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La visita di Meloni alla mostra su Berlinguer (subito dopo Occhetto): “Fu una bella stagione”. L’ex leader Pds: “Per fortuna non ci siamo incrociati”

La premier si presenta a sorpresa all'esposizione di Testaccio che celebra il leader comunista più amato. Era accompagnata da Ugo Sposetti e dal direttore di Marxismo Oggi
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Esce Achille Occhetto, entra Giorgia Meloni. Che coppia, se si fossero incrociati, alla mostra su Enrico Berlinguer, magari sotto il manifesto con la falce e martello, “Vota comunista”. Invece l’ultimo segretario del Pci, ieri sera, è sfilato via una manciata di minuti prima che la premier mettesse piede all’ex Mattatoio di Testaccio, dov’è allestita l’esposizione-memorial sul leader comunista più amato. Non si sono visti, Meloni e Occhetto. “E per fortuna”, scherza l’uomo della svolta della Bolognina, che tra i padiglioni è rimasto per oltre due ore. Meloni, invece, si è presa tre quarti d’ora. “Ma, battute a parte – riprende Occhetto – credo sia stata una visita doverosa”.

Annunciata agli organizzatori, ma senza avvisare la stampa. Scortata dalla fed…

Esce Achille Occhetto, entra Giorgia Meloni. Che coppia, se si fossero incrociati, alla mostra su Enrico Berlinguer, magari sotto il manifesto con la falce e martello, “Vota comunista”. Invece l’ultimo segretario del Pci, ieri sera, è sfilato via una manciata di minuti prima che la premier mettesse piede all’ex Mattatoio di Testaccio, dov’è allestita l’esposizione-memorial sul leader comunista più amato. Non si sono visti, Meloni e Occhetto. “E per fortuna”, scherza l’uomo della svolta della Bolognina, che tra i padiglioni è rimasto per oltre due ore. Meloni, invece, si è presa tre quarti d’ora. “Ma, battute a parte – riprende Occhetto – credo sia stata una visita doverosa”.

Annunciata agli organizzatori, ma senza avvisare la stampa. Scortata dalla fedelissima capo-staff Patrizia Scurti, Meloni è stata accompagnata tra foto e prime pagine d’epoca dallo storico tesoriere dei Ds, Ugo Sposetti, che ha organizzato la mostra con l’associazione Berlinguer, e da uno dei curatori, Alexander Höbel, direttore di “Marxismo Oggi” (ma alla premier non ha fornito copie della rivista).

[[(gele.Finegil.Image2014v1) Meloni visita la mostra su Berlinguer a Testaccio]]

Giocando fuori casa, Meloni non si è lasciata andare a troppe considerazioni. Però è sembrata incuriosita, parecchio. Rispettosa, soprattutto. Ha ricordato di avere “militato fin da ragazza dal lato opposto”, ma sotto lo sguardo in bianco e nero del “mite Enrico” ha parlato di una “bella stagione”. Come dire: bei tempi, pur nella “drammaticità della violenza politica di quegli anni”. E non è poco, dalla leader di un partito che in tv spesso punzecchia il Pd per non avere votato all’Europarlamento una risoluzione di condanna del comunismo (e i dem non l’hanno fatto proprio perché quello di Berlinguer, hanno spiegato, era di tutt’altra specie rispetto a quello di Stalin).Meloni si è attardata tra gli audio degli interventi di Berlinguer. Ha ascoltato quello sulla Palestina. Ha letto il discorso sull’austerità, commentando così: “Era molto diversa dall’austerity di cui si parla oggi”. Prima di rimontare sull’auto blu, sul libro dei visitatori la premier ha annotato una dedica asciutta: "Il racconto di una storia, politica. E la politica è l'unica possibile soluzione ai problemi". Firmato Meloni. La mostra chiude dopodomani.

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