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Stop del governo al bonus barriere architettoniche: dal 2024 niente più lavori con lo sconto. Le opposizioni: “Diritti violati”

Secondo la nuova norma potranno usufruire del credito d'imposta al 75 per cento solo chi ha la 104 (persone con gravissime disabilità) oppure chi ha un reddito non superiore a 15 mila euro. Castelli (Snc): “Menomale che Fdi difende i più deboli”
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C'è un'altra gabola nel decreto varato giovedì sera dal governo, passato inosservato o poco più nella stessa maggioranza di governo, e a pagarne il costo saranno i disabili. Con l'articolo 3 infatti ("Revisione della disciplina sulla detrazione fiscale per l’eliminazione delle barriere architettoniche") si restringe di parecchio la possibilità delle famiglie di fare lavori con il credito di imposta al 75 per cento per abbattere le barriere architettoniche, cioè un problema enorme nel nostro Paese, con i comuni stessi ancora molto indietro rispetto alle norme previste in Europa.

La modifica fatta, che arriva a sorpresa alla fine dell'anno, di fatto annulla la programmazione di nuclei familiari ma anche imprese; c'è il divieto di utilizzare il bonus alle società, quindi a centri commerciali, ristoranti, hotel o aziende che non possono più fare quindi i lavori con lo sconto, ma addirittura si estende lo stop a gran parte delle famiglie. La norma infatti dice che d'ora in poi potrann…

C'è un'altra gabola nel decreto varato giovedì sera dal governo, passato inosservato o poco più nella stessa maggioranza di governo, e a pagarne il costo saranno i disabili. Con l'articolo 3 infatti ("Revisione della disciplina sulla detrazione fiscale per l’eliminazione delle barriere architettoniche") si restringe di parecchio la possibilità delle famiglie di fare lavori con il credito di imposta al 75 per cento per abbattere le barriere architettoniche, cioè un problema enorme nel nostro Paese, con i comuni stessi ancora molto indietro rispetto alle norme previste in Europa.

La modifica fatta, che arriva a sorpresa alla fine dell'anno, di fatto annulla la programmazione di nuclei familiari ma anche imprese; c'è il divieto di utilizzare il bonus alle società, quindi a centri commerciali, ristoranti, hotel o aziende che non possono più fare quindi i lavori con lo sconto, ma addirittura si estende lo stop a gran parte delle famiglie. La norma infatti dice che d'ora in poi potranno usufruire del credito d'imposta al 75 per cento solo quelli che hanno la 104, quindi parliamo di persone con gravissime disabilità, oppure coloro che abbiano un reddito di riferimento non superiore a 15 mila euro. Viene anche abrogata la disposizione che, a legislazione vigente, ricomprende nel beneficio gli interventi riguardanti l'automazione di specifiche tipologie di impianto (porte automatiche, tapparelle e saracinesche motorizzate, imposte e persiane automatiche).

Per queste ragioni la ex viceministra dell'Economia Laura Castelli, oggi portavoce di Sud con nord, denuncia il colpo di spugna su «una misura innovativa, che sviluppava una miglioria sia per la sostenibilità che per l'etica e i diritti di una categoria di fragili, perché parliamo di 13 milioni di disabili, tre milioni dei quali sono anziani con più di 75 anni. Mi sconvolge che un partito come Fratelli d'Italia, che si dice sociale e in difesa dei più deboli, abbia varato una norma di questo tipo».

"Con quanta facilità e leggerezza questo governo ignora i più fragili della popolazione: poveri, donne, anziani e disabili e li sacrifica per racimolare risorse, ma dopo avere messo in piedi una pessima e costosa legge di Bilancio, con un ulteriore taglio del bonus per l'abbattimento delle barriere architettoniche – è il commento di Daniela Rondinelli, parlamentare europea del Partito Democratico – Condivido pienamente le preoccupazioni del presidente nazionale di Fiaba Onlus, Stefano Maiandi, e l'ingiustizia di questa proposta del governo che frenerà l'abbattimento delle barriere architettoniche in un Paese dove ci sono circa tre milioni di persone praticamente ‘recluse’ a causa di ostacoli che impediscono loro di muoversi''.

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