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Meloni al question time contro Stellantis: “Cela acquisizione francese”. Scontro con Conte sul Patto di stabilità. Schlein la attacca: “Ha avviato campagna d’Ungheria”

La premier risponde alle dieci domande di maggioranza e opposizione. Sui risarcimenti alle vittime delle stragi nazifasciste: “Indennizzi doverosi, no interventi dilatori del governo”

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Nuovo attacco a Stellantis, la cui nascita “cela un’acquisizione francese”, “nessuna intenzione dilatoria” sui “doverosi” risarcimenti ai familiari delle vittime delle stragi nazi-fasciste. Un duro faccia a faccia con Conte sul nuovo Patto di Stabilità e con Schlein sulla sanità. Sono i punti principali del question time alla Camera della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il cosiddetto premier time.

"Vogliamo tornare a produrre un milione di veicoli l'anno con chi vuole investire davvero sulla storica eccellenza italiana”, risponde Meloni alla interrogazione di Matteo Richetti (Azione) sulla strategia di Stellantis, la cui nascita “celava un’acquisizione francese dello storico gruppo italiano”, ha detto. Parole attese dopo l’affondo sull’italianità della premier contro gli Elkann, proprietari di Stellantis e anche di Repubblica. “Se si vuole vendere auto sul mercato internazionale pubblicizzandola come gioiello italiano allora quell'auto deve essere prodotta in Italia questa la questione che dobbiamo porre".

"Abbiamo modificato le norme, – ha aggiunto – da una parte incentivando chi torna a produrre in Italia e dall'altra scoraggiando chi delocalizza, che dovrà restituire ogni beneficio o agevolazione pubblica ricevuta negli ultimi dieci anni. Il gruppo Fiat merita la massima attenzione, e questo significa anche avere il coraggio di criticare alcune scelte del management e del gruppo quando sono state distanti dall'interesse italiano”.

Lo scontro con Conte

"Presidente Meloni ma lei cosa è? Un re Mida al contrario. Lui trasformava in oro tutto ciò che toccava, lei tutto cio che tocca lo distrugge, faccia anche meno". Lo ha detto il leader di M5s Giuseppe Conte nella replica alla premier, dopo che questa aveva risposto all'interrogazione del Movimento sul patto di stabilità e superbonus. "Lei ha illuso gli italiani dicendo che sarebbe andata a Bruxelles a far tremare l'Europa. Qui a tremare invece è l'Italia", ha attaccato Conte.

"Quelle approvate sono le regole che avremo scritto? No. È l'intesa migliore possibile alle condizioni date, sì – aveva detto la premier –. Quando ti presenti al tavolo delle trattative con un deficit al 5,3% causato soprattutto dalla ristrutturazione gratuita delle seconde e terze case e chiedi maggiore flessibilità è possibile che qualcuno ti guardi con diffidenza. E se noi, nonostante l'eredita pessima abbiamo portato a casa un buon compromesso è perché in un anno abbiamo mostrato che la stagione dei soldi gettati al vento per pagare le campagne elettorali è finita".

Il botta e risposta con Schlein sulla sanità

"Tempo fa mi ha colpito un messaggio ricevuto da una donna alla cui madre malata oncologica e cardiologica è stato fissato appuntamento al ottobre 2026. Non sa nemmeno se ci arriverà. Mancano almeno 30 mila medici, 70 mila infermieri, mentre 21 mila medici sono già fuggiti all'estero. Gli eroi della pandemia sono stati già dimenticati da questo governo. L'unico modo di abbattere le liste d'attesa è di abbattere il tetto alle assunzioni. Intendete farlo e mettere le risorse per un piano straordinario. Non risponda che potevamo farlo noi, io al governo non ci sono stata ancora e lei governa da 16 mesi". Lo dice la segretaria del Pd, Elly Schlein, interrogando la premier in Aula.

"Come ricorda la collega Schlein il tetto alla spesa del personale sanitario fu introdotto nel 2009: ha portato al crescente ricorso ai contratti a termine e al devastante fenomeno dei medici gettonisti. Facciamo i conti con una situazione stratificata in 14 anni. Non chiederò perché non lo avete risolto voi questo problema. Le dirò che è un'implicita attestazione di stima che chiedete a noi di risolvere i problemi che non avete risolto in dieci anni al governo: grazie per fidarvi di noi e del nostro governo", la replica di Meloni.

"La sua risposta non ci soddisfa – la controreplica di Schlein –. Ma lei è andata al governo per risolvere i problemi o per continuare a fare opposizione scaricando su altri i problemi che ha creato lei. Perché nel 2009, quando è stato introdotto il tetto alle assunzioni, al governo c'era lei, da ministra". Poi, uscendo dall’Aula, la segretaria dem ha commentato: “Mi sembra che Meloni abbia avviato la campagna perché con questi attacchi alla giornalismo di inchiesta alla libertà di stampa assieme a quelli alla magistratura e ai sindacati l'abbiamo già visto in paese che si definiscono democrazie illiberali”.

