Europee, Magi prova a far dialogare Renzi, Calenda e Bonino: si farà la convention liberale. E si corteggia Cottarelli
di Gabriele BartoloniRiccardo Magi, segretario di +Europa
(ansa)Superare la soglia di sbarramento e assicurarsi qualche eletto tra le file liberali del Parlamento europeo. Il rischio esclusione, del resto, è alto. Ed è per questione che all’interno del campo centrista, riconducibile ad un’area liberal-progressista, è scattata una sorta di ‘operazione 4 per cento’ che punta a scongiurare l’esclusione attraverso una lista di scopo che riesca a scavalcare la fatidica soglia.
Il king maker dell’operazione è il segretario di +Europa Riccardo Magi, il primo a proporre ai vicini di seppellire l'ascia di guerra pur di favorire la creazione un soggetto unico in chiave Europee che possa riunire le forze che aderiscono all'area macroniana di Renew Europe. Della famiglia centrista fanno parte Azione, Italia Viva e, appunto, +Europa. Soggetti politicamente simili, ma in rapporti tutt’altro che idilliaci. Basti pensare a quelli tra Matteo Renzi e Carlo Calenda, che dopo sgambetti, litigi e dichiarazioni al vetriolo hanno deciso di mettere una pietra tombale sul…
Superare la soglia di sbarramento e assicurarsi qualche eletto tra le file liberali del Parlamento europeo. Il rischio esclusione, del resto, è alto. Ed è per questione che all’interno del campo centrista, riconducibile ad un’area liberal-progressista, è scattata una sorta di ‘operazione 4 per cento’ che punta a scongiurare l’esclusione attraverso una lista di scopo che riesca a scavalcare la fatidica soglia.
Il king maker dell’operazione è il segretario di +Europa Riccardo Magi, il primo a proporre ai vicini di seppellire l'ascia di guerra pur di favorire la creazione un soggetto unico in chiave Europee che possa riunire le forze che aderiscono all'area macroniana di Renew Europe. Della famiglia centrista fanno parte Azione, Italia Viva e, appunto, +Europa. Soggetti politicamente simili, ma in rapporti tutt’altro che idilliaci. Basti pensare a quelli tra Matteo Renzi e Carlo Calenda, che dopo sgambetti, litigi e dichiarazioni al vetriolo hanno deciso di mettere una pietra tombale sul progetto del Terzo polo inaugurato con l'alleanza elettorale del 2022. La stessa nata dopo la decisione di Calenda di mollare all’ultimo Emma Bonino in polemica con la presenza di Verdi e Sinistra all'interno della coalizione di centrosinistra a guida Pd. “Mai visto un voltafaccia simile in tutta la mia vita politica”, commentò Bonino.
La missione, dunque, è ardua. E va portata avanti a step graduali nonostante alle elezioni, ormai, manchino poco più di quattro mesi. La prima tappa è arrivata con l’appello di Magi all’unità. La seconda avrà luogo a metà febbraio, quando è in programma una convention dedicata al futuro dell’Ue. “Vogliamo dare vita ad un aggregazione che metta al centro l'obiettivo degli Stati Uniti d'Europa", ribadisce Magi. “Si tratta di un'iniziativa aperta a tutti, che - precisa - non punta a rianimare l’ormai defunto Terzo Polo, un progetto politico morto per affermazione dei suoi stessi protagonisti. Si deve andare oltre, rivolgendosi agli elettori di quell’area come a quelli delusi dal Pd e che pensano che vada messa al centro l’Europa”.
Un’adunata, quella di Magi, a cui hanno già risposto favorevolmente sia Maria Elena Boschi che Davide Faraone. Giorni prima i renziani avevano sottoscritto il manifesto per gli Stati Uniti di Europa di Bonino, sottolineando la volontà di favorire il dialogo per la creazione di una lista unitaria alle Europee. E Calenda? L’ex ministro ha già fatto sapere - senza citare Iv - che sarebbe ben disposto a costruire un'alleanza europeista, a patto che quest'ultima non sia finalizzata al semplice raggiungimento della soglia di sbarramento. E anche stamattina ospite di Coffee break su La7 ha affermato: "Andremo con + Europa se +Europa vorrà", perché “dovremmo prendere l'Europa sul serio se vogliamo una Europa più seria”.
Un asse costruito sui contenuti, dunque. E che - come dichiarato da Matteo Richetti - ponga al centro due questioni: l'esclusione dalle candidature di chi già siede nel Parlamento italiano e il tema dei conflitti di interesse legato alle influenze degli stati stranieri. Paletti che somigliano più ad un identikit di Renzi. Come a dire: l’ex premier si faccia da parte. Peccato che quest’ultimo abbia già annunciato la volontà di candidarsi: “Metto il faccione e il nome in campo”, ha ribadito pochi giorni fa a Porta a Porta. Difficile però che Calenda sarà disposto ad offrire i voti di Azione per far eleggere Renzi ("non farò liste o alleanze elettorali con Italia Viva perché abbiamo già dato”, ha detto ancora l’ex ministro). Più semplice, invece, sarebbe mettere avanti una personalità come Carlo Cottarelli. L'economista ed ex parlamentare dem è il più corteggiato dell’area liberal-democratica e non ha affatto escluso una sua candidatura. Per Calenda, “potrebbe essere il frontman di una coalizione fra +Europa e Azione”, ma al momento - ha fatto sapere il diretto interessato - non è ancora arrivata un’offerta concreta.
Cottarelli è tra i firmatari del manifesto europeista targato Bonino. Ed è probabile che anche lui prenderà parte alla convention di metà febbraio. Parteciperanno anche i renziani. La kermesse europeista potrebbe essere l’occasione giusta per riunire tutte le sigle liberali. Anche perché nessuno al momento ha i numeri certi per poter superare lo sbarramento. L'unico potrebbe essere Azione, che secondo le ultime proiezioni del portale Europe Elects potrebbe far eleggere quattro eurodeputati. Il risultato però è tutto meno che certo. Allearsi darebbe a tutti molte più chance di entrare nell’Eurocamera. Dove, tra le altre cose, i liberali di Renew Europe saranno un tassello fondamentale per offrire il numero di seggi necessari per reggere la stessa coalizione che tuttora governa l’Ue.