Nouripour: “Per noi verdi tedeschi Mario Draghi è garanzia di stabilità. Ma non entreremo mai in una coalizione con FdI”
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO - Omid Nouripour è cresciuto in Iran e in Germania ed è il leader dei Verdi tedeschi. In quest’intervista esclusiva con Repubblica tesse le lodi di Mario Draghi e spiega perché gli ambientalisti non potranno far parte di una coalizione europea in cui ci sia Giorgia Meloni. Ma anche come è potuto accadere che i verdi siano diventati il nemico antropologico della destra. Nouripour ci racconta, dopo un’infanzia in Iran dove a scuola gli insegnavano a gridare che Israele doveva essere distrutto, perché per lui la sicurezza dello Stato ebraico è fondamentale. E come un partito pacifista come il suo abbia iscritto nel dna il sostegno militare a paesi sotto attacco come l’Ucraina.
Nouripour, da settimane gli agricoltori tedeschi protestano contro i tagli alle sovvenzioni. Ma ci sono anche frange di estrema destra, come ha segnalato il ministro dell’Economia Robert Habeck, che si mescolano tra i manifestanti esprimendo fantasie eversive. Temete un movimento come quello dei gilets jaun…
BERLINO - Omid Nouripour è cresciuto in Iran e in Germania ed è il leader dei Verdi tedeschi. In quest’intervista esclusiva con Repubblica tesse le lodi di Mario Draghi e spiega perché gli ambientalisti non potranno far parte di una coalizione europea in cui ci sia Giorgia Meloni. Ma anche come è potuto accadere che i verdi siano diventati il nemico antropologico della destra. Nouripour ci racconta, dopo un’infanzia in Iran dove a scuola gli insegnavano a gridare che Israele doveva essere distrutto, perché per lui la sicurezza dello Stato ebraico è fondamentale. E come un partito pacifista come il suo abbia iscritto nel dna il sostegno militare a paesi sotto attacco come l’Ucraina.
Nouripour, da settimane gli agricoltori tedeschi protestano contro i tagli alle sovvenzioni. Ma ci sono anche frange di estrema destra, come ha segnalato il ministro dell’Economia Robert Habeck, che si mescolano tra i manifestanti esprimendo fantasie eversive. Temete un movimento come quello dei gilets jaunes francesi?
"C'è un nucleo molto legittimo nelle proteste. Negli ultimi decenni, i ministri dell'agricoltura conservatori hanno commesso degli errori cruciali. Di conseguenza, 140mila aziende agricole su 400mila sono sparite. E’ spaventoso e ha molto a che fare con la politica commerciale e quella dei prezzi. Quindi si è accumulata molta rabbia. Negli ultimi due anni gli agricoltori sono tornati a fare guadagni, ma capisco la loro frustrazione. Allo stesso tempo, c'è una parte delle proteste che ritengo illegittima. E bisogna poterlo denunciare. Sono molto grato che molte organizzazioni agricole abbiano chiarito che non è accettabile il coinvolgimento di frange naziste. Non ci può essere alcuna tolleranza verso gli estremisti".
I Verdi sono il nuovo nemico "antropologico" della destra, come mi disse una volta il “papa” della Nuova destra tedesca, Goetz Kubitschek. E anche l'Afd e Sahra Wagenknecht si accaniscono costantemente contro il suo partito. Come se lo spiega?
"Siamo sempre stati a favore di una società aperta e contro dogmatismi di qualsiasi tipo. E per noi esiste una questione cruciale: come affrontare Putin e il Cremlino. In tutta Europa, questa posizione sulla Russia sta dividendo il centro moderato dalle frange radicali. Lo stiamo vedendo anche in Germania”.
Perché un partito pacifista come il vostro è così adamantino nel sostegno militare all'Ucraina?
"Sin dalla sua fondazione nel 1980, i Verdi si sono battuti per la non violenza. E oggi sosteniamo limpidamente con l'Ucraina. Come si spiega? Negli anni '90 abbiamo discusso molto sugli interventi militari. Sappiamo che producono enormi sofferenze. Ma abbiamo imparato anche che non intervenire può produrre un male maggiore. Si pensi al genocidio in Ruanda. O all’Ucraina. Inoltre, ci chiamiamo “Alleanza 90 - I Verdi”. Una parte del partito è costituito da persone che sono state in prigione nella DDR perché hanno combattuto per la libertà. Siccome sono cresciuto in Iran, ho un rapporto molto emotivo con queste persone. Hanno impresso nel nostro dna l’idea che bisogna sempre difendere la libertà. Questo è anche uno dei motivi per cui siamo sempre stati contro Putin, dalla parte dell'Ucraina e contro il gasdotto Nord Stream. Purtroppo abbiamo avuto ragione”.
