La mobilitazione non si ferma. Superate le 15mila firme per l'appello contro la legge bavaglio
a cura della redazione PoliticaHa superato le 15mila firme la petizione online sul portale Change.org per fermare la ‘nuova legge bavaglio’, il divieto di pubblicare le ordinanze di custodia cautelare e i contenuti fino al termine dell’udienza preliminare, previsto dall'emendamento proposto dal deputato di Azione Enrico Costa. Che rappresenta “un provvedimento autoritario gravissimo che non solo colpisce e limita il lavoro dei giornalisti, ma soprattutto il diritto dei cittadini di essere informati e rende più indifese le stesse persone private della libertà”, si legge nella petizione lanciata da NoBavaglio, la rete di giornalisti e cittadini con associazioni da Libera a Legambiente e Articolo 21, dall’Anpi Roma all’Ordine dei giornalisti del Lazio.
Il testo della petizione spiega i motivi della mobilitazione. “Dal momento dell’arresto fino al processo, all’opinione pubblica per mesi sarà negato il diritto di essere informata su temi importanti come la lotta alla corruzione e la lotta alla mafia. A questo si aggiunge anche il recente provvedimento che limita l'utilizzo e rende incomprensibili le intercettazioni in quanto verranno oscurati con omissis i nomi delle persone non indagate. Si tratta di una norma che, come sottolineato da molti giuristi, presenta profili di incompatibilità con la Carta dei diritti Ue e con la Convenzione dei diritti dell'uomo”. E ancora: “L'emendamento Costa rappresenta un provvedimento liberticida che farà declassare ulteriormente l’Italia, oggi al 41esimo posto nella classifica del World press Freedom di Reporter sans frontières”.
Con questa mobilitazione, sostenuta anche dalla Federazione nazionale stampa italiana, Usigrai e Odg, si chiede “al Parlamento di non approvare il testo” che in settimana arriva in aula al Senato e “al presidente della Repubblica Sergio Mattarella di non firmare questo provvedimento eventualmente varato”.