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Meloni atterrata in Giappone, al via il tour del G7 per accreditarsi coi grandi: dopo Tokyo, Canada e Usa

Giorgia Meloni accolta a Tokyo dall'ambasciatore d'Italia Gianluigi Benedetti e dall'ambasciatore del Giappone in Italia Satoshi Suzuki (ansa)

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Il viaggio della presidente del Consiglio, insieme a lei c’è la figlia Ginevra. Gli appuntamenti con il capo del governo Kishida e i vertici di alcune multinazionali
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TOKYO — Stretta in un piumino bianco, con la figlia Ginevra a bordo dell’aereo presidenziale, Giorgia Meloni è atterrata oggi in Giappone. L’ultima volta che ci aveva messo piede era a maggio dell’anno scorso, vertice dei Grandi ad Hiroshima, da cui rientrò seguita dalle polemiche per il botta e risposta sui diritti Lgbt col primo ministro canadese Justin Trudeau. Stavolta Meloni approda a Tokyo coi galloni di presidente di turno del G7, ruolo esercitato nel 2023 dall’omologo giapponese Fumio Kishida, che l’aspetta (in Italia saranno le 10.30 di lunedì) sotto le vetrate del Kantei, il palazzo del capo del governo. Ma non sarà solo un’occasione cerimoniale, una stretta di mano per l’avvicendamento sulla tolda del Gruppo dei 7.

Certo, questa è solo la prima tappa di un mini tour col quale l’inquilina di Palazzo Chigi si accrediterà al cospetto dei grandi del mondo quale presidente del G7 a pochi mesi dall’appuntamento in Puglia del 13-15 giugno. Dopo Tokyo, infatti, toccherà con og…

TOKYO — Stretta in un piumino bianco, con la figlia Ginevra a bordo dell’aereo presidenziale, Giorgia Meloni è atterrata oggi in Giappone. L’ultima volta che ci aveva messo piede era a maggio dell’anno scorso, vertice dei Grandi ad Hiroshima, da cui rientrò seguita dalle polemiche per il botta e risposta sui diritti Lgbt col primo ministro canadese Justin Trudeau. Stavolta Meloni approda a Tokyo coi galloni di presidente di turno del G7, ruolo esercitato nel 2023 dall’omologo giapponese Fumio Kishida, che l’aspetta (in Italia saranno le 10.30 di lunedì) sotto le vetrate del Kantei, il palazzo del capo del governo. Ma non sarà solo un’occasione cerimoniale, una stretta di mano per l’avvicendamento sulla tolda del Gruppo dei 7.

Certo, questa è solo la prima tappa di un mini tour col quale l’inquilina di Palazzo Chigi si accrediterà al cospetto dei grandi del mondo quale presidente del G7 a pochi mesi dall’appuntamento in Puglia del 13-15 giugno. Dopo Tokyo, infatti, toccherà con ogni probabilità il suolo canadese, per rivedere proprio Trudeau. E i consiglieri non escludono una ulteriore tappa a Washington, per rivedere Biden per un faccia a faccia in piena campagna presidenziale. Mentre i primi ministri di Gran Bretagna, Germania e Francia conta di incrociarli in più occasioni nel Vecchio Continente.

In cima ai dossier da affrontare oggi, invece, in un contesto internazionale sempre più arroventato, c’è soprattutto la difesa. Col primo ministro giapponese, Meloni parlerà naturalmente di Gaza e della guerra in Ucraina, della crisi nel Mar Rosso. Ma anche, soprattutto, della stabilità nell’Indo-Pacifico. Al centro del bilaterale finiranno i caccia di sesta generazione che l’Italia costruirà insieme a Giappone e Regno Unito, un terzetto a cui più in là potrebbe unirsi l’Arabia Saudita. Si aprirà il capitolo Taiwan. Una prova da equilibrista per la premier, che meno di due mesi fa ha ufficializzato l’uscita dell’Italia dal memorandum con la Cina sulla nuova Via della Seta, scegliendo però di gestire l’operazione in modo non troppo rumoroso. Una mossa necessaria per rassicurare gli alleati della Nato, proprio in vista della presidenza italiana del G7, che celava però il tentativo di non innervosire troppo Pechino.

Prima di raggiungere il Kantei, Meloni incontrerà i vertici di alcuni colossi dell’industria nipponica. Multinazionali delle tecnologie come Ntt e Hitachi, perché nel bilaterale con Kishida si parlerà anche della filiera dei microchip, che incrocia interessi miliardari in Oriente, con equilibri che si ripercuotono sulle economie di tutto il mondo. E proverà a convincere alcuni giganti dell’economia del Sol Levante — da Denso Corporation del gruppo Toyota a Mitsui, a Marubeni — ad aumentare gli investimenti in Italia, specialmente al Sud, viste anche le promesse rilanciate dalla premier l’altro ieri a Catania. All’incontro con Meloni saranno presenti anche i rappresentanti di Mitsubishi, che tramite il ramo “Heavy Industries” sta lavorando, con Leonardo e con la britannica BAE Systems, al Global Combat Air Programme. È il patto tra Roma, Tokyo e Londra per costruire i jet di sesta generazione, tramite lo sviluppo del Tempest e del nipponico F-x. Non solo affari, insomma.

La presidenza giapponese del G7, nel corso di tutto il 2023, ha tentato di spostare il baricentro dell’attenzione dei Grandi verso l’Indo-Pacifico. Un impegno che Meloni, con questa visita, intende confermare e proseguire (come quello sull’intelligenza artificiale). Non a caso l’Italia quest’anno, per la prima volta, dovrebbe partecipare con la Marina militare alla “Rimpac” la più grande esercitazione navale al mondo nel Pacifico, sotto il comando della Us Navy. E la portaerei Cavour dovrebbe essere dispiegata nel Pacifico all’inizio dell’estate. È un’esercitazione a cui il Giappone partecipa regolarmente.

Certo la trasferta della premier arriva in un momento delicato, per il governo di Kishida. I suoi liberal-democratici sono finiti nel mirino, colpa di vecchi finanziamenti, e lo stesso primo ministro pochi giorni fa ha dovuto sciogliere la sua corrente. Questioni che agitano da settimane la politica e i giornali, qui a Tokyo. Ma del resto anche Meloni, quando martedì risalirà in aereo, in Italia troverà Salvini.

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