Armi all’Ucraina, Provenzano (Pd): “No a rese dei conti. Un errore votare col governo, il premier non è più Draghi”
di Gabriella CeramiROMA — «A chi ha votato con la maggioranza vorrei ricordare che il premier non è più Mario Draghi ma Giorgia Meloni». Giuseppe Provenzano, deputato e responsabile Esteri ed Europa del Pd, manda un messaggio alla fronda che mercoledì ha votato a favore della risoluzione del governo sul conflitto Russia-Ucraina accusando i vertici dem di avere una posizione poco chiara.
Onorevole Provenzano, tre deputati e sei senatori hanno votato la risoluzione illustrata dal ministro della Difesa, Guido Crosetto. Crede che abbiano lanciato un segnale politico ai vertici del partito?
«Per la prima volta il Pd ha votato compattamente sulla sua risoluzione, che prevede il pieno sostegno anche militare a Kiev, ma vi aggiunge la richiesta di una più incisiva iniziativa diplomatica europea per una pace giusta. Poi abbiamo deciso di astenerci sulla risoluzione della maggioranza, con pochissime eccezioni».
L’ex titolare della Difesa Lorenzo Guerini, per esempio, è tra coloro che hanno votato a favore perché …
ROMA — «A chi ha votato con la maggioranza vorrei ricordare che il premier non è più Mario Draghi ma Giorgia Meloni». Giuseppe Provenzano, deputato e responsabile Esteri ed Europa del Pd, manda un messaggio alla fronda che mercoledì ha votato a favore della risoluzione del governo sul conflitto Russia-Ucraina accusando i vertici dem di avere una posizione poco chiara.
Onorevole Provenzano, tre deputati e sei senatori hanno votato la risoluzione illustrata dal ministro della Difesa, Guido Crosetto. Crede che abbiano lanciato un segnale politico ai vertici del partito?
«Per la prima volta il Pd ha votato compattamente sulla sua risoluzione, che prevede il pieno sostegno anche militare a Kiev, ma vi aggiunge la richiesta di una più incisiva iniziativa diplomatica europea per una pace giusta. Poi abbiamo deciso di astenerci sulla risoluzione della maggioranza, con pochissime eccezioni».
L’ex titolare della Difesa Lorenzo Guerini, per esempio, è tra coloro che hanno votato a favore perché da ministro ha firmato cinque decreti. Siete voi gli incoerenti?
«Mercoledì non si votava il decreto, si votavano delle linee guida politiche, rispetto alle quali non siamo più disposti a fare aperture di credito a questo governo. Forse a qualcuno è sfuggito che è cambiato il governo. Che non c’è più Mario Draghi ma Giorgia Meloni, che ha criticato la foto di Kiev, l’asse con Francia e Germania, e in questi mesi con le sue alleanze sbagliate ha contribuito allo stallo dell’Europa».
Lia Quartapelle, anche lei tra i deputati che hanno votato con la maggioranza, ha detto a La Stampa che il Pd manca di «una posizione chiara e netta».
«Non mi scandalizzo per singole distinzioni. Ma accreditare l’idea, per ragioni di posizionamento interno, che c’è un indebolimento del sostegno a Kiev è grave e da irresponsabili. Cosa c’è di poco chiaro nel dire: noi siamo dalla parte di Kiev, ma vogliamo un’iniziativa dell’Europa che porti a una pace giusta, nel rispetto del diritto internazionale? Lo vogliono anche gli ucraini».
Cosa intende quando dice «posizionamento interno»? Vede un gioco di correnti in vista delle elezioni Europee?
«Non voglio pensare che si utilizzi la politica estera per rese dei conti interne. Intelligenza e responsabilità avrebbero voluto che si rivendicasse il voto sulla nostra posizione, che ha unito tutto il Pd e che è passata anche con il voto favorevole delle altre opposizioni, escluso la parte sul sostegno militare su cui ovviamente i 5 Stelle hanno votato contro».
Se come Pd siete così critici sulla politica estera di questo governo perché vi siete astenuti e non avete votato contro?
«Proprio per il sostegno a Kiev. La maggioranza si è astenuta sulla nostra risoluzione perché condannava il veto di Orbán sul bilancio europeo e sugli aiuti a Kiev, cosa che Meloni non riesce a fare. E noi ci siamo astenuti sulla loro perché, dopo un anno non sono più credibili. Il ministro Crosetto non può limitarsi a evocare in Aula un’iniziativa diplomatica senza dire con chi, in che termini, non è un commentatore. La verità è che dopo un anno di retorica sui presunti successi internazionali di Meloni, loro non ci sono. E penso soprattutto al Medio Oriente, a Gaza».
Avete presentato una mozione su questo?
«Sì, per richiamare il governo a un’iniziativa concreta di pace. Meloni è sparita, non ha nemmeno chiesto il cessate il fuoco. Questa assenza tradisce la tradizione diplomatica del nostro Paese e i nostri stessi interessi visto che si rischia l’escalation proprio in Libano, dove ci sono i nostri militari da anni per la pace».
Per Italia Viva state perdendo l’anima e siete la brutta copia dei grillini. Schiaffi da tutte le parti?
«Italia viva dice il falso come spesso capita. La parte sullo stop agli aiuti a Kiev era già decaduta, perché preclusa dalla approvazione della nostra risoluzione e di quella di maggioranza che prevedevano il pieno sostegno all’Ucraina. Su questo tema, la differenza tra noi e il M5S esiste, inutile negarlo. E il loro cambio di posizione lo ritengo strumentale».
Non pensa che sia emerso quanto sia difficile trattare con il presidente russo Vladimir Putin?
«Una ragione in più per un’iniziativa diplomatica europea che, facendosi carico delle ragioni dell’aggredito e del diritto internazionale, isoli di fronte al mondo l’aggressore russo e lo spinga a desistere dal suo disegno imperialista».