Ignorante a me? Virginia Raffaele che lo dipinge come un incolto non gli è andata proprio giù. Non c’entra l’imitazione del direttore d’orchestra Beatrice Venezi. No, dicono che Gennaro Sangiuliano si sarebbe arrabbiato per essere stato messo alla berlina in due passaggi chiave del medesimo sketch: «D’altronde — fa infatti dire Raffaele a Venezi — se fossi una persona antipatica il ministro della Cultura Sangiuliano non mi avrebbe nominato consigliere per la musica per il suo ministero e per questo lo ringrazio. Il mio compito è quello di diffondere la cultura della musica a chi per ignoranza, scarsa educazione o incompetenza ne è totalmente allo oscuro. Il mio pensiero va nuovamente al ministro Sangiuliano». Perciò avrebbe chiesto di non essere più menzionato in futuro.
Apriti cielo. Grandi polemiche. Nel pomeriggio con una nota ha smentito qualsiasi tipo di intervento, e in serata, poco prima della messa in onda della seconda puntata di Colpo di luna su Rai Uno, si è premurato …
Ignorante a me? Virginia Raffaele che lo dipinge come un incolto non gli è andata proprio giù. Non c’entra l’imitazione del direttore d’orchestra Beatrice Venezi. No, dicono che Gennaro Sangiuliano si sarebbe arrabbiato per essere stato messo alla berlina in due passaggi chiave del medesimo sketch: «D’altronde — fa infatti dire Raffaele a Venezi — se fossi una persona antipatica il ministro della Cultura Sangiuliano non mi avrebbe nominato consigliere per la musica per il suo ministero e per questo lo ringrazio. Il mio compito è quello di diffondere la cultura della musica a chi per ignoranza, scarsa educazione o incompetenza ne è totalmente allo oscuro. Il mio pensiero va nuovamente al ministro Sangiuliano». Perciò avrebbe chiesto di non essere più menzionato in futuro.
Apriti cielo. Grandi polemiche. Nel pomeriggio con una nota ha smentito qualsiasi tipo di intervento, e in serata, poco prima della messa in onda della seconda puntata di Colpo di luna su Rai Uno, si è premurato di dire: «Non sono affatto infuriato. Virginia Raffaele è brava. Mi piace e la satira va rispettata». Ma le voci nei corridoi di viale Mazzini corrono lo stesso.
Sangiuliano ha costruito la sua identità sul sapere. Il biografo di Prezzolini. Quello che ha letto più libri di tutti e che si batte — meritoriamente — per apporre una targa nel luogo in cui è morto Gramsci. L’ideologo del nuovo pensiero conservatore italiano. L’architetto dell’egemonia culturale meloniana. Poi arriva una brava comica e il ministro cade per mancanza di autoironia. Avrebbe chiesto addirittura la testa di Giovanni Anversa, il capostruttura Rai «del Pd» (è sempre colpa del Pd), che sovrintende a Colpo di luna, il venerdì su Rai Uno, nel quale si usa un ingrediente chiave in una democrazia: l’ironia corrosiva contro i potenti. Tra le opposizioni ieri è stato tutto un attacco all’afflato censorio che anima il governo di destra, («introducono il reato di satira?»), con Fratelli d’Italia che si scaglia contro Report per i servizi sul padre della premier Meloni. Lo strapotere meloniano sulla tv pare a molti soffocante, «peggio che ai tempi di Berlusconi», sostiene Elly Schlein. Una bella lotta.
Su Sangiuliano pesa il precedente della diffida a Un giorno da pecora, la trasmissione su Radio Uno di Geppi Cucciari e Giorgio Lauro, che con garbo si fa beffe dei politici. Proprio ieri i vertici Rai hanno risposto all’interrogazione di due parlamentari pd — Ouidad Bakkali e Stefano Graziano — che chiedevano lumi sulla presunta «denuncia» presentata dal ministro. «Non si ravvedono intenti denigratori né offese personali ma solo interventi di taglio satirico che accomuna tutti i personaggi presi di mira dal programma», così i boss del servizio pubblico hanno assolto i due conduttori.
In rete si può trovare un video in cui Sangiuliano intervista i giornalisti nei pressi di Montecitorio. Gli avevano chiesto se si dichiara antifascista. Risponde che a Formigli ha raccontato che lui avrebbe fatto il partigiano con Edgardo Sogno o con le Brigate Mazzini. E poi si mette a chiedere ai giovani cronisti, nati dopo il Muro: «Voi vi dichiarate anticomunisti?». Forse Sangiuliano non è un censore, ma intanto è un ministro che strappa di mano i microfoni ai reporter.