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Mattarella e la difesa dell’informazione: “Diritto fondamentale”

Sergio Mattarella accoglie Volker Türk, Alto Commissario Onu per i Diritti Umani (ansa)
Il messaggio del Capo dello Stato per la Giornata internazionale dell’educazione. Ricordati anche gli 80 anni dall’evasione degli antifascisti Pertini e Saragat da Regina Coeli e gli eroi che ne consentirono la fuga
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ROMA — È un inciso, ma non sta lì a caso. Tra i diritti fondamentali della persona «c’è l’accesso all’informazione e alla conoscenza». Parole di Sergio Mattarella, contenute in una nota diffusa in occasione della Giornata internazionale dell’educazione, e che cadono dentro un contesto preciso.

E al pluralismo dell’informazione, alla libertà di stampa, Mattarella ha dedicato molti interventi, ribadendo la necessità dell’autonomia del giornalismo, fatto di deontologia, e quindi di doveri, ma anche di diritti a informare. «La libertà di stampa, insieme alla libertà di essere informati, è il termometro della salute democratica di un Paese», ha ricordato in un intervento del 3 maggio 2022. «La libertà di informazione, come attesta la nostra Costituzione, è fondamento di democrazia», aveva già sottolineato nel 2018. Non c’è democrazia senza libertà di critica. «Conoscere è il primo passo per potersi comprendere e dialogare», ha ribadito ieri.

ROMA — È un inciso, ma non sta lì a caso. Tra i diritti fondamentali della persona «c’è l’accesso all’informazione e alla conoscenza». Parole di Sergio Mattarella, contenute in una nota diffusa in occasione della Giornata internazionale dell’educazione, e che cadono dentro un contesto preciso.

E al pluralismo dell’informazione, alla libertà di stampa, Mattarella ha dedicato molti interventi, ribadendo la necessità dell’autonomia del giornalismo, fatto di deontologia, e quindi di doveri, ma anche di diritti a informare. «La libertà di stampa, insieme alla libertà di essere informati, è il termometro della salute democratica di un Paese», ha ricordato in un intervento del 3 maggio 2022. «La libertà di informazione, come attesta la nostra Costituzione, è fondamento di democrazia», aveva già sottolineato nel 2018. Non c’è democrazia senza libertà di critica. «Conoscere è il primo passo per potersi comprendere e dialogare», ha ribadito ieri.

«L’inserimento, ad opera della Dichiarazione universale dei diritti umani e della convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, del diritto all’istruzione tra i diritti fondamentali della persona è il punto di partenza intorno a cui costruire efficaci percorsi educativi che includano l’accesso all’informazione e alla conoscenza, il rispetto della libertà di espressione e di opinione, la garanzia della libertà accademica e scientifica», scrive adesso il capo dello Stato. «L’accesso all’istruzione deve essere un obiettivo centrale delle istituzioni, con lo sguardo rivolto ai più giovani, a cui vanno garantite opportunità di apprendimento e sviluppo».

E ieri era anche l’anniversario degli ottant’anni dell’avventurosa evasione dal carcere di Regina Coeli di Sandro Pertini e Giuseppe Saragat, due antifascisti poi divenuti presidenti della Repubblica. Era il 24 gennaio 1944, Roma occupata dai nazisti. La fuga fu possibile grazie al medico del carcere Alfredo Monaco e della moglie, Marcella Ficca, insieme ad altri, tra cui il futuro ministro della giustizia, Giuliano Vassalli. Con eroismo consentirono la fuga, bella come un film. «Il loro esempio – scrive Mattarella in un messaggio al presidente dell’Associazione Roma Bpa-Mamma Roma e i suoi figli minori – di coraggio e lealtà alla patria costituisce per la Repubblica motivo di riconoscenza per la prova di dedizione ai valori umani e civili della nostra comunità».

I coniugi Monaco «contribuirono a porre le basi della libertà dell’intero Paese», mette per iscritto il Quirinale. I loro valori sono «a fondamento della nostra Costituzione». Ricordarlo è utile in queste ore.

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