Gli amici di Verdini puntavano alle poltrone del Ponte sullo Stretto
di Giuliano FoschiniDenis Verdini
(ansa)Gli amici della Inver, la società di consulenza della famiglia Verdini, puntavano in grande: le promozioni in Anas, prima di tutto. Le direzioni delle grandi opere: le società cioè che controllano lavori e tratti autostradali. Ma soprattutto all’opera per eccellenza: il ponte sullo Stretto, tanto cara al ministro Matteo Salvini, uno di famiglia. È lì che lavora oggi O.M. (non indagato ed estraneo all’inchiesta), l’ex dirigente di Anas amico di Fabio Pileri, il socio di Tommaso Verdini: O.M. da sette mesi ricopre infatti il ruolo di responsabile delle risorse umane della società Stretto di Messina. E chissà se lì sarebbe mai riuscito ad arrivare, come sperava, Domenico Petruzzelli, esperto dirigente di Anas che negli anni era riuscito a surfare, uscendone sempre indenne, in diverse inchieste giudiziarie, e oggi indagato: l’ad della società, Pietro Ciucci, è infatti una vecchia conoscenza di Petruzzelli (come testimoniano anche alcune ricerche su fonti aperte), avendo i due lavorato a l…
Gli amici della Inver, la società di consulenza della famiglia Verdini, puntavano in grande: le promozioni in Anas, prima di tutto. Le direzioni delle grandi opere: le società cioè che controllano lavori e tratti autostradali. Ma soprattutto all’opera per eccellenza: il ponte sullo Stretto, tanto cara al ministro Matteo Salvini, uno di famiglia. È lì che lavora oggi O.M. (non indagato ed estraneo all’inchiesta), l’ex dirigente di Anas amico di Fabio Pileri, il socio di Tommaso Verdini: O.M. da sette mesi ricopre infatti il ruolo di responsabile delle risorse umane della società Stretto di Messina. E chissà se lì sarebbe mai riuscito ad arrivare, come sperava, Domenico Petruzzelli, esperto dirigente di Anas che negli anni era riuscito a surfare, uscendone sempre indenne, in diverse inchieste giudiziarie, e oggi indagato: l’ad della società, Pietro Ciucci, è infatti una vecchia conoscenza di Petruzzelli (come testimoniano anche alcune ricerche su fonti aperte), avendo i due lavorato a lungo insieme in Anas.
«Il grande amico O.M.»
Si diceva di O.M., che oggi siede su una poltrona importante nella società del ponte sullo Stretto. Il 22 febbraio nel ristorante Pastation, il centro degli affari della famiglia Verdini, si incontrano Tommaso, il suo socio Pilei, direttore delle risorse umane di Anas, Diego Giacchetti, e il sottosegretario all’Economia, Federico Freni. E oggetto della conversazione, a detta di Pileri, è anche il futuro di O.M.. «Gli ho detto: un altro nostro grande amico è O.M.…». Il tecnico è contento perché in quel periodo temeva per il suo ruolo all’interno di Anas. Non si fa grandi aspettative ma ringrazia: «Secondo me non me da spazio, però non mi purga nemmeno, sapendo che...». Non sbagliava. D’altronde l’incontro al ristorante serviva proprio a segnalare gli “amici”. «Ho dato a Giacchetti una lista di persone da ricollocare e confermare».
Il loro impegno era incessante. «Rischia de non fa più il direttore, me tocca lavoracce». E ancora: «Su Domenico sto blindando tutte le porte», oppure «quella de Luca la portiamo a casa! Ce vuole un pochino de tempo perché questi stanno fermi ma la portamo a casa alla fine la riorganizzazione», sono alcune delle espressioni intercettate in un anno e mezzo dalla Guardia di finanza mentre Pileri e Verdini cercavano di aiutare i dirigenti, che poi avrebbero dovuto dare loro una mano negli appalti. D’altronde il gruppo riusciva ad arrivare ai piani alti. Del sottosegretario Freni, si è detto: in un’intervista a Repubblica ha definito tutte “millanterie” le parole di Verdini e soci. Che spendevano, da quanto emerso dalle indagini millantando (non emerge alcun contatto infatti), anche il nome dell’attuale ad di Anas, Aldo Isi, nominato dal governo Draghi, che tra qualche mese è in scadenza. «Pileri parla del nuovo Ad di Anas Isi come un “carissimo amico” tenendo a precisare che si tratta di un “amico, amico, amico, amico, amico, amico, amico, amico” (ripete otto volte la parola “amico”)», appunta la Finanza.
I risultati
Alla fine, come ricorda il gip, i risultati sono stati ottenuti: tutti i dirigenti “amici” vengono confermati. Qualcuno non ottiene la promozione che vuole (Petruzzelli per esempio) ma è in caldo per altri risultati (proprio Petruzzelli, che sognava, risulta a Repubblica, la società dello Stretto). Ma alle volte accadeva che le cose, negli appalti, non andavano come speravano. E allora il gruppo Verdini era pronto a presentare il conto. Un loro cliente (Ciccotto) perde un appalto. E Tommaso si arrabbia. «Io prenderei Petruzzelli e gli direi: “Caro Domenico mi hai chiesto di proteggerti nonostante le indagini, cazzi, mazzi e c’hai il personale che ha detto che non gliene frega un cazzo di quelle indagini su...ci si è parlato noi, li abbiamo convinti noi che sei una persona seria, addirittura al punto che loro ci dicono che tu potresti essere il futuro dell’Anas, quel lavoro si è fatto noi, eh. Massimo Bruno sa che ti deve proteggere, il sottosegretario dell’economia ti chiama e ti parla delle cose e sa che ti deve proteggere... Tutta questa roba qua, non è che dovevi darmi nulla, perché niente e nessuno è dovuto. ma la presa per il culo no...».