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Nordio alla Camera: “Obsoleti i reati contro la Pa, l’abuso d’ufficio una bestemmia”. E sulle intercettazioni denuncia “un barbaro Medioevo”

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Il Guardasigilli illustra la relazione sullo stato della giustizia. Al Senato chiuso il suo primo ddl che cancella abuso d’ufficio e traffico d’influenze, in aula a fine mese. Ritirato l’emendamento sull’età pensionabile delle toghe, resta a 70 anni
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ROMA – L’abuso d’ufficio? “Reato evanescente, unica soluzione abolirlo”. “Nessun contrasto né con convenzione di Merida, né con la Ue”. “Reato spia? Stravaganza giuridica, ingannevole e pericolosa. Una bestemmia giuridica”. I reati contro la Pubblica amministrazione? “Obsoleto”. Le intercettazioni? “Sproporzionate nel numero e nei costi”. “La spesa delle procure sfugge ai controlli”. “Rischiamo un barbaro Medioevo con il sequestro dei cellulari”. La separazione delle carriere? “Necessari controlli sul pm che oggi indaga come e quando vuole perché mantiene le guarentigie previste dal codice Rocco”.

In cauda venenum. Direbbe così lo stesso Guardasigilli Carlo Nordio che tiene alla Camera la sua relazione annuale sullo stato della giustizia in Italia e solo alla fine dà libero sfogo alle sue idee su abuso d’ufficio, intercettazioni, separazione delle carriere. L’aveva annunciato alla sua maggioranza, che durante la prima parte del suo speech, ben più paludato, ammiccava dicendo, “sentir…

ROMA – L’abuso d’ufficio? “Reato evanescente, unica soluzione abolirlo”. “Nessun contrasto né con convenzione di Merida, né con la Ue”. “Reato spia? Stravaganza giuridica, ingannevole e pericolosa. Una bestemmia giuridica”. I reati contro la Pubblica amministrazione? “Obsoleto”. Le intercettazioni? “Sproporzionate nel numero e nei costi”. “La spesa delle procure sfugge ai controlli”. “Rischiamo un barbaro Medioevo con il sequestro dei cellulari”. La separazione delle carriere? “Necessari controlli sul pm che oggi indaga come e quando vuole perché mantiene le guarentigie previste dal codice Rocco”.

In cauda venenum. Direbbe così lo stesso Guardasigilli Carlo Nordio che tiene alla Camera la sua relazione annuale sullo stato della giustizia in Italia e solo alla fine dà libero sfogo alle sue idee su abuso d’ufficio, intercettazioni, separazione delle carriere. L’aveva annunciato alla sua maggioranza, che durante la prima parte del suo speech, ben più paludato, ammiccava dicendo, “sentirete alla fine i fuochi artificiali”. Che in effetti ci sono stati. Eccoli.

“Balle colossali” sull’abuso d’ufficio

Nordio difende se stesso sull’abuso d’ufficio che nel frattempo, votando il suo primo e unico ddl, la commissione Giustizia del Senato ha già cancellato. Ecco le sue parole, molto aggressive e interrotte da applausi. “Su questo reato ci sono state polemiche sterili e fondate su equivoci. È un reato evanescente, l’unica soluzione è abolirlo”. E di fronte all’obiezione fatta da giuristi e magistrati che questo passo vada contro la convenzione di Merida sulla corruzione e contro la prossima direttiva della Commissione europea? il Guardasigilli contesta tutto: “È una balla colossale che il testo di Merida imponga il reato d’abuso, non c’è un obbligo, ma si parla di ‘pensare di adottare’”.

E ancora è una bugia che l’Europa ci chieda in una sua direttiva di mettere l’abuso d’ufficio nei nostri codici. Ecco di nuovo Nordio, ovviamente interrotto dagli applausi della sua maggioranza: “Quella della Ue è solo una proposta di direttiva, una scopiazzatura mal fatta su Merida, e su cui in Germania è già esplosa la contestazione”. Nordio va giù diritto e insiste: “Non c’è nessun contrasto né con Merida né con la Ue, che chiede solo di incentivare la lotta alla corruzione. E io ho già detto al commissario Reynders che il nostro arsenale di reati sulla corruzione è ampio”.

Ed eccoci ancora alla contestazione di tutti i magistrati e giuristi che l’abuso d’ufficio sia un reato “spia” per partire nell’indagine e scoprire altri reati. “Parlare di reato spia è una stravaganza giuridica, ingannevole e pericolosa, perché il reato ha in sé la sua giustificazione, e non può essere strumentale per cercarne altri, questo confligge con il buon senso, o il reato c’è o non c’è. Un docente di diritto penale mi ha detto che mi avrebbe bocciato se avessi parlato di reato spia, anche se io ho studiato con Carnelutti”. E Nordio chiude così la sua arringa contro chi sostiene che, cancellato questo reato, il pm poi ne contesta altri più gravi. “Ciò vorrebbe dire che il pm non persegue il singolo reato, una bestemmia a cui mi rifiuto di credere”.

Il “barbaro Medioevo” delle intercettazioni

“Le intercettazioni non saranno mai tagliate per i reati di mafia, terrorismo e di grave allarme sociale, ma serve una razionalizzazione”. Parte da qui l’affondo contro gli ascolti e l’annuncio di un ulteriore stretta sui costi e sui limiti al sequestro dei cellulari. “Per ora - dice Nordio - nel ddl al Senato c’è il minimo sindacale, il nome di Sempronio, se parlano Tizio e Caio, non deve finire sui giornali”. E ancora l’annuncio della stretta per i costi e il numero delle intercettazioni, entrambi “sproporzionati”. Annuncia Nordio: “La spesa delle procure sfugge ai controlli. Non si può andare avanti con strutture dello Stato che non hanno un tetto di spesa, questa è una riforma che ci chiede l’Ue per attuare il Pnrr”. In verità tutto questo l’aveva già detto l’anno scorso, ma non ha proposto granché; anzi, dicono al Senato, ha frenato e rallentato i ddl della sua stessa maggioranza.

Ma il piatto forte sono le nuove regole sul sequestro dei cellulari. Qui, dice Nordio, “rischiamo un barbaro Medioevo”. Perché “chi sequestra un cellulare sequestra una vita, perché con i cellulari si mandano cartelle cliniche, radiografie, dichiarazioni dei redditi, e quindi se sequestriamo questo sequestriamo le vite delle persone e finiamo in un barbaro Medioevo devastante”. Nordio si fa forte della sentenza della Consulta sul caso Renzi e sul sequestro di un cellulare non suo, su cui ha posto rigidi paletti ai pm di Firenze.

I dati sulla giustizia

Nordio fornisce anche le prime cifre sui tempi della giustizia. Il raffronto dei dati tra 2023 e 2019 rivela “una diminuzione del 19,2% per il civile e del 29% nel penale”. Nel 2022 il calo registrato è del 17%, mentre “la durata media dei processi è scesa sotto la soglia dei mille giorni”. Nel civile si è verificata “un’accelerazione nello smaltimento dell’arretrato”. Obiettivo prioritario sarà “rendere una giustizia rapida ed efficiente”, non come quella di Stalin che era “rapida ma non giusta”. Il Guardasigilli parla subito del Pnrr mentre al Senato la commissione Giustizia chiude l’esame del suo primo disegno di legge che taglia l’abuso d’ufficio e il traffico di influenze e opera una stretta sulle intercettazioni. Votato e pronto per l’aula a fine mese. Ritirato l’emendamento del capogruppo della Lega Massimiliano Romeo che voleva prorogare a 73 anni l’età pensionabile. Resterà a 70.

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