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Meloni: “Sugli agricoltori abbiamo fatto il massimo”. E sul caso Salis polemizza con Schlein

La premier da Tokyo attacca Stellantis: “Quello che ho letto di Tavares mi è parso bizzarro”. La replica alle minacce di al-Houti: “Nostro dovere garantire la libertà di navigazione”. La segretaria dem: “La presidente del Consiglio a ‘braccia aperte’ accoglie Orbán nel suo partito dei conservatori europei”
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TOKYO – In una Tokyo avvolta da una tempesta di neve, Giorgia Meloni, dopo il bilaterale con l’omologo giapponese Fumio Kishida, torna sul caso Ilaria Salis prendendosela con la leader del Pd, Elly Schlein, prova a chiudere il caso Sgarbi e benedice l’accordo di maggioranza sul premierato al grido di “basta inciuci e governi tecnici”. La premier parla coi giornalisti italiani nella hall dell’Okura hotel, uno dei più lussuosi alberghi di Tokyo. Ha appena finito di cenare col primo ministro nipponico, per celebrare il passaggio di consegne della presidenza del G7 e discutere dei principali dossier internazionali, dal Medio Oriente all’Ucraina, all’intelligenza artificiale, fino alla stabilità dell’Indo-Pacifico, tormentata dai rapporti sempre più tesi tra Taiwan e la Cina. Meloni ha assicurato a Kishida che l’Italia avrà “una presenza militare sempre più significativa” nell’area e che spedirà nell’Indo-Pacifico, per un’esercitazione, “la portaerei Cavour, la nave Amerigo Vespucci e gli …

TOKYO – In una Tokyo avvolta da una tempesta di neve, Giorgia Meloni, dopo il bilaterale con l’omologo giapponese Fumio Kishida, torna sul caso Ilaria Salis prendendosela con la leader del Pd, Elly Schlein, prova a chiudere il caso Sgarbi e benedice l’accordo di maggioranza sul premierato al grido di “basta inciuci e governi tecnici”. La premier parla coi giornalisti italiani nella hall dell’Okura hotel, uno dei più lussuosi alberghi di Tokyo. Ha appena finito di cenare col primo ministro nipponico, per celebrare il passaggio di consegne della presidenza del G7 e discutere dei principali dossier internazionali, dal Medio Oriente all’Ucraina, all’intelligenza artificiale, fino alla stabilità dell’Indo-Pacifico, tormentata dai rapporti sempre più tesi tra Taiwan e la Cina. Meloni ha assicurato a Kishida che l’Italia avrà “una presenza militare sempre più significativa” nell’area e che spedirà nell’Indo-Pacifico, per un’esercitazione, “la portaerei Cavour, la nave Amerigo Vespucci e gli F35, nell'ambito di una cooperazione che consideriamo strategica”.

(agf)

Terminato il bilaterale – a cui ha partecipato anche la capo-staff Patrizia Scurti e il diplomatico “fascio-rock” Mario Vattani, commissario dell’Expo di Osaka, appena promosso ambasciatore di ruolo – la premier è tornata in hotel per una cena con la delegazione italiana (e la figlia Ginevra). Prima, un punto stampa coi giornalisti, in cui affrontare anche i nodi della politica interna.

Accettate le dimissioni di Sgarbi

Meloni considera chiuso il caso Sgarbi. “Penso che dopo il pronunciamento dell'Antitrust la decisione del sottosegretario di dimettersi è corretta, aspetto di incontrarlo a Roma per accogliere le sue dimissioni”. Lo stesso Sgarbi, che fino a stamattina prometteva battaglia, è costretto a capitolare tempo pochi minuti.

La premier poi è tornata sul premierato, che continua a considerare “la madre di tutte le riforme”, dicendosi “molto contenta” per l’accordo trovato dalla maggioranza, dopo un tira e molla sugli emendamenti in Parlamento. Per Meloni si sarebbe arrivati a “una formulazione della norma più chiara, che ribadisce un fatto semplice: sono gli italiani che devono scegliere da chi farsi governare. Basta con gli inciuci, basta con i governi tecnici”.

Botta e risposta con Schlein

La premier replica anche a Elly Schlein, che in mattinata aveva parlato degli “enormi ritardi del governo” per il rientro in Italia di Ilaria Salis dall’Ungheria. Meloni risponde piccata: “Non so cosa voglia dire Elly Schlein parlando di ritardi. Se lei è più brava di noi, saprà cosa fare”. Parole a cui la leader dem ha controbattuto così: “Non so se siamo più bravi, ma Meloni, che non ha le braccia incatenate come Ilaria Salis, le allarga per accogliere a braccia aperte Viktor Orbàn nel suo partito dei conservatori europei”.

Un passaggio del punto stampa è dedicato alla protesta dei trattori, in marcia verso Roma. Meloni sceglie parole al miele, per una categoria che è diventata anche un blocco elettorale per FdI e che però è sempre più irrequieta. La premier si dice disponibile a un confronto. E attacca la presunta “ideologia green”. Davanti a telecamere e taccuini, sostiene che “molta della rabbia degli agricoltori viene da una visione ideologica della transizione ecologica che ha pensato di poter difendere l'ambiente combattendo gli agricoltori. Non è la mia visione”.

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L’attacco a Stellantis

Nelle parole della premier c’è anche un attacco a Stellantis: "Ho letto di alcune dichiarazioni di Tavares, non ho trovato questa intervista e mi sarebbe sembrato curioso, l'Ad di una grande azienda dovrebbe sapere che gli incentivi non possono essere rivolti a una sola azienda e che abbiamo investito negli ecoincentivi”.

La risposta alle minacce di al Houti

Tornando alla politica estera, la premier ha replicato a Mohamed Ali al-Houti, uno dei leader degli Houti, che intervistato da Repubblica ha minacciato il nostro Paese, definendolo “un bersaglio se partecipa all’aggressione contro lo Yemen”. Meloni però ha ribadito che “è nostro dovere garantire la libertà di navigazione. Attraverso il canale di Suez transita il 15% del commercio mondiale”. E se quel canale non fosse disponibile “avremmo un aumento di prezzi sul 15% dei prodotti che arrivano da noi. Sono contenta che l'Italia assuma il comando di questa missione”.

Bufera permettendo, il rientro della premier da Tokyo è previsto all’ora di pranzo di domani (ore 13 locali), quando in Italia sarà da poco passata l’alba. Dal paese del Sol Levante la premier ha raccontato di tornare “col vocabolario Italiano-Giapponese di Hello Kitty”, regalo di Kishida per sua figlia Ginevra, “perché io in Giapponese so dire solo Arigato”.

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