La missione giapponese di Meloni: Gaza, Ucraina, Mar Rosso e i caccia di sesta generazione al centro degli incontri della premier a Tokyo
dal nostro inviato Lorenzo De CiccoTOKYO – La prima trasferta nipponica di Giorgia Meloni, maggio 2023, vertice dei Grandi ospitato ad Hiroshima, passò alle cronache soprattutto per il ruvido scambio di vedute col primo ministro canadese Justin Trudeau, a tema diritti Lgbtq. Stavolta la premier torna in Giappone coi galloni di presidente di turno del G7. E in cima ai dossier da affrontare, in un contesto internazionale sempre più arroventato, c’è soprattutto la difesa: col primo ministro giapponese Fumio Kishida, che l’aspetta domani sera sotto le vetrate del Kantei, il palazzo del capo del governo, Meloni parlerà naturalmente di Gaza e della guerra in Ucraina, della crisi nel Mar Rosso. Ma anche della stabilità nell’Indo-pacifico, dunque si aprirà il capitolo Taiwan e i rapporti da gestire con la Cina dopo l’uscita del governo italiano dal memorandum sulla Via della Seta. Al centro del bilaterale finiranno anche i caccia di sesta generazione che l’Italia costruirà insieme a Giappone e Regno Unito, un terzetto a cui pi…
TOKYO – La prima trasferta nipponica di Giorgia Meloni, maggio 2023, vertice dei Grandi ospitato ad Hiroshima, passò alle cronache soprattutto per il ruvido scambio di vedute col primo ministro canadese Justin Trudeau, a tema diritti Lgbtq. Stavolta la premier torna in Giappone coi galloni di presidente di turno del G7. E in cima ai dossier da affrontare, in un contesto internazionale sempre più arroventato, c’è soprattutto la difesa: col primo ministro giapponese Fumio Kishida, che l’aspetta domani sera sotto le vetrate del Kantei, il palazzo del capo del governo, Meloni parlerà naturalmente di Gaza e della guerra in Ucraina, della crisi nel Mar Rosso. Ma anche della stabilità nell’Indo-pacifico, dunque si aprirà il capitolo Taiwan e i rapporti da gestire con la Cina dopo l’uscita del governo italiano dal memorandum sulla Via della Seta. Al centro del bilaterale finiranno anche i caccia di sesta generazione che l’Italia costruirà insieme a Giappone e Regno Unito, un terzetto a cui più in là potrebbe unirsi l’Arabia Saudita.
Meloni atterrerà a Tokyo verso le ore 21 locali, quando in Italia sarà passata da poco l’ora di pranzo. Con la delegazione italiana dovrebbe partire anche la figlia della premier, Ginevra. Prima di recarsi al Kantei, visita che segnerà il passaggio di consegne della presidenza del G7, affidata ai giapponesi nel 2023, la presidente del Consiglio incontrerà i vertici di alcuni colossi dell’industria nipponica, soprattutto nel campo delle tecnologie, da Sony a Ntt. Sul tavolo, la questione dei semiconduttori, perché la filiera dei microchip incrocia interessi miliardari in Oriente, tra Cina, Taiwan e Giappone, con equilibri che si ripercuotono sulle economie di tutto il mondo. Si discuterà anche di intelligenza artificiale, uno dei temi portanti del G7 a guida giapponese. Al vertice con le multinazionali parteciperanno anche rappresentanti di Mitsubishi, che tramite il ramo “Heavy Industries” sta lavorando, insieme a Leonardo e alla britannica BAE Systems, al progetto Global Combat Air Programme. È il patto tra Roma, Tokyo e Londra per costruire i jet di sesta generazione. Non solo affari, un’operazione strategica.
L’anno scorso la presidenza giapponese del G7 ha tentato di spostare il baricentro dell’attenzione dei Grandi verso l’Indo-Pacifico. Un impegno che Meloni, con questa visita, intende confermare e proseguire. Non a caso l’Italia quest’anno, per la prima volta, dovrebbe partecipare con la Marina militare alla “Rimpac” la più grande esercitazione navale al mondo nel Pacifico, sotto il comando della Us Navy. E la portaerei Cavour dovrebbe essere dispiegata nel Pacifico all’inizio dell’estate.
Non è insomma solo una visita cerimoniale, quella di Meloni nel paese del Sol Levante, una stretta di mano per l’avvicendamento sulla tolda del G7. Non c’entrano solo le relazioni commerciali (l’Italia ospita 430 imprese giapponesi, un apparato imprenditoriale che impiega quasi 50 mila dipendenti). Di sicuro però la trasferta della premier arriva in un momento delicato, per il governo di Kishida. I suoi liberal-democratici sono finiti nel mirino, colpa di vecchi finanziamenti, e lo stesso primo ministro pochi giorni fa ha dovuto sciogliere la sua corrente. Questioni che agitano da settimane la politica di Tokyo. Ma del resto anche Meloni, quando martedì risalirà in aereo, in Italia troverà Salvini.