Meloni star sui social: come lei nessun leader nel 2023. Ma solo l’addio a Berlusconi ha colpito la Rete
di Gabriele BartoloniSarà la continua propensione verso la polemica o l'ironia a cui costantemente si prestano i governanti italiani, fatto sta che nel coacervo social fatto di post, retweet, commenti, stories, botta e risposta al vetriolo, la politica occupa la terza posizione nella classifica degli argomenti più discussi: 1 milione 600 mila interazioni nel 2023, dopo la sicurezza (un milione e otto) e l’eterna passione degli italiani: il campionato, con quasi 3 milioni di interazioni. Il dato, va detto, è in chiaroscuro. E scavando si trovano elementi tutto fuorché che positivi. Tra gli italiani, infatti, c’è preoccupazione quando si parla di sicurezza e rabbia quando si affrontano tematiche legate al lavoro. Ancora: sempre più spesso si discute con toni accesi, indice di una polarizzazione del dibattito che avvelena lo scambio di idee.
Una tendenza fotografata e fatta emergere dall'analisi condotta da SocialData. Dati captati lungo il 2023, che rappresentano una sorta di sondaggio degli umori e delle t…
Sarà la continua propensione verso la polemica o l'ironia a cui costantemente si prestano i governanti italiani, fatto sta che nel coacervo social fatto di post, retweet, commenti, stories, botta e risposta al vetriolo, la politica occupa la terza posizione nella classifica degli argomenti più discussi: 1 milione 600 mila interazioni nel 2023, dopo la sicurezza (un milione e otto) e l’eterna passione degli italiani: il campionato, con quasi 3 milioni di interazioni. Il dato, va detto, è in chiaroscuro. E scavando si trovano elementi tutto fuorché che positivi. Tra gli italiani, infatti, c’è preoccupazione quando si parla di sicurezza e rabbia quando si affrontano tematiche legate al lavoro. Ancora: sempre più spesso si discute con toni accesi, indice di una polarizzazione del dibattito che avvelena lo scambio di idee.
Una tendenza fotografata e fatta emergere dall'analisi condotta da SocialData. Dati captati lungo il 2023, che rappresentano una sorta di sondaggio degli umori e delle tendenze che circolano sui social. Se si parla di politica, ad esempio, a farla da padrona è stata Giorgia Meloni. La premier è la leader politica più citata sui social con oltre 253 milioni interazioni generate nei contenuti che la menzionano esplicitamente. Un dato che stacca, e non di poco, i big degli altri schieramenti. Per dire: il secondo classificato è Matteo Salvini che arriva ‘appena’ a 70 milioni, neanche la metà. Seguono Elly Schlein, Giuseppe Conte, Matteo Renzi, Carlo Calenda, Antonio Tajani e, in fondo alla classifica, Nicola Fratoianni e Emma Bonino.
Meloni, dunque, genera un interesse maggiore rispetto altri leader. E non potrebbe essere altrimenti visto il ruolo che ricopre. Dando uno sguardo ai temi, invece, emerge come la politica faccia fatica ad inserirsi nella categorie di notizie più popolari circolate sui social. Tra tutte, l’unica che entra in classifica è la morte di Silvio Berlusconi: terza posizione dopo il conflitto israelo-palestinese e il festival di Sanremo. A dicembre si è parlato molto del caso Ferragni e di Atreju, la convention di FdI spinta dell'ospitata esclusiva di Elon Musk e dall’attacco di Meloni riservato all’influencer finita nella bufera. Ma l’anno è stato scandito anche dalla tragedia di Cutro del marzo scorso, dall’alluvione in Emilia Romagna di maggio, dalla liberazione di Zaki a luglio, dalla scomparsa di Michela Murgia in agosto e dal femminicidio di Giulia Cecchettin a novembre.
Discorso diverso se si parla di addii. Qui i leader politici defunti nel 2023 occupano la prime due posizioni. Oltre al Cav, infatti, si è molto parlato della morte dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, secondo dopo Berlusconi con più di 100 mila menzioni.
Restando sulla politica, SocialData ha analizzato anche le conversazioni sulla politica nonostante il 2023 fosse abbastanza lontano dalla tornata fissata per giugno prossimo. Qui l’indice di polarizzazione è del 58 per cento, sintomo di una una mole di contenuti fortemente politicizzata. La maggior parte delle conversazioni sono orientate a destra (35 per cento) rispetto a quelle orientate a sinistra (23 per cento). I temi principali riguardano economia (19 per cento), cultura (16 per cento), salute (10 per cento) e immigrazione (8 per cento).
Guardando ai bisogni degli italiani, il quadro è tutto meno che confortante. Si parla molto di lavoro. Ma lo si fa prevalentemente con rabbia. Non a caso il sotto-tema più citato è quello della disoccupazione. Segue quello legato agli stipendi e alle morti sul lavoro. Anche la sicurezza è tra i bisogni sociali più citati: se ne parla con preoccupazione a causa delle notizie relative ai femminicidi e ai contenuti incentrati su aggressioni e rapine. Si discute anche di ambiente. E lo si fa con sorpresa ed emozione. Più confortante il dato sulla scuola: qui la soddisfazione è il sentimento prevalente.