Giustizia e bavaglio, stretta sulle conferenze stampa dei pm. Delmastro: “Avviati controlli su 13 procure”
di Liana MilellaIl sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove
(ansa)ROMA - Prosegue la stretta sull’informazione. Contro i giornalisti che pubblicano notizie sulle inchieste e contro i magistrati che hanno “la colpa” di tenebre pubbliche conferenze stampa per informare democraticamente i cittadini di quanto accade nei loro uffici.
In aula alla Camera il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, di nuovo attivo sul fronte politico dopo il caso Pozzolo, risponde a un’interpellanza del responsabile Giustizia di Azione Enrico Costa. Sì, ancora lui, il protagonista della battaglia per vietare ai giornalisti la possibilità di pubblicare l’ordinanza di custodia cautelare. Nonché, di fatto, colui che ha spinto l’ex Guardasigilli Marta Cartabia a introdurre nel nostro ordinamento i principi della presunzione d’innoce…
ROMA - Prosegue la stretta sull’informazione. Contro i giornalisti che pubblicano notizie sulle inchieste e contro i magistrati che hanno “la colpa” di tenebre pubbliche conferenze stampa per informare democraticamente i cittadini di quanto accade nei loro uffici.
In aula alla Camera il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, di nuovo attivo sul fronte politico dopo il caso Pozzolo, risponde a un’interpellanza del responsabile Giustizia di Azione Enrico Costa. Sì, ancora lui, il protagonista della battaglia per vietare ai giornalisti la possibilità di pubblicare l’ordinanza di custodia cautelare. Nonché, di fatto, colui che ha spinto l’ex Guardasigilli Marta Cartabia a introdurre nel nostro ordinamento i principi della presunzione d’innocenza, direttiva Ue del 2016. Recepita in Italia con un mood dichiaratamente di censura nei confronti della libera informazione.
Ed eccoci adesso alle conseguenze. Costa, sin da agosto scorso, presenta un’interpellanza al Guardasigilli per sapere se sono stati fatti controlli, e adottate “punizioni”, nei confronti dei procuratori che largheggiano con le conferenze stampa, anche se non c’è una pubblica utilità per giustificarle e quindi poterle tenere. Non solo, si lamenta pure dei nomi che vengono dati alle inchieste e che sarebbero vietati. Cita un caso, quello di Milano, dove a un’inchiesta è stato il nome di “Beagle Boys”, ovvero “Banda Bassotti” traduce Costa ovviamente indignandosi. Per di più chiede conto del perché nel testo si parla di un “sodalizio criminale”. Salvo poi, chiosa Costa, “in coda, precisare che vige la presunzione d'innocenza”. Che già sarebbe stata violata.
Ed eccoci oggi al risultato reso noto da Delmastro, ben 13 procure sono finite “nel mirino” dell’ispettorato di via Arenula per aver tenuto conferenze stampa che potrebbero oltrepassare i limiti delle regole previste dalla presunzione d’innocenza. Delmastro le elenca anche: “Avellino, Brescia, Cagliari, Ferrara, Catanzaro, Frosinone, Livorno, Rimini, Rovigo, Tempio Pausania, Vercelli, Latina, Torino”. Per intenderci, il bavaglio all’informazione sta facendo passi da gigante. Vietato pubblicare le ordinanze di custodia, vietato pubblicare le intercettazioni fino al processo, vietato informare i cittadini italiani di cosa succede nelle procure del nostro Paese. Il regime autoritario inaugurato dal centrodestra sta organizzando gli strumenti per condannare la giustizia a una vita al buio.