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Il governo accelera sulla legge bavaglio: “Subito in Aula”

(ansa)
Nordio e Sisto provano a inasprire la norma del deputato di Azione Costa. L’altolà del ministro Fitto: meglio approvarla in tempi rapidi
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ROMA — La coppia Nordio-Sisto, Guardasigilli e vice Guardasigilli, non è riuscita a “scippare” il bavaglio sull’ordinanza di custodia cautelare che Enrico Costa ha proposto per primo alla Camera portandosi dietro tutta la maggioranza. Lo sanno bene i giornalisti che protestano da quel momento anche scendendo in piazza. Nordio e Sisto ci hanno provato ieri per tutta la mattinata, in una lunga riunione di tecnici in via Arenula, ma hanno dovuto demordere quando è arrivato un secco altolà del ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto.

Perché il “contenitore” del bavaglio, e cioè la legge di Delegazione europea, va approvata subito, e non può assolutamente reggere una terza lettura alla Camera solo per ritoccare la stretta di Costa. Identico messaggio, nelle stesse ore, era giunto dallo stesso Fitto anche alle opposizioni che infatti escludevano la possibilità di inasprire ulteriormente il bavaglio. La partita sarà chiusa nelle commissioni Giustizia e Politiche con la Ue per andare p…

ROMA — La coppia Nordio-Sisto, Guardasigilli e vice Guardasigilli, non è riuscita a “scippare” il bavaglio sull’ordinanza di custodia cautelare che Enrico Costa ha proposto per primo alla Camera portandosi dietro tutta la maggioranza. Lo sanno bene i giornalisti che protestano da quel momento anche scendendo in piazza. Nordio e Sisto ci hanno provato ieri per tutta la mattinata, in una lunga riunione di tecnici in via Arenula, ma hanno dovuto demordere quando è arrivato un secco altolà del ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto.

Perché il “contenitore” del bavaglio, e cioè la legge di Delegazione europea, va approvata subito, e non può assolutamente reggere una terza lettura alla Camera solo per ritoccare la stretta di Costa. Identico messaggio, nelle stesse ore, era giunto dallo stesso Fitto anche alle opposizioni che infatti escludevano la possibilità di inasprire ulteriormente il bavaglio. La partita sarà chiusa nelle commissioni Giustizia e Politiche con la Ue per andare poi subito in aula.

Ma cosa avevano in mente Carlo Nordio e Francesco Paolo Sisto, berlusconiano da sempre ed ex avvocato del Cavaliere nel caso escort a Bari? La norma Costa prevede il divieto di pubblicare “integralmente o per estratto” l’ordinanza di custodia cautelare, l’atto con cui il giudice su richiesta del pm firma imputazioni e arresti. Che invece dal 2017 era totalmente stata “liberata” dall’ex Guardasigilli Andrea Orlando e quindi poteva essere resa pubblica anche integralmente.

Già alla Camera erano partite insistenti trattative ministeriali, prima per bloccare la proposta del responsabile Giustizia di Azione Costa, e poi almeno per modificarla mettendoci sopra il cappello del governo. Ovvia gelosia politica tra garantisti. Costa ha tenuto duro e alla fine il team Nordio-Sisto – sotto l’insistente gestione della vice capo di gabinetto Giusi Bartolozzi detta “la zarina”, ex deputata di FI, poi divenuta indipendente, ma soprattutto stretta amica del ministro della Giustizia – ha perso la battaglia e il bavaglio di Costa sulla cronaca giudiziaria è passato tale e quale.

Ma eccoci al Senato dove arriva la legge di Delegazione Ue. Costa – nel suo brevissimo ma letale emendamento – vieta la pubblicazione “integrale o per estratto” dell’ordinanza e cambia l’articolo 114 del codice di procedura penale. Cosa propone adesso via Arenula? Di sostituire la parola “per estratto” con la parola “parziale”, quindi verrebbe vietata la pubblicazione “integrale o parziale” dell’ordinanza.

Va da sé che non si tratta affatto di una grande modifica, ma solo di una sostituzione nominalistica. Che però avrebbe ottenuto un risultato soprattutto “politico”. Nordio e Sisto avrebbero potuto “vendersi” con Meloni e con la maggioranza una sorta di bavaglio ancora più forte e decisivo. Per la stampa, in realtà, non si potrebbe parlare di un’ulteriore stretta, perché non cambierebbe granché. L’ultimo comma dell’articolo 114 in vigore dice che “è sempre consentita la pubblicazione del contenuto di atti non coperti dal segreto”. Quindi “il contenuto”, almeno il riassunto di un’ordinanza di custodia cautelare, anche in questo caso potrà essere comunque pubblicato.

Se Nordio e Sisto inseguono il successo del bavaglio integrale devono eliminare pure il settimo comma dell’articolo 114. E va da sé che questa soluzione non potrà che essere impugnata davanti alla Consulta perché si configura come uno schiaffo all’articolo 21 della Costituzione sulla libertà d’informazione che recita: “La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Sempre che la premier Meloni, sul modello Trump, non invii alla Corte entro la fine del 2024 quattro giudici di sua stretta osservanza. Per una Corte in stile Polonia o Ungheria. Per ora il bavaglio Costa resta sulla carta. Perché la legge di Delegazione Ue presuppone, una volta approvata, che si vada ad esercitare la delega. E qui la norma andrà declinata per inserirla nel codice di procedura penale. A quel punto Nordio e Sisto potranno tornare all’assalto.

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