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Nella sua magica Rosazza ormai Pozzolo è il “balengo”

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Incursione nell’alta Valle Cervo, biellese, tra simboli esoterici e svastiche, dove il deputato FdI ha una baita. L’ironia nel paese e la presa di distanza del sottosegretario Delmastro
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ROSAZZA (Biella) – Neanche la potente Madonna di Oropa salverà l’onorevole Pozzolo dal suo destino di “balengo”, ora ufficialmente sancito in questa alta Valle Cervo, dove pure possiede una baita con vista panoramica sulla valle. Ma la gente di montagna non perdona le figuracce, e nemmeno gli scampati pericoli. Così, nei pochi posti aperti per il poco turismo locale, si sghignazza apertamente alle sue spalle, “ma solo perché non c’è scappato il morto”, e ad esempio in un negozio di alimentari ci sono due che mimano la scena: “Allora io tiro fuori la pistola dalla tasca, ma mi cade e parte il colpo”. E l’altro: “No, io ti voglio far vedere come funziona, ma non sono capace e mi parte il colpo”. Ah ah, fa anche ridere che andasse in giro con una pistola da borsetta, “una roba da signorine… che non sapeva neanche usare”, detto da uno che partecipa alle battute al cinghiale, su per i boschi.

Quindi, balengo. Espressione così piemontese - siamo a metà tra lo stupido e lo scemo inconsapevol…

ROSAZZA (Biella) – Neanche la potente Madonna di Oropa salverà l’onorevole Pozzolo dal suo destino di “balengo”, ora ufficialmente sancito in questa alta Valle Cervo, dove pure possiede una baita con vista panoramica sulla valle. Ma la gente di montagna non perdona le figuracce, e nemmeno gli scampati pericoli. Così, nei pochi posti aperti per il poco turismo locale, si sghignazza apertamente alle sue spalle, “ma solo perché non c’è scappato il morto”, e ad esempio in un negozio di alimentari ci sono due che mimano la scena: “Allora io tiro fuori la pistola dalla tasca, ma mi cade e parte il colpo”. E l’altro: “No, io ti voglio far vedere come funziona, ma non sono capace e mi parte il colpo”. Ah ah, fa anche ridere che andasse in giro con una pistola da borsetta, “una roba da signorine… che non sapeva neanche usare”, detto da uno che partecipa alle battute al cinghiale, su per i boschi.

Quindi, balengo. Espressione così piemontese - siamo a metà tra lo stupido e lo scemo inconsapevole -, Luciana Littizzetto l’ha diffusa in tutta Italia, anche oltre Torino e anche oltre Vercelli, che è la patria del Pozzolo, ormai tutti sanno cosa significa. E poi, adesso che anche il sottosegretario Delmastro ha messo una distanza di sicurezza di 40 chilometri – “Io sono di Biella, lui è di Vercelli. Facciamo politica tutti e due nello stesso partito, quindi ci conosciamo per forza” – adesso per il deputato non c’è più salvezza: “Andrea è uno serio. L’altro? Viene da fuori. Un ‘stupidòt’, che ha rischiato di ammazzare qualcuno”, dice un anonimo paesano (nessuno, a parte pochissimi, dà nome e cognome). Così finiscono i potenti, visto che a una recente cena elettorale Andrea Delmastro aveva parlato di Emanuele Pozzolo come di un amico-discepolo-pupillo, “sapete, io gli faccio da chioccia. È al suo primo mandato…”, cioè è inesperto, giovane, uno che deve imparare molte cose.

“Ah, io non c’ero. Non ero invitato”, dice il vicesindaco di Rosazza, Andreino Zanchetta. Si capisce che è molto contento di non essere stato presente alla festa di Capodanno dove invece c’era la sindaca, Francesca Delmastro, avvocata con studio a Biella e sorella del sottosegretario. “Ci siamo sentiti per gli auguri, mi ha detto ‘c’è stato un po’ un casino’, riferendosi alla festa alla Pro Loco”. La sede della Pro Loco è l’ex asilo infantile di Rosazza, edificio di inizio secolo scorso, come è tutta Rosazza. Un posto d’altri tempi, cento residenti ufficiali, settanta effettivi. Benedetto da un potente dell’Ottocento, il senatore del Regno Federico Rosazza. “Vada a farsi un giro in paese, questo è un posto esoterico! magico!”, dice entusiasta Lara, l’impiegata dell’ufficio postale. Beh, ci sono le ville Belle époque, tutte chiuse. Un castelletto neogotico, come piaceva allora, gli industriali lanieri si costruivano ai mille metri le dimore estive per sfuggire il gran caldo di Biella. Ma il senatore Rosazza era anche massone e occultista, perciò ha riempito il paese natale di simboli esoterici che gli piacevano tanto, e anche di qualche svastica, che però non c’entrano niente con il nazismo. Era un tipo così, che faceva le sedute spiritiche e aveva alcuni amici medium, oltre che molti soldi per costruire un cimitero monumentale, in un paese di pastori e scalpellini.

E questo passato alimenta il mistero sullo sparo della pistoletta di Pozzolo. Chi ha sparato? “Non lo sapremo mai”, fa uno a spasso con il cane. Era già il paese dell’arcano, figuriamoci adesso. “C’entra la politica, sono cose a cui noi non possiamo arrivare”. Certo, da queste parti Delmastro è una importante, non solo perché è avvocata a Biella, ma perché sorella di sottosegretario. “Ah, per il paese ha fatto moltissimo”, dice il vice Zanchetta. “Dopo l’alluvione di quattro anni fa, e i molti danni che abbiamo avuto, lei è riuscita a farci avere molti finanziamenti. Ha molti allacci”, intendendo conoscenze, entrature, in Regione e anche più in là, come già il senatore Rosazza. Quanto al suo Capodanno, “in famiglia, e poco prima di mezzanotte abbiamo sentito un gran botto. Ma era un grosso petardo, quasi una bomba carta, esplosa da ragazzini proprio sotto la sede della Pro Loco”. Ragazzini. “E alle 6 e mezza ho visto che c’erano ancora i carabinieri, ma non mi hanno detto niente, quindi non so niente”.

E tutto questo succede – che imbarazzo – nel territorio di Delmastro, Fratelli d’Italia, che però è anche podere del ministro Pichetto Fratin, Forza Italia, e anche del sindaco di Biella, Claudio Corradino, Lega, agente immobiliare baciato da Salvini, di fronte al quale si inginocchiò – davvero – in un memorabile comizio elettorale nella pubblica piazza Vittorio Veneto. Insomma, cosa non succede da queste parti, se persino il presidente dell’Opera Pia del Santuario di San Giovanni, che non vuole dire il suo nome, dice che “Pozzolo, che pure è perbene e cattolicissimo, ha fatto una cazzata enorme”. E lo conosce bene, visto che la baita del deputato è proprio lì sopra, deserta, nella frazione Bussetti, a 5 minuti di macchina da Rosazza, che non sono 40 chilometri. “E adesso ha solo da piangere”, intendendo un futuro e veloce castigo in arrivo, dalla madonna di Oropa, da Biella, da Roma, e anche da su su, che non si può dire.

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