Barelli: “Regionali, no alle divisioni, ma Bardi in Basilicata non si discute”
di Lorenzo De CiccoIl vice-segretario della Lega, Andrea Crippa, ha detto a Repubblica: Salvini ha ceduto la Sardegna, ora tocca a FI, con la Basilicata. Paolo Barelli, capogruppo di FI alla Camera, temete ritorsioni?
«Non so cosa intendesse Crippa. Lo conosco, è una persona di buonsenso».
Il punto è chiaro: Salvini ha ceduto su Solinas, ora chiede agli alleati “generosità”…
«La nostra generosità è storia, dimostrata dal partito di Berlusconi da 30 anni. I leader hanno loro il compito di dare una spinta solidale alla coalizione e al governo. Non mi sembra quindi che sia questione di generosità».
E la questione qual è?
«Andare d’accordo e trovare soluzioni, come è accaduto in Sardegna. Solinas merita gratitudine perché ha fatto un sacrificio per la coalizi…
Il vice-segretario della Lega, Andrea Crippa, ha detto a Repubblica: Salvini ha ceduto la Sardegna, ora tocca a FI, con la Basilicata. Paolo Barelli, capogruppo di FI alla Camera, temete ritorsioni?
«Non so cosa intendesse Crippa. Lo conosco, è una persona di buonsenso».
Il punto è chiaro: Salvini ha ceduto su Solinas, ora chiede agli alleati “generosità”…
«La nostra generosità è storia, dimostrata dal partito di Berlusconi da 30 anni. I leader hanno loro il compito di dare una spinta solidale alla coalizione e al governo. Non mi sembra quindi che sia questione di generosità».
E la questione qual è?
«Andare d’accordo e trovare soluzioni, come è accaduto in Sardegna. Solinas merita gratitudine perché ha fatto un sacrificio per la coalizione nonostante le accuse a un solo mese dalle elezioni. Questa maggioranza governerà il Paese per 5 anni e si candida per farlo altri 5».
Sul presidente uscente lucano, Bardi, però non siete disposti a fare un passo indietro, conferma?
«L’ha detto Tajani: questa ipotesi non è mai stata sul tavolo».
La Lega però la mette, sul tavolo.
«Ma conta la parola dei leader. Noi, come me, come Crippa, siamo sotto i leader, facciamo parte della truppa dei partiti. E facciamo il tifo per le nostre squadre. Ma non dev’essere una questione di tifo: i tre leader devono gestire aspetti critici che ogni giorno, com’è ovvio, ci sono, anche in una coalizione vincente come la nostra. Altrimenti saremmo un partito unico».
Altro tema spigoloso è il terzo mandato. La Lega pressa per averlo, per Zaia in Veneto, ma FdI è contraria.
«Zaia è un ottimo presidente e noi lo abbiamo detto chiaramente: non ne facciamo una questione personale. Ma il terzo mandato non è nel programma di governo. Non dobbiamo pensare solo ai nostri bravi governatori che hanno governato per due mandati, ma anche a quelli del centrosinistra, vedi De Luca, Emiliano, Bonaccini. E poi c’è un anche un tema di principio: perché c’è un limite di mandati per le Regioni?».
Perché?
«Perché sono enti ai quali la Costituzione ha concesso prerogative eccezionali cioè legiferano e inoltre hanno poteri di gestione. Due poteri che non hanno né i Comuni né il Parlamento. Le Regioni invece hanno competenze enormi».
La Lega però insiste, ha anche presentato una sua proposta di legge alla Camera, per alzare il limite dei mandati. E potrebbe nascere un asse con un pezzo di Pd…
«Noi pensiamo che sugli argomenti clou ci debba essere una discussione e poi una convergenza unanime, di tutta la maggioranza. Mai sono accaduti strappi o distonie. Siamo sempre andati di comune accordo sugli argomenti spinosi. Credo che la Lega così come FdI e Forza Italia sposeranno la linea comune della maggioranza. Questa è la tradizione del centrodestra».
Capitolo Europee. Meloni pensa di candidarsi. Secondo un sondaggio di Noto per Vespa, FdI salirebbe al 32%, con la premier in campo, mentre FI e Lega scenderebbero al 6,5%. Temete di essere cannibalizzati?
«Ma FI secondo certi analisti doveva scomparire dopo la morte del nostro presidente Silvio Berlusconi. Invece siamo in pista. Siamo attrattivi. Il 26 gennaio festeggeremo il trentennale dalla discesa in campo. Il 23 e 24 febbraio faremo il congresso. Cioè siamo in piena attività. Vedremo dopo le elezioni se gli uccelli del malaugurio saranno smentiti, come è sempre accaduto negli ultimi anni».
Non ci saranno quindi ripercussioni sul governo?
“Sono ottimista. E FI non teme nulla, perché cresceremo».
Lunedì alla Camera si vota la mozione di revoca per il sottosegretario Sgarbi, indagato per riciclaggio di beni rubati. FI voterà contro?
«Siamo garantisti, certo. E anche lì la maggioranza avrà una posizione univoca».