Vittorio Sgarbi diffida Report per provare a bloccare il servizio sui suoi quadri: condiziona i giudici
di Matteo PucciarelliQuel servizio sui quadri non deve andare in onda perché potrebbe condizionare i giudici. Vittorio Sgarbi avverte Report: la terza puntata dell'inchiesta che lo riguarda non s'ha da fare. La diffida firmata da legale del sottosegretario, l'avvocato Giampaolo Cicconi, è arrivata domenica 14 gennaio alla trasmissione, programmata per stasera su Rai 3 (ma registrata venerdì). Ovviamente l'invito è caduto nel vuoto, ma è interessante il modo in cui si motiva la richiesta: "La messa in onda di tale video viola, altresì, il principio cardine del processo accusatorio: la neutralità psicologica del giudicante, la quale richiede che il giudice arrivi al dibattimento sgombro da pregiudizi, dovendo assistere davanti a sé alla formazione della prova nel contraddittorio di accusa e difesa".
Insomma, una presa di posizione che, fosse stata presa in considerazione, avrebbe cancellato dalla faccia della terra il giornalismo stesso. L'inchiesta giornalistica, firmata da Manuele Bonaccorsi e Thomas Mack…
Quel servizio sui quadri non deve andare in onda perché potrebbe condizionare i giudici. Vittorio Sgarbi avverte Report: la terza puntata dell'inchiesta che lo riguarda non s'ha da fare. La diffida firmata da legale del sottosegretario, l'avvocato Giampaolo Cicconi, è arrivata domenica 14 gennaio alla trasmissione, programmata per stasera su Rai 3 (ma registrata venerdì). Ovviamente l'invito è caduto nel vuoto, ma è interessante il modo in cui si motiva la richiesta: "La messa in onda di tale video viola, altresì, il principio cardine del processo accusatorio: la neutralità psicologica del giudicante, la quale richiede che il giudice arrivi al dibattimento sgombro da pregiudizi, dovendo assistere davanti a sé alla formazione della prova nel contraddittorio di accusa e difesa".
Insomma, una presa di posizione che, fosse stata presa in considerazione, avrebbe cancellato dalla faccia della terra il giornalismo stesso. L'inchiesta giornalistica, firmata da Manuele Bonaccorsi e Thomas Mackinson, avrebbe compromesso "il buon andamento del processo penale nella delicata fase di acquisizione della prova". Nella puntata, questa la tesi, sarebbero stati mostrati "atti coperti dal segreto" istruttorio.
La faccenda è bella intricata, le procure interessate sono due (Imperia e Macerata) e sempre due sono i quadri di grande valore coinvolti nella vicenda. Uno che sarebbe stato rubato da un castello e poi ritoccato per farlo sembrare un po' diverso, di proprietà del sottosegretario; l'altro, che doveva oltrepassare la frontiera in maniera illegale per poi essere rivenduto, è anche quello riconducibile al critico d'arte. Si tratta di un Valentin de Boulogne, un quadro che vale milioni, sicuramente passibile di tutela. Sgarbi ha ribattuto che si tratterebbe di una pessima copia. Ma Report ha mostrato una mail partita dall'indirizzo segreteria.sgarbi@gmail.com in cui lo stesso Sgarbi certifica che il quadro era autentico.