Si parte. Oggi e domani tutti i deputati del Pd si riuniscono a Gubbio, nella stessa location, il Park Hotel dei Cappuccini, che in più occasioni è stata la scuola politica di Forza Italia. Da qui Silvio Berlusconi, nel 2005, parlando delle elezioni Politiche dell’anno successivo, disse: “Non siamo indietro, vinceremo”.
L’ex monastero umbro è anche quello in cui Sandro Bondi, tra misticismo e berlusconismo, diventò il prediletto del Cavaliere, ed è quello in cui comparve, giovanissima, Francesca Pascale con due amiche e uno striscione: “Silvio ci manchi”, per sottolineare la voglia di rivedere il leader alla riscossa in una fase di appannamento del mito berlusconiano.
Il primo ad arrivare oggi nel pomeriggio per il seminario sull'Europa al Park Hotel dei Cappuccini è stato Nicola Zingaretti, poi Matteo Orfini in macchina con Enzo Amendola e Rachele Scarpa. Ancora: Debora Serracchiani e Laura Boldrini, Peppe Provenzano con Marco Sarracino. Piero Fassino con il cappello e valigetta. E Anna Ascani. Conclave in un primo momento blindatissimo, poi aperto ai cronisti.
I monasteri, i castelli, le roccaforti dove azione e pensiero dal tempo del medioevo, si sono incontrati, specialmente a sinistra hanno funzionato come luogo di ritrovo nella speranza di un rilancio. Tuttavia nessun rilancio venne propiziato dal ritiro ulivista a Gargonza, convento in Val di Chiana, dove Umberto Eco cantava gli stornelli serali per deliziare Romano Prodi diventato presidente del Consiglio nel ’96. Massimo D’Alema rovinò l’idillio facendo capire – la maledizione del buen retiro – che avrebbe mandato a casa il Professore. “Scusatemi, sarò spigoloso”, con queste parole il leader dei Ds iniziò il suo intervento.
Dieci anni dopo, ecco il set della Reggia di Caserta. Marco Pannella accese il telefonino e mandò in diretta su Radio Radicale il dibattito tra i tanti leader dell’Unione e fu lite con Antonio Di Pietro. “Statti accorto – esclamò Pannella – non fare il poliziotto con me”. Pochi mesi dopo sarebbe caduto il governo Prodi II.
"Saremo la forza tranquilla della coalizione”, dirà all’abbazia di Contignano, Nicola Zingaretti da segretario del Pd, nel gennaio del 2020. Di tranquillo da lì in avanti non ci sarebbe stato nulla e a marzo dell’anno successivo, stremato dalla guerre che gli facevano le correnti, arrivò a dire: “Mi vergogno di questo partito”. E si dimise.
Non portano benissimo i conclavi a sinistra. Quello promosso da Enrico Letta all’inizio dell’avventura del suo governo si tenne all’Abbazia di Spineto, provincia di Siena. Il premier e il suo vice Angelino Alfano arrivarono in un clima di tensione. “Com’è andata? Bene, abbiamo fatto spogliatoio”, disse Letta alla fine del conclave. Otto mesi dopo, il suo governo sarebbe caduto. Ma per fortuna, come dicono nel suo inner circle, Elly Schlein se ne infischia dei precedenti ed è convinta di uscire più forte dalla prova monastero.