"Doverosi gli indennizzi per le stragi nazi-fasciste, nessun intento dilatorio del governo”

"Noi consideriamo doverosi gli indennizzi per le stragi nazi-fasciste, ed è per questo che è stato aumentato il fondo destinato. Non avrebbe senso un intento dilatorio o ostruzionistico da parte del governo. Ciò non toglie che l'avvocatura dello Stato non debba verificare che sussistano i presupposti per ottenere questo risarcimento: la completezza del contraddittorio non è disattenzione, ma rispetto della legge", ha risposto la premier a Riccardo Magi (+Europa).

“Non condivido posizione Netanyahu su stato Palestina ma basta ambiguità su Israele”

"L'Italia è da sempre per uno stato Palestinese, per questo non condivido la posizione espressa dal primo ministro israeliano sulla materia. La precondizione per qualsiasi ipotesi di trattativa è il riconoscimento da parte degli interlocutori di Israele del diritto a esistere dello stato ebraico", è invece la risposta della presidente del Consiglio al quesito di Nicola Fratoianni (Avs), a proposito della parole di Benjamin Netanyahu: "Con me non ci sarà mai uno stato palestinese".

"Siamo stati i primi ad inviare aiuti a Gaza – ha aggiunto – Approfitto per annunciarvi che stiamo lavorando per portare minori palestinesi in Italia per essere curati nei nostri ospedali".

"Se non vuoi lavorare non fai il mantenuto, reddito di cittadinanza misura sbagliata”

"Sono molto fiera del lavoro che abbiamo fatto, perché se non sei disponibile a lavorare non puoi pretendere di essere mantenuto con i soldi di chi lavora ogni giorno", ha precisato Meloni rispondendo a un'interrogazione di Maurizio Lupi (Noi Moderati) sulle politiche del governo in materia di lavoro e in particolare sullo stop al reddito di cittadinanza deciso dal suo esecutivo. Con il superamento del reddito di cittadinanza "il governo ha deciso di superare una misura sbagliata e ha introdotto due misure sostitutive per i percettori, una destinata a chi era in condizione di lavorare e un'altra a chi non era in condizione di farlo. Perché abbiamo sempre considerato un errore mettere sullo stesso piano queste due realtà".

“Non privatizziamo per svendere”

"Non si tratta di privatizzare per privatizzare, di dismettere o di svendere, come ho detto l'impostazione di questo governo è lontana anni luce da quanto visto purtroppo accadere in passato quando le privatizzazioni" sono state "regali miliardari a qualche ben inserito e fortunato imprenditore, quello non aveva niente a che fare con il libero mercato ma piuttosto" a quanto accaduto "con gli oligarchi russi quando si è dissolta l'unione sovietica", ha detto la premier sottolineando che il governo punta a usare le privatizzazioni come strumento di "politica industriale".

Boschi (Iv): “Meloni è la presidente delle tasse”

"Meloni è la presidente delle tasse e nella conferenza stampa di inizio anno ha mentito", ha attaccato Maria Elena Boschi durante il question time alla Camera. "Ma presidente del Consiglio ha aumentato le tasse non solo, come ha confermato oggi, ai coltivatori diretti e alle imprese agricole, ma anche sui prodotti igienici per le donne, ha raddoppiato l'Iva per il latte in polvere per i bambini, per i seggiolini, è andata a colpire le giovani coppie aumentando le tasse per l'acquisto della prima casa o per chi la vende dopo averla ristrutturata, le aumentate per i cervelli che rientrano in Italia e addirittura per i transfrontalieri. Non si sono dimenticati di nessuno. È il governo delle tasse – ha ripetuto la deputata di Italia viva – ma non le usa per i servizi ai cittadini, ma per aumentare gli staff a Palazzo Chigi. Da quando è arrivata Meloni abbiamo visto solo due effetti: sono aumentate le tasse e sono aumentati gli sbarchi irregolari. Questo Paese ha un'unica speranza, che Meloni resti a Chigi il meno possibile".

La replica di Meloni a Boschi: "Il settore agricolo è strategico per la nostra economia: l'esenzione Irpef per i redditi agrari e domenicali non è stata prorogata perché, come accaduto con altre misure dell'allora governo Renzi, ci siamo accorti che andava a beneficio soprattutto di chi ne aveva meno bisogno, soprattutto alle grandi aziende con grandi estensioni di terreno. La misura rischiava di diventare un privilegio e abbiamo deciso di adottare misure a favore dei piccoli produttori. E le risorse per l'agricoltura da parte di questo governo sono effettivamente aumentate".

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