Libertà di stampa, FdI (con Vox) si astiene su una risoluzione al Consiglio d’Europa
di Matteo PucciarelliDopo la nuova velina di mercoledì da parte di Palazzo Chigi, per il secondo giorno consecutivo contenente degli attacchi a Repubblica e con una specie di ribaltamento di ruolo («siete voi ad attaccare la libera stampa»), tre parlamentari di Fratelli d’Italia, e assieme al loro collega spagnolo dell’estrema destra di Vox, si sono astenuti in seno all’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa di Strasburgo su una risoluzione e relative raccomandazioni a tutela della sicurezza e della libertà dei giornalisti. Questo mentre gli unici due voti contrari su 55 sono arrivati da parte di due eletti turchi.
Elisabetta Gardini, Ester Mieli e Domenica Spinelli (con José María Sánchez García) non hanno dato il loro assenso a un testo che ricorda come gli Stati membri della Ue «non devono solo astenersi dall’ingerenza nel diritto alla libertà di espressione, ma hanno anche l’obbligo positivo di stabilire un quadro giuridico solido per il pluralismo dei media, affinché i giornalisti e altri atto…
Dopo la nuova velina di mercoledì da parte di Palazzo Chigi, per il secondo giorno consecutivo contenente degli attacchi a Repubblica e con una specie di ribaltamento di ruolo («siete voi ad attaccare la libera stampa»), tre parlamentari di Fratelli d’Italia, e assieme al loro collega spagnolo dell’estrema destra di Vox, si sono astenuti in seno all’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa di Strasburgo su una risoluzione e relative raccomandazioni a tutela della sicurezza e della libertà dei giornalisti. Questo mentre gli unici due voti contrari su 55 sono arrivati da parte di due eletti turchi.
Elisabetta Gardini, Ester Mieli e Domenica Spinelli (con José María Sánchez García) non hanno dato il loro assenso a un testo che ricorda come gli Stati membri della Ue «non devono solo astenersi dall’ingerenza nel diritto alla libertà di espressione, ma hanno anche l’obbligo positivo di stabilire un quadro giuridico solido per il pluralismo dei media, affinché i giornalisti e altri attori dei media possano lavorare in sicurezza». Un richiamo ai valori fondativi dell’Unione, compresa la convenzione per i diritti umani.
La carta in questione propone inoltre di «garantire un’efficace protezione dei giornalisti e sostenere in tutti gli Stati membri un ambiente amichevole e sicuro per l’indipendenza e il pluralismo dei media». Adottando una risoluzione basata sul rapporto del socialdemocratico danese Mogens Jensen, l'assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha poi voluto esprimere una «profonda preoccupazione» per i molteplici attacchi alla libertà dei media in paesi come Ungheria, Polonia, Serbia, Turchia e Azerbaigian, insistendo sul dovere delle autorità statali «di indagare su ogni crimine contro i giornalisti e di assicurare alla giustizia i mandanti, gli autori e i complici». Tutte questioni che non hanno convinto gli esponenti di FdI, partito non a caso impegnato a rendere la vita più complicata ai giornalisti in casa propria.