L'Afd al 20-23% non la angoscia? In Italia i partiti di destra sono già al potere. Ma adesso l'Europa deve preoccuparsi della Germania?
"I sondaggi sono preoccupanti. Ma possiamo imparare dall'Italia quanto sia importante l’informazione pubblica indipendente e quanto possa essere dannosa la disinformazione. Sta a noi tenere a freno le forze antidemocratiche che si alimentano dalla debolezza dei partiti democratici”.
E’ emerso che alcuni esponenti dell'Afd si sono incontrati con neonazisti negli scorsi anni per pianificare l’espulsione di milioni di migranti.
"Non solo i migranti, ma anche chiunque la pensi diversamente. Parliamo della pianificazione di un reato penale. Che deve essere punita con la massima severità".
Mario Draghi potrebbe essere candidato alla presidenza della Commissione europea, come ha scritto Repubblica. Oppure, più di recente qualcuno ha ipotizzato alla presidenza del Consiglio Ue. Voi verdi tedeschi lo appoggereste?
"Sono un francofortese e siamo molto orgogliosi delle banche ma soprattutto di quella più importante: la BCE. Draghi ha fatto un lavoro incredibile, ha garantito la prosperità e la stabilità all’intero continente in tempi molto difficili. Ed è chiaro che è stato un attore stabilizzante, anche per la politica italiana".
In vista delle elezioni europee il leader del Ppe Weber non ha fatto mistero di voler coinvolgere Giorgia Meloni nella prossima coalizione. Voi entrereste in un’alleanza con Fratelli d’Italia?
"Non saprei proprio come. Le differenze nei contenuti sono enormi. È chiaro che lavoreremo sempre insieme ai nostri amici italiani, indipendentemente da chi sarà al governo. Ma dal punto di vista partitico, noi vogliamo rafforzare la democrazia e rendere la società più aperta. Per noi è un bene che le destre non siano riuscite finora ad affermarsi sull'estensione delle sanzioni contro la Russia o su altre questioni chiave. Allo stesso tempo, però, la politica estera non può essere uno specchietto delle allodole mentre si restringono i valori democratici di un Paese e si limitano gli spazi per la società civile. Vogliamo che lo Stato di diritto e la protezione dell’ambiente siano rafforzati dopo le europee e non possiamo farlo con forze politiche che mettono fondamentalmente in discussione questi principi”.
Ma votereste per Ursula von der Leyen presidente della Commissione Ue se la votasse anche Meloni?
"Innanzitutto aspettiamo di vedere se il Ppe sarà la forza più forte e se von der Leyen si candiderà. Una cosa è chiara: noi siamo per un'Europa diversa da quella dell'attuale governo italiano."
Israele è accusata di genocidio all'Aia
"Noi come Verdi, ma anche il governo tedesco, riconosciamo la sofferenza della popolazione di Gaza, vediamo che il numero di vittime civili è drammaticamente alto. Tuttavia, un genocidio esprime l’intenzione di sterminare, e non pensiamo che qui sia il caso. Il diritto di Israele all'autodifesa è sancito dal diritto internazionale. L'orrore del 7 ottobre ha provocato un trauma collettivo in Israele, e lo Stai ebraico ha il dovere di fare tutto il possibile per evitare che un simile atto di terrore si ripeta e per garantire che gli ostaggi possano finalmente tornare a casa”.
E la strage di Hamas del 7 ottobre esprime intenzioni genocide?
“In ogni documento rilevante Hamas afferma di voler distruggere Israele. Rifiuta la soluzione dei due Stati e ha sempre lavorato contro la pace. Ma anche contro gli altri palestinesi. Quando hanno preso il potere a Gaza, hanno sparato a molti funzionari dell'OLP. Ora è molto importante che la guerra finisca il prima possibile, che la sicurezza di Israele sia garantita e che le sofferenze della popolazione di Gaza cessino”.
Cosa significa per lei, musulmano cresciuto a Teheran, che la Germania abbia dichiarato la sicurezza di Israele come ragion di Stato?
"Per me significa che è necessario che la Germania stia al fianco di Israele quando è minacciata. Ed è l'unico Paese al mondo che sin dalla fondazione non ha potuto permettersi neanche per un giorno di essere militarmente inferiore ai suoi vicini. Io stesso sono nato in Iran e ogni mattina dovevo gridare nel cortile della mia scuola che Israele deve essere distrutto. Questo è ciò che viene inculcato ai bambini. È necessario, a causa della storia tedesca e del fatto che Israele è uno Stato democratico, sostenerne la sicurezza. Molti Stati vicini e molte organizzazioni violente non hanno ancora accettato che Israele abbia il diritto di esistere”.