✕

Cassazione, al via l’anno giudiziario. La presidente Cassano: “La giustizia migliora, ma troppi femminicidi e morti sul lavoro”

Margherita Cassano (ansa)
Presente Mattarella, non c’è Meloni. Raggiungibili gli obiettivi del Pnrr. Il dramma delle carceri. Un messaggio alle donne, citando Simone De Beauvoir: “Mi auguro che la vita di ogni donna sia pura e trasparente libertà”
5 minuti di lettura

ROMA - Per la prima volta, nella storia della magistratura, una magistrata apre l’anno giudiziario in Cassazione. È la prima presidente, Margherita Cassano. Che “rende onore” a Sergio Mattarella seduto in prima fila, perché lui c’è, come sempre, mentre è assente la premier Giorgia Meloni che ha convocato il consiglio dei ministri alle 10 e trenta, e non c’era neppure un anno fa. Cassano ringrazia “tutte le donne e gli uomini che lavorano per la magistratura” e dà un taglio concreto alla sua relazione che vuole essere “un rendiconto di tutti gli sforzi profusi dai giudici per garantire un corretto, tempestivo, moderno funzionamento della giustizia”, per trasmettere “un messaggio di speranza basato sulla concretezza dei dati per contribuire a rinsaldare la fiducia dei cittadini nei confronti delle Istituzioni”. E parla dei femminicidi e delle morti sul lavoro come di reati “intollerabili”.

Gli obiettivi del Pnrr non sono un miraggio

Ecco, si parte da qui con Margherita Cassano, dai fatt…

ROMA - Per la prima volta, nella storia della magistratura, una magistrata apre l’anno giudiziario in Cassazione. È la prima presidente, Margherita Cassano. Che “rende onore” a Sergio Mattarella seduto in prima fila, perché lui c’è, come sempre, mentre è assente la premier Giorgia Meloni che ha convocato il consiglio dei ministri alle 10 e trenta, e non c’era neppure un anno fa. Cassano ringrazia “tutte le donne e gli uomini che lavorano per la magistratura” e dà un taglio concreto alla sua relazione che vuole essere “un rendiconto di tutti gli sforzi profusi dai giudici per garantire un corretto, tempestivo, moderno funzionamento della giustizia”, per trasmettere “un messaggio di speranza basato sulla concretezza dei dati per contribuire a rinsaldare la fiducia dei cittadini nei confronti delle Istituzioni”. E parla dei femminicidi e delle morti sul lavoro come di reati “intollerabili”.

Gli obiettivi del Pnrr non sono un miraggio

Ecco, si parte da qui con Margherita Cassano, dai fatti. “Fatti” che la magistratura ordinaria e anche onoraria - che la prima presidente cita espressamente - hanno realizzato per far camminare le riforme del processo civile e penale realizzate dall’ex ministra della Giustizia Marta Cartabia nel 2022. È una testimonianza della concretezza che le donne sanno dare al loro mandato. A partire dai dati. “Nel settore civile le pendenze sono diminuite dell’8,2% nei tribunali e del 9,8% nelle corti d’Appello. La durata media dei procedimenti si è ridotta in primo grado del 6,6% e in Appello del 7%. Il disposition time è sceso del 6,4% nei tribunali e del 6,4% nelle corti d’Appello”. Dati positivi dunque. Con una valutazione degli effetti, nel processo civile, del sistema della mediazione.

Per il penale invece le pendenze risultano “ridotte del 13% nei tribunali e del 6,5% nelle corti d’Appello”. Un dato che Cassano considera “tanto più significativo ove si consideri l’aumento dei procedimenti di nuova iscrizione pari nel 2023 a 2.447.467 rispetto ai 2.413,467 del 2022 e ai 2.423.842 del 2021”. E ancora: “Il numero dei procedimenti definiti è aumentato dell’8,3% in primo grado e del 10,6% in appello. Il disposition time è sceso, in tribunale, a 310 giorni, rispetto ai 386 del periodo precedente e, in corte d’Appello, a 689 giorni rispetto agli 815 del periodo precedente”. L’Italia dunque, secondo la prima presidente della Cassazione, può raggiungere gli obiettivi previsti dal Pnrr, 282 giorni in tribunale e 601 in Appello.

