Dal bar alle cene d’affari. “Così fui agganciato dalla lobby dei Verdini”
di Giuliano Foschini , Andrea OssinoDenis Verdini insieme al figlio Tommaso
«Si sono presentati come lobbisti legati a conoscenze politiche: li ho incontrati la prima volta in un bar, presentati da un sindacalista Anas». Dunque «mi hanno chiesto il numero di telefono perché avevano un amico che aveva un prodotto innovativo per gli impianti di spegnimento in galleria». A quel punto «l’ho fatto mettere in contatto con il tecnico Anas delle gallerie». Ancora: «Pileri e Verdini mi hanno presentato il sottosegretario Federico Freni per la Roma-Latina». C’era un’ipotesi di cambiare la ragione sociale della Società. «Se ci fosse stata, non vi sarebbe stato ostacolo formale ad una eventuale mia nomina ad amministratore della nuova società».
Per capire che cosa è il sistema Verdini, per capire cosa significhi il “traffico di influenze” e perché quanto è fin qui emerso dall’indagine della procura di Roma sulla Inver non pone tanto un tema giudiziario (di quello se ne occuperanno i processi) ma prima di tutto una questione politica — il conflitto di interessi di Matteo …
«Si sono presentati come lobbisti legati a conoscenze politiche: li ho incontrati la prima volta in un bar, presentati da un sindacalista Anas». Dunque «mi hanno chiesto il numero di telefono perché avevano un amico che aveva un prodotto innovativo per gli impianti di spegnimento in galleria». A quel punto «l’ho fatto mettere in contatto con il tecnico Anas delle gallerie». Ancora: «Pileri e Verdini mi hanno presentato il sottosegretario Federico Freni per la Roma-Latina». C’era un’ipotesi di cambiare la ragione sociale della Società. «Se ci fosse stata, non vi sarebbe stato ostacolo formale ad una eventuale mia nomina ad amministratore della nuova società».
Per capire che cosa è il sistema Verdini, per capire cosa significhi il “traffico di influenze” e perché quanto è fin qui emerso dall’indagine della procura di Roma sulla Inver non pone tanto un tema giudiziario (di quello se ne occuperanno i processi) ma prima di tutto una questione politica — il conflitto di interessi di Matteo Salvini e della Lega — è utile ascoltare la voce di uno dei principali indagati, il dirigente dell’Anas, Domenico Petruzzelli. Dopo le perquisizioni dello scorso anno, infatti, Petruzzelli si presenta davanti ai pm. «Ho chiesto di essere sentito, perché ritengo di non aver commesso alcun reato», dice. Ma in realtà la sua difesa assomiglia a una confessione. O per lo meno al lungo atto di accusa di un sistema.
L’incontro
«Li ho conosciuti come tante altre persone, loro si sono presentati come lobbisti legati a conoscenze politiche. Fabio Pileri (ndr, uno dei soci della Inver con Verdini) me lo ha presentato ad un bar, un sindacalista Anas, intorno al 2020. Poi Pileri mi ha chiesto il mio riferimento telefonico perché aveva un suo amico che aveva un prodotto innovativo per gli impianti di spegnimento in galleria, l’imprenditore Antonio Veneziano. Abbiamo fatto un pranzo, forse intorno alla primavera del 2021, in cui Veneziano mi ha illustrato le caratteristiche tecniche del prodotto. A quel punto, l’ho fatto mettere in contatto con il tecnico Anas delle gallerie, Luca Cedrone, affinché la “struttura gallerie” guidata da Cedrone in Anas ne saggiasse la validità tecnica». «Ricordo di avere partecipato ad una cena nel gennaio del 2022 presso casa Verdini: erano presenti anche Pileri e Cedrone. So che dopo la mia presentazione c’erano interlocuzioni sul punto». Risultato, secondo la Procura: una società di Veneziano si aggiudica un appalto in Anas.
L’incontro con i politici
Il racconto continua: «Pileri e Verdini mi hanno presentato il sottosegretario Federico Freni», il leghista oggi al Mef che, estraneo alle indagini, accusa il gruppo Verdini di millanterie. «Verdini mi ha detto che era amico del sottosegretario». Oggetto dell’incontro era «la Roma Latina». «Durigon — dice Petruzzelli — era il commissario di Governo delegato per la Roma-Latina e Freni voleva conoscere i passi per poter realizzare l’opera, bloccata a seguito di contenziosi. Anas, la Regione Lazio e il Mit concordavano per far diventare Autostrade Lazio da concedente in liquidazione a concessionaria attraverso un passaggio governativo, di competenza del Mit; tale passaggio non è mai stato compiuto e la società è stata posta in liquidazione (ciò è accaduto a novembre del 2021). lo ho informato il sottosegretario che c’era un problema di natura procedurale legato alla scadenza dei termini (agosto 2022) relativo alla dichiarazione di pubblica utilità e lo stesso Freni mi ha chiesto come ovviare a tale scadenza che avrebbe inficiato l’iter del progetto, da riapprovare. Io gli suggerii di fare un nuovo decreto per rinnovare la pubblica utilità e costituire una nuova società come concessionario. Se si fosse trasformata, non vi sarebbe stato ostacolo formale ad una eventuale mia nomina ad amministratore della nuova società».
Verdini chiama, Anas risponde
I lobbisti mettevano a disposizione le proprie conoscenze in politica. Ma anche all’interno della società partecipate, come fosse cosa loro. «Ho avuto un’interlocuzione, tramite loro, con Massimo Bruno, capo personale di Fs», dice Petruzzelli. Dunque Verdini chiamava e le aziende pubbliche rispondevano. «So che Verdini aveva sentito Diego Giacchetti, nuovo capo del personale di Anas. Verdini mi disse che Giacchetti si era interfacciato con lui per sapere della presenza di persone serie in Anas e aveva fatto il mio nome. Il giorno successivo, mi ha chiamato la segreteria del dottor Giacchetti per fissare un appuntamento e sono andato a conoscerlo. Era logico che fosse già passato Tommaso perché mi aveva anticipato che Giacchetti mi avrebbe chiamato così come è stato».