Pozzolo non si sospende ma Meloni ha deciso: lo allontanerà dal partito
di Tommaso CiriacoROMA — Alle 9.27 del 2 gennaio, con un ritardo di un giorno, Giorgia Meloni ricompare a sorpresa nella chat dei deputati: “Buon anno a tutti ragazzi”. Segue cuoricino. Un brivido attraversa il gruppo: la premier non scriveva da molti mesi e si rifà viva nelle ore calde del pasticcio del colpo partito dalla pistola di Emanuele Pozzolo. Come a dire: ci sono, vi seguo, contegno. La linea sulla vicenda la fornirà lei stessa, d’altra parte: salvo colpi di scena all’alba, sarà Giorgia Meloni a spingere fuori da Fratelli d’Italia il parlamentare di Vercelli. Lo farà nel corso della conferenza stampa di oggi alle 11, un appuntamento per due volte rimandato a causa degli otoliti.
Alla vigilia, due opzioni sembrano in ballo:…
ROMA — Alle 9.27 del 2 gennaio, con un ritardo di un giorno, Giorgia Meloni ricompare a sorpresa nella chat dei deputati: “Buon anno a tutti ragazzi”. Segue cuoricino. Un brivido attraversa il gruppo: la premier non scriveva da molti mesi e si rifà viva nelle ore calde del pasticcio del colpo partito dalla pistola di Emanuele Pozzolo. Come a dire: ci sono, vi seguo, contegno. La linea sulla vicenda la fornirà lei stessa, d’altra parte: salvo colpi di scena all’alba, sarà Giorgia Meloni a spingere fuori da Fratelli d’Italia il parlamentare di Vercelli. Lo farà nel corso della conferenza stampa di oggi alle 11, un appuntamento per due volte rimandato a causa degli otoliti.
Alla vigilia, due opzioni sembrano in ballo: la sospensione cautelativa con rinvio al giudizio dei probiviri di FdI (di fatto, la massima “pena” possibile che può comminare la presidente del Consiglio), oppure la sospensione dagli incarichi del partito. In entrambi i casi, Pozzolo non potrà più parlare a nome della forza politica guidata da Giorgia Meloni. Di fatto, l’antipasto di un’espulsione.
Quando non puoi evitare un problema, prendilo di petto: questo sembra aver deciso ieri sera Meloni. Per un giorno intero, ambasciatori della leader hanno provato a gestire il caso con il diretto interessato. Anche avanzando, pare, la proposta di “autosospendersi”: una soluzione sempre revocabile, la via d’uscita che viene spesso suggerita ai malcapitati per evitare guai peggiori. Pare però che Pozzolo rifiuti l’offerta. Conta poco, comunque. Il tema sarà affrontato dalla leader, che ha avocato a sé la decisione finale.
Il pugno duro con il deputato di Vercelli – quanto duro dipenderà anche dalle ultime rivelazioni che saranno pubblicate sui giornali al mattino - servirà alla presidente del Consiglio per bilanciare l’approccio più morbido che dovrebbe tenere su altri dossier. Uno, in particolare: quello dell’inchiesta che ha coinvolto Denis e Tommaso Verdini e che ha portato le opposizioni a chiedere a Matteo Salvini di riferire in Parlamento sulla gestione degli appalti da parte di Anas. Sul punto, Meloni dovrebbe distinguere: massima severità nei casi di corruzione, dunque anche in questo se le circostanze dovessero essere accertate, ma al momento massima copertura ai membri del governo, perché niente che lambisca l’esecutivo è stato appurato ufficialmente.
E dunque, nessun affondo contro il leghista, almeno su questo nodo. E nonostante il fatto che sia noto ai vertici dell’esecutivo un altro dettaglio: Meloni non ha per nulla gradito la sortita dell’alleato contro il Colle per la lettera su ambulanti e balneari. Pur tuttavia, proverà a evitare toni aspri verso il suo vice leghista (sperando che le domande dei giornalisti – sulla carta 45, con la premier intenzionata a rispondere a tutti i quesiti - non la costringano troppo a esporsi).
E d’altra parte, per preparare la ripresa di gennaio - ma soprattutto per fare il punto sulla conferenza di oggi - Meloni ha avuto ieri una lunga telefonata con Salvini e Antonio Tajani. Un segnale. La volontà di concordare la linea da tenere sui dossier più scivolosi. Sull’Europa, innanzitutto, perché di certo dovrà rispondere anche della bocciatura del Mes. La presidente del Consiglio sosterrà di essersi mossa seguendo l’interesse nazionale, ma prometterà dialogo con Bruxelles, nonostante la bocciatura del Salva Stati. Ai due leader, riferiscono alcune fonti, Meloni avrebbe anche anticipato la volontà di avanzare nelle prossime ore una nuova proposta sugli extraprofitti delle grandi aziende. Una misura annunciata in estate e poi svuotata per dissidi nella maggioranza.