“Significativi” risultati anche in Cassazione dove su un totale di 94.759 procedimenti civili le definizioni ammontano a 34.793. L’indice è salito al 141% rispetto al 121,3% del 2022. Il disposition time è pari a 1.003 giorni e registra una diminuzione di 60 giorni rispetto al 2022 e di 299 giorni se raffrontato con i dati di partenza. In ambito penale, pure a fronte dell’aumento del 4% delle iscrizioni (passate da 45.363 a 47.157), i procedimenti definiti sono stati 50.350 con un indice di ricambio pari al 106,8%. Le pendenze sono diminuite del 17,4%. La durata media è scesa dai 184 giorni del 2022 agli attuali 134 giorni. Il disposition time è pari a 110 giorni rispetto ai 132 dell’anno precedente e, quindi, è già inferiore all’obiettivo dei 166 giorni fissato al 30 giugno 2026. Tutto questo nonostante in Cassazione, sottolinea Cassano, ci sia un vuoto d’organico pari al 23% tra le toghe e del 32-34% nel personale amministrativo.

L’interpretazione della legge

Cassano dedica un ampio capitolo al lavoro di interpretazione delle norme da parte della Corte, quella “nomofilachia” che “si connota come valore metodologico che, nel divenire dell’elaborazione giurisprudenziale, confluisce dinamicamente nel dovere funzionale di ragionevole mantenimento della soluzione ragionevolmente conseguita”. Per dirla in modo semplice è il lavoro di interpretazione delle leggi, che non possono essere applicate, come pure si sente dire da esponenti del governo, come un copia-incolla.

Il dramma delle carceri

Anche Cassano sottolinea il dramma del sovraffollamento, 62.707 detenuti, di cui 2.541 donne, rispetto a 51.179 posti disponibili. Aumentano i detenuti definitivi, 44.174, mentre calano quelli in custodia cautelare, in attesa di primo giudizio, e gli appellanti o ricorrenti “a dimostrazione - sottolinea Cassano - del rispetto del principio di gradualità e proporzionalità nella adozione delle misure limitative della libertà personale”. Una notazione garbata rispetto alle aggressive affermazioni degli iper garantisti. Mentre Cassano cita anche il tasto dei cosiddetti “liberi sospesi”, cioè le 90.120 persone condannate in via definitiva a pene fino a quattro anni di reclusione, ma in attesa di scontare effettivamente la pena.

“Femminicidi tragico epilogo delle violenze”

Cassano ricorda che il vocabolario Treccani ha scelto la parola “femminicidio” come quella dell’anno. Su 330 omicidi quelli delle donne sono stati l’anno scorso ben 120, rispetto ai 128 del 2022 e 122 del 2021. In 97 casi maturati in famiglia. E, dice Cassano, “desta grave preoccupazione il fatto che dei sette omicidi volontari consumati già nella prima settimana del 2024 tre vedano come vittima una donna”. E aggiunge: “I femminicidi costituiscono spesso il tragico epilogo di reati spia, espressivi di condotte violente (violenza privata, violazione di domicilio, lesioni, maltrattamenti in famiglia, stalking) che richiedono particolare attenzione, competenza, professionalità e tempestività d’intervento per impedire conseguenze ben più gravi”. Citando Simone De Beauvoir, conclude Cassano, “mi auguro che la vita di ogni donna sia pura e trasparente libertà”.

“Infortuni sul lavoro, grave patologia sociale”

Dati drammatici anche per gli infortuni sul lavoro, 968 nel 2023, 38 in meno rispetto ai 1.006 del gennaio-novembre 2022, 148 in meno rispetto al 2021, 183 in meno rispetto al 2020 e 29 in meno rispetto al 2019). E qui Cassano parla di “grave patologia sociale cui è urgente porre rimedio con una forte azione preventiva incentrata sul recupero di effettività di controlli seri, efficaci, moderni, capillari”. Per Margherita Cassano “in un moderno Stato di diritto non è tollerabile che si continui a morire a causa del lavoro”.

Nordio: “Ridurre la veste di Nesso dell’arretrato”

Parte dalle “buone conferme e dai buoni risultati” della giustizia il Guardasiglli Carlo Nordio. Quelli di cui ha parlato Cassano. “In termini di abbattimento dell’arretrato e di riduzione dei tempi dei processi”. Per una giustizia intesa come “forza motrice di una rinnovata crescita del Paese”. E il 2024, promette Nordio, dev’essere “l’anno delle conferme, consolidando un’inversione di tendenza grazie alla puntuale attuazione del Pnrr”. Accenna soltanto a quel “profondo processo riformatore” , illustrato già in Parlamento, che però ha già messo in allarme magistrati, giuristi, costituzionalisti. Si pensi - solo per citare alcune riforme ion vista - a bavagli, nuova prescrizione, stretta sulle intercettazioni, separazione delle carriere.

