Regionali, Crippa: “Prova di forza, Salvini è stato generoso ma così non si va lontano”
di Lorenzo De CiccoAndrea Crippa
(ansa)ROMA — La mappa di Lollobrigida sulle regioni del centrodestra? «È sballata». L’Umbria alla Lega? «Non si tocca». Così come il Veneto: «È giusto che Zaia si ricandidi». Nel giorno in cui il Carroccio deve ingoiare il boccone amaro, cedendo la Sardegna a FdI, il vice-segretario Andrea Crippa passa da un corridoio all’altro di Montecitorio come una saetta. Fuma “bionde” in batteria. Soprattutto, ha l’aria di chi vuole togliersi qualche macigno dalle scarpe lucide. Se la prende con la magistratura che ha appena indagato Solinas, «una casta» intervenuta con «tempismo sospetto», dunque urge riforma della giustizia, come dirà poi il suo “Capitano”. Parla, Crippa, di «generosità» di Salvini con gli alleati. Però calma con la generosità: il Carroccio chiede anche a FI di sacrificare la Basilicata: «Se FdI ha ceduto la Sicilia, noi la Sardegna, il terzo che salta è Vito Bardi», azzurro doc. «Abbiamo un credito».
Crippa, il partito di Meloni sembra averla spuntata, sulle regionali. Una prova di…
ROMA — La mappa di Lollobrigida sulle regioni del centrodestra? «È sballata». L’Umbria alla Lega? «Non si tocca». Così come il Veneto: «È giusto che Zaia si ricandidi». Nel giorno in cui il Carroccio deve ingoiare il boccone amaro, cedendo la Sardegna a FdI, il vice-segretario Andrea Crippa passa da un corridoio all’altro di Montecitorio come una saetta. Fuma “bionde” in batteria. Soprattutto, ha l’aria di chi vuole togliersi qualche macigno dalle scarpe lucide. Se la prende con la magistratura che ha appena indagato Solinas, «una casta» intervenuta con «tempismo sospetto», dunque urge riforma della giustizia, come dirà poi il suo “Capitano”. Parla, Crippa, di «generosità» di Salvini con gli alleati. Però calma con la generosità: il Carroccio chiede anche a FI di sacrificare la Basilicata: «Se FdI ha ceduto la Sicilia, noi la Sardegna, il terzo che salta è Vito Bardi», azzurro doc. «Abbiamo un credito».
Crippa, il partito di Meloni sembra averla spuntata, sulle regionali. Una prova di forza?
«Con i giochi di forza non si va lontano. Mentre col senso di responsabilità e l’attenzione alle competenze e capacità possiamo continuare a vincere».
Il ministro Francesco Lollobrigida, di FdI, parlava di riequilibrio necessario a destra, mostrando una cartina dello Stivale. La Lega avrebbe troppi governatori, rispetto a FdI.
«Ma quella mappa è sballata. Non tiene conto degli abitanti. In altre regioni dove si va al voto la Lega ora potrebbe avere qualcosa. FI ha tante regioni che amministra, anche FdI. E noi abbiamo fatto gesti di responsabilità, da ultimo in Sardegna, ma l’anno scorso, per dire, a Terni. E a Como».
Chiedete una compensazione. Quale?
«Ma no, io credo che il valore della politica vada oltre le compensazioni, dobbiamo valorizzare le competenze nei territori. Ora noi abbiamo fatto un gesto di responsabilità verso la coalizione, per tenere il centrodestra unito. Il nostro senso di responsabilità è dimostrato dai fatti. Adesso ci aspettiamo che anche gli altri lo abbiano, non mettendo al centro gli interessi dei partiti».
FdI però, nemmeno troppo velatamente, già prenota il Veneto.
«In questo momento chiedono la Sardegna. Di Veneto non abbiamo discusso ancora. Ma credo che Luca Zaia, non perché lo dice la Lega, ma i cittadini veneti, sia il miglior presidente che quella regione ha avuto nella storia. L’80% dei cittadini vuole che continui a governare. Dovrebbe potersi candidare, poi decideranno gli elettori naturalmente».
Oltre alla Sardegna, anche l’Umbria va al voto quest’anno. La leghista Tesei è blindata?
«Sì. Ma la sfida vera è l’anno prossimo, nelle regioni in cui ci sono gli uscenti di centrosinistra: Campania, Puglia, Toscana, Emilia Romagna. Quella è la sfida che si deve giocare il centrodestra e il partito di maggioranza relativa, quindi FdI».
Il passo indietro su Solinas arriva 24 ore dopo la notizia che è indagato. Quanto ha pesato?
«Non è stato azzoppato dalla magistratura, perché FdI, FI e Lega sono partiti garantisti, non prendono decisioni in base alle inchieste. Come non chiediamo le dimissioni dei sottosegretari in base alle inchieste. Dopodiché ieri è successo qualcosa di preoccupante. Un sequestro fatto a poche ore dalla presentazione delle liste, su un’indagine di un anno e mezzo fa, mi impaurisce. Serve entro i prossimi mesi una riforma della giustizia che preveda la separazione delle carriere e la responsabilità civile dei giudici. Spesso gli innocenti si ritrovano sui giornali per le inchieste, con la vita rovinata. C’è da fare una valutazione seria da parte del governo».