittura precipitosi per un avvocato abituato a tutt’altro tenore di vita? “Risparmi”, è la versione riportata dai colleghi stellati. Insomma, se da professionista guadagnava un milione l’anno, qualcosa da parte se l’era messo.

Ma tra i più pettegoli c’è chi ricorda una battuta spigliatissima dell’ex moglie di Conte, l’avvocata Valentina Fico, che giusto un anno fa, commentando il famoso soggiorno a Cortina dell’ex marito nell’albergone a 5 stelle con la di lui nuova compagna Olivia Palladino (figlia del proprietario dell’Hotel Plaza di Roma), se ne uscì così: “Ma lei è miliardaria!”.

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