Nordio non entra nei dettagli delle sue prossime leggi. Parla dei 4mila nuovi dipendenti amministrativi, pari al 10% dell’intero organico, dei tre concorsi in svolgimento per le toghe, della proroga degli addetti all’’ufficio del processo. Promette che risolverà il problema della magistratura onoraria. Tutto questo con l’obiettivo prioritario di ridurre l’arretrato, “una veste di Nesso che rallenta le procedure, disorienta i cittadini e allontana gli investimenti”. Secondo Nordio la sua riforma “consentirà di recuperare buona parte di quel 2% di Pil la cui perdita è intollerabilmente gravosa per la nostra economia”.

Nordio ricorda ancora Giuliano Vassalli, l’autore del codice di procedura penale. Parla del “dolore del carcere” noto ai Padri costituenti, e della funzione rieducativa della pena, “principio che intendiamo attuare, favorendo anzitutto il lavoro per le persone private della libertà, al contempo, migliorando le condizioni complessive degli istituti penitenziari”.

Pinelli: “Riforme del governo poter l’efficienza”

Il vice presidente del Csm Fabio Pinelli sente il bisogno di definire il compito di palazzo dei Marescialli, “che la Costituzione gli ha assegnato, essere organo di governo di una funzione, a garanzia dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, nell’interesse esclusivo dei cittadini. Questo fu il pensiero dei Padri Costituenti e questo è il binario che dobbiamo percorrere”. E si ferma anche su quale sia “la fonte di legittimazione del giudice in una moderna liberaldemocrazia”, e cioè “nella modalità con cui esercita la propria funzione e, conseguentemente, nel rapporto di fiducia che si instaura con i cittadini”. Di conseguenza “i comportamenti di ciascun magistrato sono decisivi, dentro e fuori l’esercizio della funzione. E i comportamenti dell’un magistrato incidono sul riconoscimento sociale dell’altro magistrato”. Un modo per dire che quando il Csm affronterà i processi disciplinari, nella sezione di cui proprio Pinelli è presidente, valuterà anche i comportamenti privati. E il pensiero di tutti va ovviamente al caso Apostolico. Quanto alle riforme del governo arriva da Pinelli una promozione perché “incidono significativamente sulla struttura della giustizia italiana spostando l'accento sull'efficienza del servizio e ponendola di fronte alla sfida, alta e difficile, della modernità”.

Il Pg Salvato: "Vera giustizia solo nel processo”

Il procuratore generale della Cassazione Luigi Salvato parla della “verità giudiziaria”, e cioè “solo quella raggiunta nell'osservanza del giusto processo di legge celebrato da magistrati ed avvocati” perché “pretendere di sostituirla con improbabili indagini, abnormi plebisciti, significa distruggere le basi dello Stato di diritto e delle nostre libertà”. Quanto alle riforme bisogna “scongiurare le difficoltà insite in interventi normativi frammentari e troppo ravvicinati, soprattutto in ambito processuale, in cui la stabilità è la precondizione di una corretta applicazione delle norme e di efficienza". Quanto alla violenza di genere Salvato registra “risultati positivi grazie agli interventi del legislatore e all'azione della magistratura, ma il contrasto resta insoddisfacente”. Perché servono altri interventi “su piani ulteriori e diversi da quello repressivo, nella consapevolezza che la parità di genere non riguarda solo garanzia e tutela dei diritti in una dimensione individuale, pure importanti, ma è questione più grande, strategica per la realizzazione dello Stato di diritto e la sua lesione, anche se non di rilievo penale". Una notazione rilevante sull’intelligenza artificiale nel rapporto con processi e giustizia: “Non va aprioristicamente rifiutata, occorre sfruttarne le potenzialità, ma dobbiamo essere consapevoli che è qualcosa di radicalmente diverso da ogni precedente scoperta dell'uomo. Alto è il rischio della lesione dei diritti fondamentali e dell'alterazione dell'essenza del processo; alta deve essere attenzione e prudenza nell'applicarla".

Leggi i commenti