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“Homo Occidentalis”, la Lega al convegno neofascista di Milano. Romeo: “Non andrò”

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Al convegno di Lealtà e Azione l’ex senatore pro-life, mentre il capogruppo disdice. Presenti anche Marcello Foa e il banchiere Ettore Gotti Tedeschi
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Povero "homo occidentalis", uomo bianco e ariano (aggiungiamo noi), il "tipo umano contemporaneo" che fa una vitaccia tra "minacce transumaniste e propaganda Lgbt". Al convegno dei neofascisti di Lealtà e Azione a Milano, appuntamento il 3 febbraio, ci doveva essere il capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo, il quale però in serata annuncia il forfait: “Non avevo ancora dato l’ok”, dice. Il parterre è ovviamente tutto al maschile, ci mancherebbe: oltre al redivivo Simone Pillon, senatore leghista nella scorsa legislatura e alfiere delle battaglie cosiddette pro-vita, ci saranno Marcello Foa - già presidente Rai, allora indicato sempre dalla Lega - e il banchiere cattolico Ettore Gotti Tedeschi.

L'incontro riporta in locandina il logo di Bran.co., per l'appunto una delle diramazioni 'sociali' di Lealtà e Azione, e che serve a deviare un po' l'attenzione rispetto alla natura politica, di estrema destra, del gruppo. Una sorta di maquillage sconosciuto ai più, non di sicuro alla Lega c…

Povero "homo occidentalis", uomo bianco e ariano (aggiungiamo noi), il "tipo umano contemporaneo" che fa una vitaccia tra "minacce transumaniste e propaganda Lgbt". Al convegno dei neofascisti di Lealtà e Azione a Milano, appuntamento il 3 febbraio, ci doveva essere il capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo, il quale però in serata annuncia il forfait: “Non avevo ancora dato l’ok”, dice. Il parterre è ovviamente tutto al maschile, ci mancherebbe: oltre al redivivo Simone Pillon, senatore leghista nella scorsa legislatura e alfiere delle battaglie cosiddette pro-vita, ci saranno Marcello Foa - già presidente Rai, allora indicato sempre dalla Lega - e il banchiere cattolico Ettore Gotti Tedeschi.

L'incontro riporta in locandina il logo di Bran.co., per l'appunto una delle diramazioni 'sociali' di Lealtà e Azione, e che serve a deviare un po' l'attenzione rispetto alla natura politica, di estrema destra, del gruppo. Una sorta di maquillage sconosciuto ai più, non di sicuro alla Lega che con questa realtà neofascista ha un rapporto consolidato da diversi anni in Lombardia, fatto del sostegno militante nero a candidati in quota Carroccio.

In locandina era dato per certo Romeo. Poi, vista anche spinosità dell'argomento, la puntualizzazione: “Non andrò, non c’era l’ok. Anche se la minaccia della cosiddetta ideologia gender, non è per lui un tema nuovo e sin da quando era consigliere regionale in Lombardia si era contraddistinto per battaglia conservatrici e identitarie. Spesso creando qualche malumore tra i colleghi leghisti del Pirellone, allora il presidente era Roberto Maroni e su questi temi aveva un approccio più laico.

Altri tempi, comunque. Oggi quel tipo di propaganda e retorica è centrale per la 'nuova' Lega nazionalista di Matteo Salvini - la probabile candidatura del generale Roberto Vannacci è solo l'ultimo tassello - e abbraccia non solo le vicende legate a proposte di legge o iniziative sui territori, ma sottintende anche rapporti internazionali con paesi e culture intenti a rifiutare la 'modernità', cioè che considerano una minaccia il femminismo e i diritti delle coppie arcobaleno. Non è un caso quindi che Lealtà e Azione sia filo-russa, cioè come lo era la Lega fino a poco tempo fa.

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