Renew e le divisioni dei centristi italiani: “Azione e Italia viva trovino soluzione per farsi eleggere nel Parlamento europeo”
di Giovanna VitalePiù esplicito di così non si può: “Ricomponete le vostre fratture, altrimenti alle Europee rischiamo di perdere tutti”. È il senso messaggio che oggi pomeriggio Renew Europe ha recapitato ai partiti italiani che fanno parte del rassemblement centrista fondato da Emmanuel Macron: Azione, Italia viva e +Europa.
L’occasione offerta dal Global Europe Forum organizzato a Bruxelles per discutere delle numerosi crisi che attraversano il Vecchio continente – da quella geopolitica all’economia, passando per la sicurezza – e delle possibili soluzioni che dovrà mettere in campo la Ue all’indomani delle elezioni generali del 9 giugno. Considerate cruciali per la formazione che fa capo al presidente della Repubblica francese.
L’appello di Renew
"Penso che sia molto importante che il terzo gruppo del Parlamento europeo abbia una delegazione italiana, lo è anche per l'Italia. Tocca a loro in modo responsabile proporre uno schema politico che permetta a Renew di avere Italia Viva e Azione all’eurocam…
Più esplicito di così non si può: “Ricomponete le vostre fratture, altrimenti alle Europee rischiamo di perdere tutti”. È il senso messaggio che oggi pomeriggio Renew Europe ha recapitato ai partiti italiani che fanno parte del rassemblement centrista fondato da Emmanuel Macron: Azione, Italia viva e +Europa.
L’occasione offerta dal Global Europe Forum organizzato a Bruxelles per discutere delle numerosi crisi che attraversano il Vecchio continente – da quella geopolitica all’economia, passando per la sicurezza – e delle possibili soluzioni che dovrà mettere in campo la Ue all’indomani delle elezioni generali del 9 giugno. Considerate cruciali per la formazione che fa capo al presidente della Repubblica francese.
L’appello di Renew
"Penso che sia molto importante che il terzo gruppo del Parlamento europeo abbia una delegazione italiana, lo è anche per l'Italia. Tocca a loro in modo responsabile proporre uno schema politico che permetta a Renew di avere Italia Viva e Azione all’eurocamera", ha esortato il capogruppo liberale di Renew Europe, Stephane Sejourné.
Traduce Sandro Gozi, l’europarlamentare italiano eletto oltralpe, segretario del Pde nonché fra i promotori del partito macroniano: “Contro l’avanzata delle destre è necessario unire le forze per impedire di essere sorpassati dai Conservatori di Giorgia Meloni e da Identità&Democrazia di Salvini-Le Pen. E la differenza potrebbe farla proprio l’Italia, che è un Paese fondatore: se le tre sigle centriste che appartengono alla nostra famiglia europea andassero separate rischiano di eleggere zero deputati, visto che ciascuno dovrebbe superare la soglia del 4%; oppure 6-7 deputati se si mettessero insieme, raggiungendo il 10% dei consensi”.
Lo sanno tutti, pure fuori confine, che da noi il campo è parecchio frammentato, diviso da antipatie personali e dallo scontro politico fra Carlo Calenda e Matteo Renzi, cui si aggiunge la diffidenza coltivata da Emma Bonino nei confronti di entrambi. Ma la partita è troppo importante per non tentare ciò che sembra al momento impossibile: spingerli verso una riunificazione per portare più rappresentanti possibili a Strasburgo. Fondamentale per i futuri assetti delle istituzioni europee: è infatti in proporzione alla dimensione dei gruppi che vengono suddivise le cariche al vertice della Commissione e del Parlamento. Se Renew scivolasse al quarto posto con Ecr davanti (ora è terzo, con 72 deputati, dopo Ppe e Socialisti) avrebbe molte meno carte da giocare. E il bis della maggioranza Ursula sarebbe in pericolo.
Le chance di riuscire
Non a caso Renew è sceso in pressing in tutti gli Stati membri. Riuscendo già, in diversi casi, a fare breccia. In Danimarca, per esempio, grazie a una legge elettorale che consente di fare accordi per non disperdere voti, i tre partiti centristi che insieme sfiorano il 30% hanno deciso di fare cartello per affrontare insieme la sfida europea. E lo stesso accadrà in Francia con le quattro forze che si contendono l’area moderata. Ma in Italia l’opera di persuasione appare più ardua.
Calenda continua a dire “mai più con Renzi, dopo tutto quello che è successo gli elettori non capirebbero”. Il presidente di Italia viva ha pensato a lungo di fare da solo, salvo tornare sui suoi passi e offrire un ramoscello d’ulivo al leader di Azione, che però l’ha rifiutato. +Europa, complice la diarchia fra il segretario Riccardo Magi e l’ex Benedetto Della Vedova, oscilla fra mille dubbi. Ma Renew non dispera. “Noi”, conclude Gozi, “continuiamo ad auspicare che in Italia si arrivi a un’intesa che consenta di fare il massimo risultato. È un messaggio che stiamo dando in contatti sia formali, sia informali. L’operazione è in corso, ne conosciamo le difficoltà, ma non ci scoraggiamo: fino all’ultimo lavoreremo per questo obiettivo”.