Missioni a Istanbul, Tokyo e Parigi, Meloni lancia la presidenza del G7
di Tommaso CiriacoIl resort a Borgo Egnazia
ROMA — La strategia con cui Giorgia Meloni intende affrontare la campagna elettorale delle Europee si può sintetizzare in tre parole: viaggiare, viaggiare, viaggiare. Giorgia Meloni prepara la corsa pianificando una serie di missioni internazionali. Lo fa decisa a sfruttare la Presidenza italiana del G7. E cercando oltreconfine riflettori e risultati che in Italia insegue a fatica, fiaccata da casse dello Stato vuote e da tensioni interne alla maggioranza. E dunque, soltanto osservando i progetti delle prossime settimane, si possono mettere in fila diversi viaggi. Il primo è previsto per il 20 e il 21 gennaio, in Turchia. È la prima volta da quando è a Palazzo Chigi. Il bilaterale con Erdogan si terrà a Istanbul — e non Ankara — probabilmente per ragioni di agenda del turco.
La missione non va sottovalutata: Erdogan ha assunto posizioni durissime su Israele, ma è anche baricentro degli equilibri mediorientali. Ankara è inoltre decisiva su dossier fondamentali: energia, difesa, co…
ROMA — La strategia con cui Giorgia Meloni intende affrontare la campagna elettorale delle Europee si può sintetizzare in tre parole: viaggiare, viaggiare, viaggiare. Giorgia Meloni prepara la corsa pianificando una serie di missioni internazionali. Lo fa decisa a sfruttare la Presidenza italiana del G7. E cercando oltreconfine riflettori e risultati che in Italia insegue a fatica, fiaccata da casse dello Stato vuote e da tensioni interne alla maggioranza. E dunque, soltanto osservando i progetti delle prossime settimane, si possono mettere in fila diversi viaggi. Il primo è previsto per il 20 e il 21 gennaio, in Turchia. È la prima volta da quando è a Palazzo Chigi. Il bilaterale con Erdogan si terrà a Istanbul — e non Ankara — probabilmente per ragioni di agenda del turco.
La missione non va sottovalutata: Erdogan ha assunto posizioni durissime su Israele, ma è anche baricentro degli equilibri mediorientali. Ankara è inoltre decisiva su dossier fondamentali: energia, difesa, commercio. E gioca un ruolo centrale in Libia, teatro assai sensibile per Roma. Subito dopo Istanbul, la presidente del Consiglio potrebbe volare a Parigi per una cena con Emmanuel Macron, utile a preparare il terreno per il G7 italiano e provare a superare lo stallo sul bilancio europeo. L’appuntamento è però ancora in bilico e alla fine tutto potrebbe risolversi con una telefonata, come già accaduto l’altro ieri con il Cancelliere tedesco Olaf Scholz. Certa è invece la missione a Bruxelles, per il Consiglio europeo straordinario del primo febbraio.
Ma lo snodo politico a cui la premier tiene di più, anche e soprattutto per ragioni di immagine, è probabilmente la missione internazionale successiva, quella in Giappone: le diplomazie stanno limando le date, ma si ragiona attorno al 4 febbraio. Il bilaterale a Tokyo segnerà il passaggio di consegne tra i due Paesi alla guida del G7. Per ragioni di agenda del premier Fumio Kishida, l’incontro si terrà subito dopo il Consiglio europeo e a ridosso di un fine settimana.
Ma non è finita qui. Come ha spiegato negli ultimi giorni ai suoi collaboratori, Meloni intende davvero investire gran parte delle proprie energie sulla politica estera. Un’altra tappa, in questa chiave, è la conferenza per la sicurezza di Monaco, del prossimo 16-18 febbraio: l’anno scorso la presidente del Consiglio saltò all’ultimo quell’appuntamento per motivi di salute, quest’anno progetta di esserci. E sempre pensando alla Presidenza italiana, si può leggere la recentissima visita a Palazzo Chigi di Amos Hochstein, consigliere senior per l’energia e gli investimenti del Presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Hochstein riveste infatti un ruolo di primo piano anche nella gestione del dossier del Medio Oriente e l’incontro, a quanto si apprende, è servito anche ad anticipare alcuni dettagli della missione del segretario di Stato Usa Antony Blinken nell’area di crisi: un modo per tenere aggiornata l’Italia, che guida il G7 nel 2024.
Investire politicamente sul summit dei Sette significa anche cercare di organizzare l’evento senza ritardi o lacune. E farlo con risorse adeguate, nonostante sia il tempo dell’austerità. Non si tratta solo dell’evento a Borgo Egnazia del 13-15 giugno, ma anche dei singoli appuntamenti ministeriali. Sono tanti e sparsi per l’Italia. Per questo, nei prossimi giorni l’esecutivo potrebbe varare un decreto legge dedicato al G7 che persegua due obiettivi prioritari. Il primo: snellire le procedure burocratiche necessarie per garantire un restyling delle location che devono ospitare gli incontri tematici. Il secondo: destinare risorse a questo scopo.
I ministri, d’altra parte, tengono molto a questa vetrina. Alcuni tra loro hanno già deciso di portare nelle proprie terre i G7 ministeriali. Matteo Salvini ospiterà i ministri dei Trasporti nella sua Milano, Giancarlo Giorgetti chiamerà a raccolta i colleghi dell’Economia a Stresa, sul Lago Maggiore. E ancora, Gilberto Pichetto ha scelto come sede un luogo a due passi da Torino. Carlo Nordio sarà con i ministri della Giustizia a Venezia, Adolfo Urso a Verona. Antonio Tajani ha indicato Capri. Meloni, come è noto, si è invece orientata sull’amata Puglia, in Val d’Itria, che ospita da anni le sue vacanze estive.