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Dopo la Sardegna, il fronte Basilicata. Destra sulle spine: Salvini convoca i suoi

(ansa)
Tajani blinda il lucano Bardi ma FdI: “Nome ancora da trovare”. Lega irritata per lo stop al terzo mandato. E in Sardegna aiuta Soru contro il Pd
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ROMA — Per Giorgia Meloni sarà un compleanno col vinavil. Perché la premier, che oggi compie 47 anni, deve provare a rincollare tutti i pezzi della sua coalizione. Gli alleati strepitano. Settimane di zuffe con la Lega sulle regionali in Sardegna, in attesa di schiarite. Il nuovo fronte, la Basilicata, che fa innervosire Forza Italia. E il tema del terzo mandato per i governatori, cioè innanzitutto per Luca Zaia, che FdI non vuole avallare e che Matteo Salvini vive come uno smacco quasi personale, oltre che politico. Clima elettrico, tensioni da sopire, per la presidente del Consiglio, che però non ha nessuna intenzione di fare retromarcia su un punto: i rapporti di forza, nel centrodestra, sono cambiati. Dunque è FdI, ora, a dare le carte.

Sulla Sardegna, da via della Scrofa confermano che il match ormai è chiuso. Che il candidato sarà il sindaco iper-meloniano di Cagliari, Paolo Truzzu. «Sta solo a Salvini comunicare la retromarcia». Ma quando? Oggi il vice-premier riunisce il “fede…

ROMA — Per Giorgia Meloni sarà un compleanno col vinavil. Perché la premier, che oggi compie 47 anni, deve provare a rincollare tutti i pezzi della sua coalizione. Gli alleati strepitano. Settimane di zuffe con la Lega sulle regionali in Sardegna, in attesa di schiarite. Il nuovo fronte, la Basilicata, che fa innervosire Forza Italia. E il tema del terzo mandato per i governatori, cioè innanzitutto per Luca Zaia, che FdI non vuole avallare e che Matteo Salvini vive come uno smacco quasi personale, oltre che politico. Clima elettrico, tensioni da sopire, per la presidente del Consiglio, che però non ha nessuna intenzione di fare retromarcia su un punto: i rapporti di forza, nel centrodestra, sono cambiati. Dunque è FdI, ora, a dare le carte.

Sulla Sardegna, da via della Scrofa confermano che il match ormai è chiuso. Che il candidato sarà il sindaco iper-meloniano di Cagliari, Paolo Truzzu. «Sta solo a Salvini comunicare la retromarcia». Ma quando? Oggi il vice-premier riunisce il “federale” della Lega. Ordine del giorno scarno: «Situazione politica». Niente punto stampa a seguire. Riunione calda e riservatissima. Si parlerà di Europee, della candidatura del generale Roberto Vannacci, trapela. Ma anche, naturalmente, della Sardegna. Il governatore uscente, il salviniano Christian Solinas, per tirarsi indietro vorrebbe ottenere qualcosa. Un posto da capolista alle Europee, ma non nelle Isole, già iper-affollate, semmai nell’Italia centrale, dove però sarebbe in pista Vannacci. Cercasi compensazioni. C’è anche chi ipotizza un incarico minore, ma ben retribuito: l’autorità portuale sarda. Si vedrà. Dipende da Salvini. Che però, prima di ratificare un passo indietro, vuole capire anche cosa strappa la Lega.

Per cedere la Sardegna, il Carroccio sta provando a rimettere in discussione la Basilicata, dove si vota a giugno, election day con le Europee e col Piemonte (dove sarà ricandidato l’azzurro Alberto Cirio), che forse sarà deliberto già domani. Ma il presidente lucano uscente, Vito Bardi, è un fedelissimo del vice-premier forzista Antonio Tajani. Che ieri insisteva: «Bardi non si tocca». Tajani crede di avere un patto con FdI. Per questo gli azzurri ieri hanno letto con irritazione le dichiarazioni di Aldo Mattia, deputato, “ras” di Fratelli d’Italia in Basilicata, vicinissimo al ministro Francesco Lollobrigida. Il quale - certamente non parlando a casaccio - spiegava che è ancora da «concordare un giusto candidato unico» in Basilicata. Come dire: non è detto sia Bardi. Ma nemmeno un leghista. Possibile un civico, per Lega e FI sarebbe mal comune, mezzo gaudio. Tajani però non molla la presa. Mette sul piatto un’altra fiches, facendo capire che potrebbe ritirarsi in Sardegna la forzista Alessandra Zedda, che ieri ha depositato il simbolo della sua lista anti-Solinas e anti-Truzzu. «Ma c’è tempo prima delle candidature finali», manda segnali il numero uno azzurro.

Con Tajani e Salvini, Meloni si rivedrà domani. In Cdm. E prima o dopo potrebbe esserci il vertice decisivo, sulle regionali. La premier però vuole tenere fuori dal tavolo il tema del terzo mandato. Anche se la Lega scalpita e ha già presentato una proposta di legge alla Camera. Una pdl che FdI vorrebbe far morire lì, senza approvarla in tempo per il Veneto, dove si vota nel 2025. Nel Carroccio questa linea fa venire a galla stizza e recriminazioni. «FdI non può fare melina - trapela da chi segue il dossier - se c’è una pdl, va votata».

Aspettando di ricomporre i cocci in casa propria, la destra si sta assicurando che la sinistra corra divisa in Sardegna, dove Pd e 5S sostengono la contiana Alessandra Todde. In contrapposizione con l’ex dem, Renato Soru. Stasera alle 20 suona il gong per presentare i simboli (ma per le liste c’è ancora tempo).

E così sta venendo fuori che alcuni consiglieri di centrodestra stanno dichiarando di sostenere liste collegate a Soru, evitando così che debbano raccogliere le firme. Strane coincidenze: capita con Piero Maieli, che è iscritto al Partito sardo d’Azione di Solinas, che l’11 gennaio ha attestato di appartenere a +Europa, che appoggia Soru. Con Annalisa Manca, eletta nella Lega, che 4 giorni fa ha dichiarato di sostenere la civica pro-Soru “Vota Sardigna” e con Pietro Moro, altro consigliere di Solinas. Che è passato dal “Grande Centro” a Rifondazione Comunista. Che appoggia chi? Soru.

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