✕

Al vertice di Magistratura indipendente arriva Galoppi, il consigliere giuridico della ex presidente del Senato Casellati

(ansa)
Componente del Csm quando c’era Palamara, che lo cita più volte nel suo libro, è stato scelto anche dal Guardasigilli Nordio per la commissione più delicata di via Arenula, quella che ha rivisto la legge Cartabia
2 minuti di lettura

È stato l’ombra di Maria Elisabetta Alberti Casellati, quando la fidata parlamentare berlusconiana è stata presidente del Senato. E da consigliere del Csm per Magistratura indipendente, nei quattro anni precedenti, faceva coppia fissa con lei su ogni decisione del Consiglio. Proprio quello in cui sulle nomine dettava legge Luca Palamara. Tant’è che proprio l’ex potente uomo di Unicost lo cita a ripetizione nel suo libro “Il sistema” e lo descrive come il magistrato da cui non si poteva prescindere negli accordi tra le correnti per le poltrone più prestigiose, ma anche per quelle meno strategiche, ma utili per consolidare il potere correntizio.

Adesso Claudio Maria Galoppi, nel frattempo rientrato nei ranghi della magistratura come consigliere della Corte d’Appello di Milano, diventa il segretario della sua corrente. Proprio quella che fu dominata da Cosimo Maria Ferri, il magistrato sottosegretario alla Giustizia per tre volte per volontà di Niccolò Ghedini, e che più d’uno considera …

È stato l’ombra di Maria Elisabetta Alberti Casellati, quando la fidata parlamentare berlusconiana è stata presidente del Senato. E da consigliere del Csm per Magistratura indipendente, nei quattro anni precedenti, faceva coppia fissa con lei su ogni decisione del Consiglio. Proprio quello in cui sulle nomine dettava legge Luca Palamara. Tant’è che proprio l’ex potente uomo di Unicost lo cita a ripetizione nel suo libro “Il sistema” e lo descrive come il magistrato da cui non si poteva prescindere negli accordi tra le correnti per le poltrone più prestigiose, ma anche per quelle meno strategiche, ma utili per consolidare il potere correntizio.

Adesso Claudio Maria Galoppi, nel frattempo rientrato nei ranghi della magistratura come consigliere della Corte d’Appello di Milano, diventa il segretario della sua corrente. Proprio quella che fu dominata da Cosimo Maria Ferri, il magistrato sottosegretario alla Giustizia per tre volte per volontà di Niccolò Ghedini, e che più d’uno considera tuttora il vero padre-padrone di Mi. Cioè proprio il gruppo che può contare a palazzo Chigi su un suo esponente di spicco come il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano, il consigliere più stretto di Giorgia Meloni, che non fa muovere foglia senza il suo consenso. Non c’è provvedimento su cui non dica l’ultima parola. È stato lui a proporre i test psico-attitudinali per le toghe che adesso rilancia la commissione Giustizia del Senato.

Uomo di punta di Mi – il gruppo che esprime anche la prima presidente donna della Cassazione Margherita Cassano, nonché ben sette consiglieri, cioè il gruppo più nutrito, a palazzo dei Marescialli eletti nel 2022 – Galoppi dovrà dividere il “potere” con Loredana Miccichè, consigliera di Cassazione, che ha fatto parte del precedente Csm in cui non ha mancato di dare filo da torcere alle correnti di sinistra. E che oggi diventa presidente del gruppo più conservatore delle toghe. Quello attento ai cosiddetti “carichi esigibili”, cioè quanto lavoro si può chiedere a un giudice o a un pm. Mentre Antonio D’Amato, anche lui un ex del Csm a presidenza Ermini, nonché ex pm a Palmi, a Napoli e procuratore aggiunto a Santa Maria Capua Vetere, siede al vertice del Consiglio nazionale.

Ma Galoppi conta anche su un ottimo rapporto con il Guardasigilli Carlo Nordio. Che non ha mai nascosto le sue espresse simpatie proprio per Magistratura indipendente, tant’è che viene da questa corrente il primo magistrato che ha portato in via Arenula, a due giorni dalla firma nelle mani di Mattarella. E si tratta di Antonello Mura, ex procuratore generale di Roma, piazzato al vertice dell’ufficio legislativo, postazione ovviamente strategica nella fattura delle leggi.

Lo stesso Nordio ha messo Galoppi a capo della commissione che ha fatto le pulci alla riforma Cartabia sull’organizzazione giudiziaria e su una delle sue parti più delicate, quella che contiene il cosiddetto “fascicolo della toga”, che determina poi la sua carriera. Rispetto alle indicazioni draconiane del responsabile Giustizia di Azione Enrico Costa, che pretendeva una valutazione nel merito, e non in percentuale, dei risultati conseguiti processo per processo, la commissione Galoppi - criticatissima da Costa - si è orientata invece per una valutazione percentuale. Proprio qui sono destinati a finire anche i test psico-attitudinali.

È dunque un fatto che, mentre dal governo, con Guido Crosetto e lo stesso Nordio, nonché dai parlamentari del centrodestra – valgano per tutte le accuse alle correnti di sinistra di Maurizio Gasparri – arrivano strali continui contro la sinistra di Area e contro Magistratura democratica, ecco che niente di tutto questo accade né per Magistratura indipendente, né tantomeno per Unicost, correnti la cui linea evidentemente non “dispiace” affatto, anzi viene condivisa, dal governo e dalla maggioranza. Prova ne è che proprio Galoppi, la toga in liaison con Casellati, adesso ne diventa il potente segretario.

Leggi i commenti