Scarpinato: “Così il governo lascia i cittadini indifesi davanti ai soprusi del potere”
di Liana MilellaRoberto Scarpinato
Senatore Roberto Scarpinato, lei è stato pm per tutta la vita. Come si sente mentre la maggioranza cancella l’abuso d’ufficio?
«Mi metto nei panni di tutte le future vittime di abusi di potere, tradite da uno Stato che lascia i cittadini indifesi dinanzi agli abusi di tanti piccoli e grandi Don Rodrigo che potranno spadroneggiare e prevaricare impunemente».
Potrebbero obiettarle che non vuole “perdere” questo reato...
«Chi perde è la credibilità di uno Stato che si autodelegittima normalizzando sia la strumentalizzazione clientelare e prevaricatrice del potere pubblico che il conflitto di interesse. Una deriva in totale controtendenza con gli orientamenti della Ue».
Reato «evanescente» per Nordio, ex pm pure lui.
«Evanescenti sono le sue motivazioni. Evanescente la paura della firma perché dal 2020 è stato abolito qualsiasi sindacato penale su tutta l’attività discrezionale dei pubblici amministratori. Evanescente è che l’elevato numero di archiviazioni dimostri l’inutilità del reato.…
Senatore Roberto Scarpinato, lei è stato pm per tutta la vita. Come si sente mentre la maggioranza cancella l’abuso d’ufficio?
«Mi metto nei panni di tutte le future vittime di abusi di potere, tradite da uno Stato che lascia i cittadini indifesi dinanzi agli abusi di tanti piccoli e grandi Don Rodrigo che potranno spadroneggiare e prevaricare impunemente».
Potrebbero obiettarle che non vuole “perdere” questo reato...
«Chi perde è la credibilità di uno Stato che si autodelegittima normalizzando sia la strumentalizzazione clientelare e prevaricatrice del potere pubblico che il conflitto di interesse. Una deriva in totale controtendenza con gli orientamenti della Ue».
Reato «evanescente» per Nordio, ex pm pure lui.
«Evanescenti sono le sue motivazioni. Evanescente la paura della firma perché dal 2020 è stato abolito qualsiasi sindacato penale su tutta l’attività discrezionale dei pubblici amministratori. Evanescente è che l’elevato numero di archiviazioni dimostri l’inutilità del reato. Nel 2021 quelle per abuso d’ufficio hanno raggiunto l’85% perché con la riforma è diminuita l’area di applicazione e tantissimi fatti hanno cessato di essere reato».
Il giurista Gatta vede cittadini che perdono uno scudo.
«Gatta ha aggiunto che dovranno essere revocate circa 3600 sentenze di condanna. Una casistica di abusi da fare accapponare la pelle. A tutti i condannati lo Stato dovrà chiedere scusa. Una riabilitazione di massa del peggio dei pubblici amministratori e un messaggio culturale devastante per il futuro».
Faccia un caso concreto, un abuso che non potrà essere perseguito, per capire la gravità del taglio.
«Tutte le manipolazioni di concorsi pubblici grazie alle quali i vincitori sono selezionati non per merito ma per nepotismo e fedeltà. E ancora tutti i casi di favoritismo per ragioni clientelari destinati ad alimentare il voto di scambio».
Non si può usare un reato diverso?
«È possibile solo con interpretazioni estensive che forzano il principio di tipicità e assegnano alla magistratura il compito improprio di supplire al grave deficit di tutela di beni essenziali».
Per Bongiorno togliere l’abuso è un danno per gli imputati che rischiano reati più gravi.
«Sono propenso a credere che provvederanno in tempo utile a disinnescare questo pericolo con un’accorta opera di limatura dei reati più pesanti, garantendo lo spazio di impunità già conquistato».
Al governo dà fastidio che sia un reato “spia”, un grimaldello per aprire un’indagine comunque.
«Non è affatto solo un reato spia come dimostrano le 3.600 condanne definitive inflitte».
Forse non vuole “spie” sulla corruzione?
«L’omertà dei colletti bianchi sulla corruzione e sui loro affari sporchi è più granitica di quella dei mafiosi. L’unico tallone d’Achille sono le intercettazioni che non a caso sono divenute l’ossessione di questa maggioranza, perché consentono di accertare i reati e mettono a nudo un mondo politico divenuto in larga misura cinghia di trasmissione degli intessi dei comitati di affari».
Togliere l’abuso danneggia le indagini sulla mafia. Si indaga sul sindaco e si scopre che favorisce le cosche?
«È un classico. Il sacco edilizio di Palermo che arricchì la mafia e devastò la città fu realizzato proprio grazie alla consumazione seriale di abusi d’ufficio col rilascio di migliaia di licenze edilizie illegittime e di varianti ai piani regolatori. I procuratori di Palermo e Roma hanno evidenziato che la “mafiocorruzione” resta costante».
I sindaci del Pd vogliono eliminarlo. E quelli di M5S?
«Il reato non riguarda solo i sindaci ma tantissimi pubblici amministratori e incaricati di pubblici servizi. Poi, per i sindaci dopo la riforma del 2020 resta il reato quando viene violato l’obbligo di astenersi in presenza di un interesse personale. L’Anci si è dichiarata favorevole al mantenimento del reato in questa forma residuale».
La norma Costa ci priva dell’ordinanza. Nordio vieta di pubblicare gli ascolti fuori dagli atti. Andiamo verso il processo muto?
«Il governo ha una visione distorta della pubblicità del processo come se fosse finalizzata a soddisfare la curiosità del pubblico. Mentre la pubblicità è una garanzia dei cittadini contro abusi del potere. Ma questa destra ha una vera idiosincrasia per tutte le forme di controllo: della magistratura, della Corte dei Conti, dell’Anac, della stampa indipendente».