Nel nome di Sassoli contro i nazionalismi. Prodi: "Esistono ancora, tornare a far contare l’Europa". Schlein: "Mobilitiamoci per fermare l'onda nera"
di Gabriella CeramiSu uno schermo il volto di Sassoli e la scritta “L’eredità di David. Un viaggio verso una nuova Europa”. Sul palchetto, montato nella sala Protomoteca del Campidoglio, viene celebrato il presidente del Parlamento europeo morto due anni fa.
“Il ricordo di David è forte. L'Europa è difesa dei diritti, ma ci vuole forza per difendere i diritti. Se noi rimaniamo solo quelli che annuiscono e gli altri vanno avanti la funzione di richiamo dei diritti rischia di essere vuota”, è il punto più forte toccato dall’ex premier Romano Prodi, uno dei padri dell’euro. Convinto sostenitore dell’Europa, nel parlare di fronte ai rappresentanti del gruppo S&D, il fondatore dell’Ulivo non nasconde il timore che l’Ue, così come è adesso, possa sfaldarsi: “Quando comanda un Consiglio in cui ciascuno vuole un suo pezzettino, non funziona e la gente così non ama l'Europa”.
Quindi un altro monito, dopo quello già lanciato contro la candidatura o le pluri-candidature di chi poi, una volta eletto, decide di …
Su uno schermo il volto di Sassoli e la scritta “L’eredità di David. Un viaggio verso una nuova Europa”. Sul palchetto, montato nella sala Protomoteca del Campidoglio, viene celebrato il presidente del Parlamento europeo morto due anni fa.
“Il ricordo di David è forte. L'Europa è difesa dei diritti, ma ci vuole forza per difendere i diritti. Se noi rimaniamo solo quelli che annuiscono e gli altri vanno avanti la funzione di richiamo dei diritti rischia di essere vuota”, è il punto più forte toccato dall’ex premier Romano Prodi, uno dei padri dell’euro. Convinto sostenitore dell’Europa, nel parlare di fronte ai rappresentanti del gruppo S&D, il fondatore dell’Ulivo non nasconde il timore che l’Ue, così come è adesso, possa sfaldarsi: “Quando comanda un Consiglio in cui ciascuno vuole un suo pezzettino, non funziona e la gente così non ama l'Europa”.
Quindi un altro monito, dopo quello già lanciato contro la candidatura o le pluri-candidature di chi poi, una volta eletto, decide di non andare a Bruxelles. Nei giorni in cui si discute delle candidature delle due leader, il Professore invita a capire l’importanza dell’incarico: “La squadra che andrà in Europa avrà il compito di tornare e ad agire, il compito dei nuovi parlamentari sarà quello di tornare a far contare l'Europa. Non è facile perché il nazionalismo esiste ancora, ma occorre faticare per riuscirci”.
Le conclusioni della giornata dedicata al ricordo di Sassoli spettano a Elly Schlein: “David non ha semplicemente contribuito alla svolta sociale europea che abbiamo visto dopo la pandemia, l’ha diretta, l’ha guidata”. Ma, è il timore anche della segretaria Pd, “quella svolta rischia di essere una parentesi che si va chiudendo e questo non lo dobbiamo permettere. Allora, se dobbiamo qualcosa alla memoria di David, è mettere i nostri corpi per non far chiudere quella finestra, perché il rischio che si faccia l’errore di tornare alla cieca austerità c’è”. Così lancia la sfida in vista delle Europee: “La nostra sfida è quella di mobilitarci per fermarci l’onda nera del nazionalismo”.