“Né con Mosca né con Washington”: il manifesto provocatorio dell’eurodeputata della Lega Gianna Gancia
di Matteo Pucciarelli“Né con Washington né con Mosca”, recita lo slogan della eurodeputata della Lega Gianna Gancia, sui bus e sui manifesti di Torino. Il né-né in termini di comunicazione politica richiama ovviamente altri né-né del passato più famosi e spesso assai discussi con di volta in volta l’accusa implicita ed esplicita (e spesso errata) di parteggiare per il ‘nemico’: dal “né con lo Stato né con le Br” al “né con Putin né con la Nato”. Comunque, in questo caso per Gancia – leghista di lunga data, moglie del ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli ma sempre attenta a coltivare la propria autonomia politica, a dispetto dell’‘ingombrante’ rapporto affettivo – un piccolo gusto provocatorio c’è tutto.
“Ho voluto fare questa campagna di comunicazione sulla mia attività di europarlamentare per alzare il livello di discussione politica - spiega lei – Suscitare curiosità nei cittadini per aumentare la consapevolezza dell’elettorato su temi, come quelli europei, che sembrano lontani, ma che to…
“Né con Washington né con Mosca”, recita lo slogan della eurodeputata della Lega Gianna Gancia, sui bus e sui manifesti di Torino. Il né-né in termini di comunicazione politica richiama ovviamente altri né-né del passato più famosi e spesso assai discussi con di volta in volta l’accusa implicita ed esplicita (e spesso errata) di parteggiare per il ‘nemico’: dal “né con lo Stato né con le Br” al “né con Putin né con la Nato”. Comunque, in questo caso per Gancia – leghista di lunga data, moglie del ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli ma sempre attenta a coltivare la propria autonomia politica, a dispetto dell’‘ingombrante’ rapporto affettivo – un piccolo gusto provocatorio c’è tutto.
“Ho voluto fare questa campagna di comunicazione sulla mia attività di europarlamentare per alzare il livello di discussione politica - spiega lei – Suscitare curiosità nei cittadini per aumentare la consapevolezza dell’elettorato su temi, come quelli europei, che sembrano lontani, ma che toccano la nostra vita di tutti i giorni”. Gancia, già presidente della provincia di Cuneo, è stata eletta a Bruxelles nel 2019 e potrebbe ricandidarsi, sempre col Carroccio.
Nei manifesti in questione, che saranno affissi per tutto gennaio, il logo del partito non appare, c’è solo quello del gruppo europeo Identità e democrazia. ‘Un’Europa più forte e libera’, è aggiunto a corredo del né-né. “Penso che dovremmo finirla con le piccole beghe ideologiche che non portano a niente – ragiona - per concentrarci sulle vere questioni, quelle grosse, che toccano le tasche dei cittadini. Perché anche se noi non ci occupiamo di Europa, anche se non ci occupiamo di Mediterraneo, il mondo ormai è collegato e la politica internazionale si occupa di noi. È l’Europa il nostro potenziale più grande alleato, non Washington, né tanto meno Mosca”.
Il richiamo generale di Gancia vorrebbe essere quello della vecchia Lega Nord di Umberto Bossi, affezionata all’idea di ‘Europa dei popoli’. Con la svolta sovranista di Matteo Salvini, invece, c’era stato un lungo innamoramento per la Russia che si è raffreddato dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Ora anche nel collegio nord-ovest gli uscenti leghisti potrebbero ritrovarsi come capolista il generale Roberto Vannacci i cui collaboratori più stretti, curiosamente, stanno promuovendo il movimento ‘Europa sovrana e indipendente’, “libera dall'egemonia degli Usa, fuori dalla Nato e in pace con la Russia”. In questo caso sì, un né-né che pare molto tendere verso est.