Altolà al libro di Amato: il capo delle carceri blocca l’evento a San Vittore
di Liana MilellaIl presidente emerito della Consulta Giuliano Amato
ROMA - Uno sgarbo istituzionale in piena regola. E un messaggio ai detenuti e, per loro tramite, anche agli italiani. Commesso da due ex magistrati - il Guardasigilli Carlo Nordio e il capo delle carceri italiane Giovanni Russo - ai danni dell’ex presidente della Consulta Giuliano Amato, autore, con la giornalista Donatella Stasio, del volume Storie di diritti e di democrazia. La Corte costituzionale nella società. Entrambi, oggi a Milano e nello storico carcere di San Vittore, avrebbero dovuto presentare il loro libro. Avrebbero, ma non lo faranno. Perché un improvviso e inatteso altolà è giunto dalle stanze di Russo, che certo non può non aver informato Nordio di una simile performance. Perché da Roma è partita la telefonata a Giacinto Siciliano, l’abile direttore del carcere, che bloccava, solo mezza giornata prima, l’evento. E mentre i detenuti del gruppo “per la Costituzione viva di San Vittore”, nato dopo le visite della Consulta nelle patrie galere, mettevano a punto le domande…
ROMA - Uno sgarbo istituzionale in piena regola. E un messaggio ai detenuti e, per loro tramite, anche agli italiani. Commesso da due ex magistrati - il Guardasigilli Carlo Nordio e il capo delle carceri italiane Giovanni Russo - ai danni dell’ex presidente della Consulta Giuliano Amato, autore, con la giornalista Donatella Stasio, del volume Storie di diritti e di democrazia. La Corte costituzionale nella società. Entrambi, oggi a Milano e nello storico carcere di San Vittore, avrebbero dovuto presentare il loro libro. Avrebbero, ma non lo faranno. Perché un improvviso e inatteso altolà è giunto dalle stanze di Russo, che certo non può non aver informato Nordio di una simile performance. Perché da Roma è partita la telefonata a Giacinto Siciliano, l’abile direttore del carcere, che bloccava, solo mezza giornata prima, l’evento. E mentre i detenuti del gruppo “per la Costituzione viva di San Vittore”, nato dopo le visite della Consulta nelle patrie galere, mettevano a punto le domande con l’ottantenne Vittorio Casella, il professore che spende i suoi giorni da volontario dietro le sbarre.
Tutto cancellato, d’un colpo. No ad Amato e Stasio in carcere a parlare di Costituzione. Stasio, editorialista della Stampa, ex portavoce della Corte e per 33 anni firma del Sole 24 Ore, riceve la telefonata del Garante dei detenuti di Milano Francesco Maisto, una vita passata da presidente dei tribunali di sorveglianza. La notizia è secca, “l’incontro non c’è più, sto disdicendo gli inviti istituzionali”. Perché? “Il capo segreteria di Russo ha detto che l’incontro non c’era nel programma di formazione dei detenuti autorizzato”.
Un ordine che non può essere discusso. Giuliano Amato - che il 15 ottobre del 2019, assieme all’ex presidente della Consulta e poi Guardasigilli Marta Cartabia e al giudice Francesco Viganò fu protagonista del primo viaggio della Corte a San Vittore - sulle prime quasi non crede a quello che Stasio gli racconta. Poi ecco la sua “grande sorpresa” che entrambi condividono. “Sorpresa” per un incredibile sgarbo, mascherato da una motivazione burocratica. E alla loro mente torna un dettaglio importante. Perché già a novembre, con una scusa identica, via Arenula bloccò la presentazione del libro a un corso di formazione per i dirigenti delle carceri in Campania. I due autori sanno bene il perché, nel volume si parla di democrazia, di fine vita, di figli di coppie gay come ha fatto la Consulta, in modo ben diverso dalla narrazione delle destre. La censura sta tutta qui.
In via Arenula l’imbarazzo è grande. E si spalma lungo un’intera giornata di silenzio. Tacciono Nordio e Russo. Impegni istituzionali dicono. Poi ecco una presunta smentita che in realtà è una conferma. Esce Russo per primo. E conviene citarlo per esteso. «Nessuna cancellazione di un evento già programmato, ma la proposta di riprogrammare ad altra data l’iniziativa, pervenuta troppo tardi per poterne consentire un corretto inquadramento all’interno di un progetto formativo o trattamentale». Quindi l’evento era «già programmato». E da chi? Dai vertici del carcere che certo avranno sentito il ministero. Da riprogrammare? Ma nessuno lo ha detto ad Amato e Stasio che erano già in viaggio. La presentazione di un libro sulla Costituzione va inserito «in un progetto trattamentale»? Solo burocrazia.
Ma peggio di Russo esce Nordio, con una delle sue tipiche enfatizzazioni, quando dice che al prossimo appuntamento «spera di partecipare». E aggiunge che «il rinvio è dovuto solo a difficoltà organizzative» in quanto «la presenza di personalità così qualificate e numerose all’interno dell’istituto penitenziario richiede un potenziamento di interventi che deve essere adeguatamente programmato». Dunque una versione che smentisce quella del capo del Dap che poco prima ha parlato di un rinvio per via di «un corretto inquadramento all’interno di un progetto formativo o trattamentale». Nordio e Russo in imbarazzo forse perché l’ordine di bloccare Amato, il giurista che vede la democrazia italiana in pericolo per via del governo Meloni, era giunto da palazzo Chigi? Lo sapremo alla prossima puntata.