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L’ultradestra di Zemmour alleata di FdI in Europa: si allarga il fronte nero

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Marion Maréchal, nipote di Le Pen, annuncia l’ingresso dei francesi di Reconquête nei Conservatori. L’obiettivo è arrivare terzi alle Europee, subito dopo Popolari e Socialisti, prima di Macron e Salvi
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STRASBURGO — Mentre si discuteva di una loro possibile alleanza con i Popolari dopo le elezioni europee di giugno, e mentre Marine Le Pen inviava segnali di dialogo a Giorgia Meloni, ecco che ieri a Strasburgo i Conservatori e riformisti dell’Ecr, il gruppo europeo di cui fa parte Fratelli d’Italia, hanno annunciato l’ingresso dell’ultradestra francese di Eric Zemmour, Reconquête, finora senza gruppo nell’Europarlamento.

È una mossa a sorpresa che sembra rendere più difficile sia un’alleanza tra Ecr e Ppe sia un avvicinamento tra Meloni e Le Pen, che rimane nel gruppo rivale Id (Identità e Democrazia) cui appartiene anche la Lega di Matteo Salvini. Tanto più che la capolista di Reconquête alle europee sarà proprio Marion Maréchal, vicepresidente del partito e nipote di Marine Le Pen, rivale politica con cui intrattiene rapporti tesi.

Ed eccola Marion Maréchal. Sorride a Strasburgo alternando francese e italiano mentre illustra l’ingresso dell’unico eurodeputato di Reconquête, Nicolas …

STRASBURGO — Mentre si discuteva di una loro possibile alleanza con i Popolari dopo le elezioni europee di giugno, e mentre Marine Le Pen inviava segnali di dialogo a Giorgia Meloni, ecco che ieri a Strasburgo i Conservatori e riformisti dell’Ecr, il gruppo europeo di cui fa parte Fratelli d’Italia, hanno annunciato l’ingresso dell’ultradestra francese di Eric Zemmour, Reconquête, finora senza gruppo nell’Europarlamento.

È una mossa a sorpresa che sembra rendere più difficile sia un’alleanza tra Ecr e Ppe sia un avvicinamento tra Meloni e Le Pen, che rimane nel gruppo rivale Id (Identità e Democrazia) cui appartiene anche la Lega di Matteo Salvini. Tanto più che la capolista di Reconquête alle europee sarà proprio Marion Maréchal, vicepresidente del partito e nipote di Marine Le Pen, rivale politica con cui intrattiene rapporti tesi.

Ed eccola Marion Maréchal. Sorride a Strasburgo alternando francese e italiano mentre illustra l’ingresso dell’unico eurodeputato di Reconquête, Nicolas Bay, in Ecr. Al suo fianco c’è appunto Bay (a lungo portavoce di Marine Le Pen), insieme a Nicola Procaccini di FdI, co-presidente di Ecr che, per nulla imbarazzato e anzi soddisfatto per l’alleanza con l’ultradestra francese, dice di essere anch’egli preoccupato dall’islamizzazione dell’Ue, «problema che attiene allo stile di vita europeo e su cui la pensiamo allo stesso modo».

La conferenza stampa di Marion Maréchal con Nicolas Bay (afp)

Procaccini elogia «il patrimonio di valori conservatori di Bay». Maréchal parla di «visione comune di un’Europa rispettosa delle nazioni», dove «le esigenze dell’ecologia non possono andare contro la sostenibilità economica» e la Commissione non deve finanziare «la propaganda Woke e Lgbtq o quella islamista».

L’Ecr si spinge dunque sempre più a destra, a pochi giorni dall’annuncio del premier ungherese sovranista e filorusso Viktor Orbán, pronto anch’egli ad entrare nel gruppo, dopo le elezioni, con il suo Fidesz. «Orbán può essere un alleato naturale», commenta Maréchal.

Quanto a Marine Le Pen, che nei giorni scorsi aveva preso le distanze dagli alleati tedeschi di Afd, che sono nella bufera per incontri segreti con dei neonazisti, sia Maréchal sia Procaccini si dicono comunque disponibili a dialogo e collaborazione, nonostante militino in gruppi diversi. Oggi, in campagna elettorale, sono rivali. Dopo le elezioni chissà.

Per l’Ecr e Meloni le ragioni di una alleanza così controversa con l’ultradestra francese si possono spiegare forse con la necessità di ottenere più seggi a giugno e poter contare quindi il più possibile nei giochi politici post-elettorali. Cercando di arrivare subito dopo i Popolari e i Socialisti e davanti sia ai liberali di Renew sia all’altro gruppo di estrema destra Id, che nei sondaggi sono oggi un po’ più avanti. «Con Ecr possiamo essere la terza forza al Parlamento europeo e battere Macron e il suo Renew Europe – dice Maréchal – Possiamo essere il perno di una ricomposizione del Parlamento, spostare a destra il centro di gravità impedendo la riedizione dell’alleanza contronatura tra Ppe, socialisti e liberali». E Procaccini le dà ragione, parlando di Ecr e Ppe come cuore di un’alleanza di centrodestra, in cui lascia intendere potrebbe esserci spazio anche per delegazioni di Id e di Renew Europe.

L’ingresso di Reconquête porrà sicuramente insidie in campagna elettorale, anche se ad esempio sull’Ucraina Bay assicura che non c’è divergenza con Meloni. In Ecr c’è però chi storce il naso, come l’eurodeputata olandese Dorien Rookmaker: «Siamo perplessi. Perché accettare un membro così controverso, così vicino alle elezioni?

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