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Conflitto di interessi, Calenda annuncia proposta di legge. Il M5S: “Arriva con dieci anni di ritardo”

(ansa)
Le reazioni all’inchiesta di Repubblica
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Le prime reazioni della politica dopo l’inchiesta sul conflitto di interessi dei cento parlamentari pubblicata da Repubblica configurano uno scontro tra Carlo Calenda e i 5 stelle. Con il leader di Azione che annuncia una proposta di legge e i 5 stelle che polemicamente replicano: “Arriva con dieci anni di ritardo”, e invitano a unirsi alla loro pdl già depositata a prima firma del presidente Conte.

Ecco nel dettaglio le dichiarazioni. "Conflitti d'interesse, trasparenza e garantismo. Oggi Repubblica ha due pagine sui conflitti di interesse dei parlamentari e dei membri di Governo. Domani presenteremo una proposta di legge per regolare i conflitti di interesse ispirata a quella della commissione europea (che applicai al Ministero) e del parlamento europeo e una norma per regolamentare le lobby”. Così il segretario di Azione, Carlo Calenda, sui social

“I conflitti di interesse uccidono la democrazia perché generano sfiducia tra i cittadini e falsano il processo democratico – aggiunge – . Sempre domani faremo un punto sulle riforme della giustizia insieme a Enrico Costa. Garantismo e etica pubblica sono elementi che devono stare insieme per avere una giustizia equa e una politica credibile." .

A stretto giro arriva la risposta non priva di sarcasmo del Movimento. "Alla fine del gennaio dell'anno 2024 Carlo Calenda si è accorto della necessità di approvare una legge sul conflitto di interessi e annuncia per domani la presentazione di una sua proposta. Meglio tardi che mai, arriva dieci anni dopo il M5S, che fin dal suo ingresso in Parlamento si batte su questo tema con proposte di legge e battaglie politiche serrate e lo stesso facciamo con le nostre proposte per la regolamentazione delle lobby". Lo affermano in una nota i rappresentanti del M5S nelle commissioni Affari Costituzionali della Camera e del Senato Carmela Auriemma, Roberto Cataldi, Alfonso Colucci, Alessandra Maiorino, Pasquale Penza e Riccardo Ricciardi.

"Probabilmente fino ad oggi Calenda non poteva occuparsi del tema visto che andava a braccetto con Matteo Renzi che è solito far vanto dei suoi conclamati conflitti di interessi. Noi vogliamo rendergli il lavoro più facile: in commissione Affari Costituzionali alla Camera è già incardinata la nostra pdl a prima firma del presidente Conte, può unirsi a noi nel lavoro su quel testo”, aggiungono.

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