Abuso d’ufficio, Gian Luigi Gatta: “Con quella norma saranno cancellate più di 3 mila sentenze”
di Liana MilellaProfessor Gatta? Ma lo sa che dovrà aggiornare di nuovo il suo codice penale cancellando le pagine 203 e 204 perché sparisce l’abuso d’ufficio?
“Non so a lei, ma a me fa una certa impressione, come cittadino prima che come professore, pensare che vivremo in un Paese in cui l'abuso di un ufficio pubblico, cioè l'abuso del potere e delle funzioni pubbliche, non è un reato. Omettere o ritardare un atto d'ufficio resterà reato, nel codice penale. Abusare dell'ufficio no. Più che un’irragionevolezza, è una bizzarria”.
Le commissioni di Camera e Senato l’hanno convocata e sentita? Non li ha convinti?
“Dice il celebre detto: dixit, et salvavi animam meam. Da studioso e da tecnico del diritto penale ho unito la mia voce a quella dei tanti colleghi e magistrati che hanno messo in guardia il Parlamento da quello che sarebbe un errore: abolire un reato che è presente nel codice penale dal 1930 e che è previsto, in modo analogo, da tutti i paesi dell'Unione Europea. Come può non essere reato - a-…
Professor Gatta? Ma lo sa che dovrà aggiornare di nuovo il suo codice penale cancellando le pagine 203 e 204 perché sparisce l’abuso d’ufficio?
“Non so a lei, ma a me fa una certa impressione, come cittadino prima che come professore, pensare che vivremo in un Paese in cui l'abuso di un ufficio pubblico, cioè l'abuso del potere e delle funzioni pubbliche, non è un reato. Omettere o ritardare un atto d'ufficio resterà reato, nel codice penale. Abusare dell'ufficio no. Più che un’irragionevolezza, è una bizzarria”.
Le commissioni di Camera e Senato l’hanno convocata e sentita? Non li ha convinti?
“Dice il celebre detto: dixit, et salvavi animam meam. Da studioso e da tecnico del diritto penale ho unito la mia voce a quella dei tanti colleghi e magistrati che hanno messo in guardia il Parlamento da quello che sarebbe un errore: abolire un reato che è presente nel codice penale dal 1930 e che è previsto, in modo analogo, da tutti i paesi dell'Unione Europea. Come può non essere reato - a-b-u-s-a-r-e - del proprio ufficio pubblico arrecando intenzionalmente ad altri un danno oppure un vantaggio?”.
Me lo dica lei.
“Giusto per fare un esempio. Se lei s’iscrivesse a Giurisprudenza, e io per avvantaggiarla le dessi 30 e lode pur a fronte di una scena muta, solo perché è una giornalista che mi conviene tenermi buona, non sarebbe questo meritevole di pena? E se lei invece sapesse tutto il mio Manuale di diritto penale a memoria ma, essendomi antipatica, la bocciassi? Anche qui nessuna pena? Io avrei abusato del mio ufficio impunemente”
A Repubblica lei aveva annunciato, se Nordio fosse andato avanti, la “morte” di processi già conclusi con condanne per abuso d’ufficio. È davvero così?
“È proprio così. I dati ufficiali del ministero ci dicono che dagli anni Novanta le condanne definitive iscritte nel casellario giudiziale, cioè nelle fedine penali, sono oltre tremila. Se la legge passa sa cosa succede? Che queste condanne dovranno essere revocate e le pene in esecuzione cesserebbero, con tanto di possibili scarcerazioni. E stiamo parlando di condanne definitive per abusi di potere e di funzioni. Ai cittadini vittime di quegli abusi come lo si spiega?”.
Ad aprile lei per primo ha pubblicato sulla sua rivista Sistema penale la direttiva Ue che impone agli stati membri di tenere abuso d’ufficio e traffico d’influenze nel Codice. Adesso che succederà ?
“Il voto contrario del solo Parlamento italiano o di pochi stati membri non può bloccare la direttiva che ‘vincola’ tutti a punire l'abuso d'ufficio. Se la direttiva non piace è lecito e la sede dove discuterla è l'Europa. Si avvicinano le elezioni: mi aspetto che sia questa la sede, nei programmi dei partiti, per una posizione sulla direttiva, che temo non possa essere approvata prima del voto e quindi andrà ridiscussa. Nel frattempo non si cancelli il reato”.
Mattarella potrebbe rimandare la legge alle Camere per questo?
“Se la direttiva fosse stata già approvata i presupposti ci potevano essere perché la Costituzione vincola il Parlamento al rispetto delle direttive Ue. Ma la direttiva è ancora solo una proposta... Ma ci sono altri profili di possibile illegittimità costituzionale, come l'irragionevole disparità di trattamento tra chi omette o ritarda un atto d'ufficio, che risponde di un reato, e chi abusa dell'ufficio, con solerzia, senza ritardi, che non risponderebbe di alcun reato”.
Repubblica ha scritto più volte che la mossa dei sindaci di chiedere la soppressione dell’abuso è autolesionista perché i pm contesteranno reati più gravi. È così?
“Beh, sa una cosa? Ho fatto per sei anni il direttore di un dipartimento universitario e di carte ne ho firmate a bizzeffe. Adesso mi sto candidando come rettore della Statale di Milano e se fossi eletto di carte ne dovrei firmare ancora di più. Sa quando ho avuto paura di firmare? Quando ho avuto lo scrupolo di verificare la correttezza di quel che firmavo. Questa è una “paura della firma” positiva, che mi ha fermato quando era bene fermarsi per meglio controllare con i miei funzionari. Se scompare l’abuso d'ufficio e per di più si riduce anche la responsabilità per danno erariale… siamo sicuri di migliorare la nostra pubblica amministrazione, la nostra economia e la nostra società?”.
Lei che dice?
“Io penso di no. E poi scusi: i cittadini che andranno a denunciare abusi dei pubblici amministratori e saranno mandati a casa dai carabinieri e polizia a mani vuote, con la denuncia respinta, che penseranno? Che senso avranno della giustizia? Che messaggio culturale diamo alle nuove generazioni se abusare di poteri e funzioni pubbliche non merita lo stigma penale?”.
Nordio è entusiasta e dice che eliminare l’abuso produrrà “l’impatto favorevole sull’economia”.
“Lo sa che con senza abuso d'ufficio chi trucca i concorsi universitari può non rispondere di alcun reato? Io ho paura non della firma, ma del decadimento dell'etica pubblica, perfino nella culla della cultura e della scienza, che è l'università, dove formiamo i nostri giovani”.