Giuliano Amato: “In Europa Corti Costituzionali sotto attacco. Gli italiani sappiano che serve questo contraltare della maggioranza”
di Gabriella CeramiGiuliano Amato
(ansa)La Corte Costituzionale “come contraltare della maggioranza. È importante che i cittadini si convincano di questo, ma affinché avvenga serve aprirsi e parlare con loro, che devono essere messi nelle condizioni capire”. L’ex presidente della Consulta, Giuliano Amato, nel presentare il libro di cui è autore insieme alla giornalista Donatella Stasio, “Storie di diritti e di democrazia. La Corte costituzionale nella società”, nella sede del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti a Roma, sottolinea che “mai come in questo momento le Corti Costituzionali sono sotto attacco”.
L’ex premier parla dunque dell’Ungheria e della Polonia, dove i governi “esercitano una pressione continua”. Neanche l’Italia è esente, “qui ci sono gli embrioni. Ma mentre in Polonia è successo che una decisione della Corte Costituzionale non è stata pubblicata perché sgradita al governo, da noi questo sarebbe comunque inconcepibile. Penso che il ministro Carlo Nordio la pubblicherebbe”.
Il presidente Amato ri…
La Corte Costituzionale “come contraltare della maggioranza. È importante che i cittadini si convincano di questo, ma affinché avvenga serve aprirsi e parlare con loro, che devono essere messi nelle condizioni capire”. L’ex presidente della Consulta, Giuliano Amato, nel presentare il libro di cui è autore insieme alla giornalista Donatella Stasio, “Storie di diritti e di democrazia. La Corte costituzionale nella società”, nella sede del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti a Roma, sottolinea che “mai come in questo momento le Corti Costituzionali sono sotto attacco”.
L’ex premier parla dunque dell’Ungheria e della Polonia, dove i governi “esercitano una pressione continua”. Neanche l’Italia è esente, “qui ci sono gli embrioni. Ma mentre in Polonia è successo che una decisione della Corte Costituzionale non è stata pubblicata perché sgradita al governo, da noi questo sarebbe comunque inconcepibile. Penso che il ministro Carlo Nordio la pubblicherebbe”.
Il presidente Amato ricorda poi tutte quelle sentenze della Corte che hanno contribuito a cambiare il volto e la storia del nostro Paese. Quindi menziona la decisione sul fine vita, sul suicidio assistito di Dj Fabo quando la Consulta decise che non sempre è punibile chi aiuta al suicidio. La memoria va poi alle vecchie sentenze sull’aborto, quelle prima del referendum, quando la Corte pronunciandosi su casi specifici considerò irragionevole dichiarare l’interruzione di gravidanza un reato. E andando ancora più indietro nel tempo, la Consulta per i primi anni si pronunciò anche sulle leggi fasciste. L’ex presidente della Corte Costituzionale parla anche dei diritti degli omosessuali, “un tema che divide”, e della contraddizione secondo cui “se un omosessuale viene da me e mi chiede se i suoi diritti sono uguali a quelli di tutte le altre persone la risposta è sì, ma nonostante questo il matrimonio non è permesso”. Quindi le persone dello stesso sesso, secondo l’ordinamento italiano, “rientrano nelle formazioni sociali ma sono fuori dalla famiglia”.
Ora l'argomento di fondo, spiega ancora Amato, “è diventato contribuire alla conoscenza diretta della Corte da parte dei cittadini i quali devono essere messi in condizione di apprezzare o non apprezzare quello che è stato fatto. E la Corte lo deve spiegare". Le Corti, quindi, “devono farsi conoscere”. E svolgendosi il dibattito nella sede dell’Ordine dei giornalisti, l’ex presidente della Consulta, sottolinea che la stampa ha la “responsabilità di concorrere a questa conoscenza. In qualche modo, sentendo questa responsabilità, un po’ come l'ho sentita io, non per servire una parte ma per servire quello che ritenete sia più giusto per la comunità in cui vivete. Anche se a volte è sgradevole dirlo, anche se a volte vi mette contro la maggioranza”.