✕

Convegno anti-aborto, il salviniano Billi prova a smarcarsi: “Non c’entro io, né la Lega”. Ma ecco il depliant che lo smentisce

Opposizioni all’attacco, dal Pd a Iv, ad Avs. Il deputato del Carroccio fa retromarcia. Ma ha prenotato lui la sala, col centro sovranista che ha organizzato l’evento collabora da anni e ieri diceva: “Supporto l’iniziativa”
2 minuti di lettura

"E' una cavolata non so come è venuta fuori, cosa c'entro io... E' colpa di Repubblica!". Così prova a difendersi, interpellato dall’Adnkronos, il deputato della Lega Simone Billi, che ha promosso ieri alla Camera il convegno del centro studi sovranista “Machiavelli”, di cui è collaboratore da anni. Una conferenza in cui sono stati propagandati, in un’aula del Parlamento italiano, concetti così: “L’aborto non è un diritto legalmente accettabile”. E “non è mai giusto, perfino in caso di stupro”. Billi ora fa finta di cadere dal pero. Ma è lui ad avere prenotato la sala a Montecitorio. E sempre lui – basta controllare sul sito dell’organismo – che risulta un “autore” assiduo del centro studi Machiavelli. Di più: contattato ieri da Repubblica, il deputato ha affermato di avere “supportato l’iniziativa”, scusandosi di non essere stato fisicamente presente, “perché avevo un impegno a Strasburgo”.

Per Billi la notizia pubblicata da questo giornale sarebbe “una cavolata”. Ma Repubblica natur…

"E' una cavolata non so come è venuta fuori, cosa c'entro io... E' colpa di Repubblica!". Così prova a difendersi, interpellato dall’Adnkronos, il deputato della Lega Simone Billi, che ha promosso ieri alla Camera il convegno del centro studi sovranista “Machiavelli”, di cui è collaboratore da anni. Una conferenza in cui sono stati propagandati, in un’aula del Parlamento italiano, concetti così: “L’aborto non è un diritto legalmente accettabile”. E “non è mai giusto, perfino in caso di stupro”. Billi ora fa finta di cadere dal pero. Ma è lui ad avere prenotato la sala a Montecitorio. E sempre lui – basta controllare sul sito dell’organismo – che risulta un “autore” assiduo del centro studi Machiavelli. Di più: contattato ieri da Repubblica, il deputato ha affermato di avere “supportato l’iniziativa”, scusandosi di non essere stato fisicamente presente, “perché avevo un impegno a Strasburgo”.

Per Billi la notizia pubblicata da questo giornale sarebbe “una cavolata”. Ma Repubblica naturalmente è in possesso del depliant propagandato e distribuito durante il convegno. E che possiamo mostrare. Il documento, consegnato ai presenti nella sala conferenze stampa di Montecitorio, è la rivista ufficiale del centro sovranista Machiavelli, che ieri veniva presentata durante il simposio anti-abortista. I due relatori erano infatti gli unici autori della rivista.
Ed ecco il testo: “Al di là di qualsiasi discorso generale – si legge nel depliant distribuito a Montecitorio – si deve avere la fortezza di ribadire una verità semplice: l’aborto non è mai giusto e non è un diritto, è una soluzione pratica che vuole essere sublimata a diritto inalienabile”. E ancora: “Anche nei casi più tragici – si legge – nei dilemmi morali più strazianti, come quelli di stupro, non è mai giusto”. In un altro passaggio del documento, si legge che sull’interruzione di gravidanza “i diritti del padre sono del tutto esclusi” e questo sarebbe “sbagliato sotto ogni aspetto”. Altro estratto: “Fatta eccezione dei casi di violenza sessuale, non è possibile credere che prima di un atto sessuale non si immagini nemmeno l’eventualità di un concepimento non desiderato”. Dunque, per la donna, “se si agisce è necessario accettare le conseguenze”.

La notizia ha già suscitato decine di reazioni in Parlamento. Attacca il Pd, con la capogruppo Chiara Braga: “L'aborto è un diritto anche per le vostre compagne, anche per le vostre figlie. È inaccettabile che venga negato in Parlamento e da un partito di governo. Meloni, da donna, cosa dice?”. Chiedono chiarimenti anche le parlamentari dem Beatrice Lorenzin (“dalla Lega un obbrobrio”), Simona Malpezzi (“Salvini è d’accordo?”), Ilenia Malavasi, Ylenia Zambito, Valeria Valente, Alessandra Moretti. Per Cecilia D’Elia, coordinatrice delle Donne dem, “si svela la ferocia della Lega”.

Per Italia Viva interviene la capogruppo Raffaella Paita: “Altro che Medioevo. Qui siamo oltre l'oscurantismo. Maggioranza di inadeguati, incapaci e pure illiberali. Dovete andare a casa”. Per +Europa, “l’aborto sicuro deve essere un diritto anche per le vostre compagne, anche per le vostre figlie. È inaccettabile che venga negato in Parlamento e da un partito di governo”. Secondo Elisabetta Piccolotti, deputata dell’Alleanza Verdi-Sinistra, “siamo oltre le note battaglie anti-abortiste - prosegue l’esponente rossoverde - basate sull'argomento del diritto alla vita dell'embrione, perché queste argomentazioni portano direttamente a teorizzare che le donne abbiano diritti di libertà e di scelta sul proprio corpo di rango inferiore rispetto a quelli che hanno gli uomini”.

Lo stesso Billi, dato il polverone, è costretto a intervenire di nuovo, per smarcarsi dal convegno che ha promosso, fatto autorizzare, e dal centro con cui collabora dal 2019: “Quanto uscito oggi su alcuni mezzi stampa non rappresenta né la mia, né, tanto meno, la posizione del partito”.

Leggi i commenti