Caso Pozzolo, le opposizioni incalzano la premier. Il deputato verso l’autosospensione
di Giovanna VitaleProvare a chiudere il caso prima della conferenza stampa di fine anno, rinviata a domani per via di alcuni problemi di salute della premier. Diradare il polverone sull’affaire Pozzolo, il deputato-pistolero di Fratelli d’Italia che la notte di Capodanno si è presentato armato al veglione organizzato dalla famiglia Delmastro.
È con questo obiettivo che oggi i vertici del partito “interrogheranno” il parlamentare con la passione per i revolver e lo inviteranno ad autosospendersi — pena, una sanzione ancor più severa — per evitare ulteriori imbarazzi a Giorgia Meloni. La quale, chiamata in causa dalle opposizioni, in assenza di una seppur timida presa di distanza rischia di finire impallinata dalle domande dei giornalisti su una vicenda che, fra maldestre bugie e pretestuose richieste di immunità, si sta rivelando a dir poco scabrosa. L’unica exit strategy possibile dopo il fallito tentativo di derubricare a «fatto di cronaca» una questione che invece — per la caratura dei protagonisti e…
Provare a chiudere il caso prima della conferenza stampa di fine anno, rinviata a domani per via di alcuni problemi di salute della premier. Diradare il polverone sull’affaire Pozzolo, il deputato-pistolero di Fratelli d’Italia che la notte di Capodanno si è presentato armato al veglione organizzato dalla famiglia Delmastro.
È con questo obiettivo che oggi i vertici del partito “interrogheranno” il parlamentare con la passione per i revolver e lo inviteranno ad autosospendersi — pena, una sanzione ancor più severa — per evitare ulteriori imbarazzi a Giorgia Meloni. La quale, chiamata in causa dalle opposizioni, in assenza di una seppur timida presa di distanza rischia di finire impallinata dalle domande dei giornalisti su una vicenda che, fra maldestre bugie e pretestuose richieste di immunità, si sta rivelando a dir poco scabrosa. L’unica exit strategy possibile dopo il fallito tentativo di derubricare a «fatto di cronaca» una questione che invece — per la caratura dei protagonisti e le modalità dell’incidente — ha subito assunto una forte valenza politica.
Decisa a non cadere nella trappola delle opposizioni, che per tutto il giorno la esortano a «smettere di nascondersi», accusandola di voler «coprire» i colleghi di partito, la premier viene descritta come «profondamente irritata».
Anche perché la notizia ha fatto il giro del mondo, rilanciata da agenzie e testate internazionali, con ricadute sull’immagine sua e della forza che dirige. Un brutto colpo che la minoranza unita — dal Pd al M5S, passando per rossoverdi e Iv — è determinata a cavalcare per inchiodare Meloni e svelare l’inadeguatezza del centrodestra di governo. «La presidente del Consiglio non può continuare a tacere, non può voltarsi dall’altra parte mentre Delmastro e persone vicine a FdI vengono coinvolte in situazioni imbarazzanti e questa volta pericolose anche per l’incolumità altrui», puntano il dito i capogruppo dem Braga e Boccia, annunciando un’interrogazione sia alla Camera, sia al Senato. «Deve dire chiaramente cosa pensa e intende fare per comportamenti tanto sconsiderati che coinvolgono parlamentari e rappresentanti di governo», insistono. «È il momento che dimostri di avere a cuore l’interesse generale e non solo quello del suo partito e di coloro che le sono più vicini». Perché «non so se sia più penoso Pozzolo che si nasconde dietro l’immunità, Delmastro che fa lo gnorri o l’ennesimo silenzio di Meloni sulla sparatoria da saloon dei suoi Fratelli. In ogni caso i patrioti scappano», rincara sui social Alessandro Zan, responsabile Diritti del Pd.
Mentre i parlamentari del M5S invocano l’espulsione dell’onorevole-pistolero da FdI e le sue dimissioni da Montecitorio. Il motivo? «Rifiutare di fare il test sulla polvere da sparo è uno scandalo assoluto», chiosa il renziano Bonifazi. E poiché il caso Pozzoli è solo l’ultimo di una serie, il verde Angelo Bonelli ha addirittura inviato una lettera all’inquilina di Palazzo Chigi, invitandola a spiegare «tutti gli scandali che coinvolgono esponenti della maggioranza e minano la fiducia nelle istituzioni», dall’inchiesta Anas a quella sui segreti svelati da Delmastro. «Fatti distinti, mischiati solo da chi vuol gonfiare la polemica», tagliano corto in Via della Scrofa. Ben sapendo, però, che stavolta cavarsela con una scrollata di spalle non sarà facile.