Un treno speciale per le foibe. Ma è polemica sulla sezione dedicata ai militari internati in Germania: “Pasticcio storico”
di Matteo PucciarelliL'Istria, la Dalmazia e la loro "italianità", perché in quei territori ci stavano i romani nel 221 avanti Cristo. E poi il contemporaneo ricordo dei militari italiani deportati in Germania nel 1943, cioè coloro che non vollero aderire al fascismo, episodio che con ogni evidenza non c'entra nulla con le foibe. L'iniziativa voluta dal governo intitolata 'Treno del ricordo', collegato al Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, è un altro - ennesimo - pasticcio storico.
Il Forum delle associazioni antifasciste e della Resistenza, con in testa l'Associazione Nazionale Ex Internati, si dice stupefatto. Il treno storico messo a disposizione da Fs partirà da Trieste il 10 febbraio e farà tappa…
L'Istria, la Dalmazia e la loro "italianità", perché in quei territori ci stavano i romani nel 221 avanti Cristo. E poi il contemporaneo ricordo dei militari italiani deportati in Germania nel 1943, cioè coloro che non vollero aderire al fascismo, episodio che con ogni evidenza non c'entra nulla con le foibe. L'iniziativa voluta dal governo intitolata 'Treno del ricordo', collegato al Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, è un altro - ennesimo - pasticcio storico.
Il Forum delle associazioni antifasciste e della Resistenza, con in testa l'Associazione Nazionale Ex Internati, si dice stupefatto. Il treno storico messo a disposizione da Fs partirà da Trieste il 10 febbraio e farà tappa in varie città italiane (l'ultima mostra sarà a Taranto il 27 febbraio), una specie di museo su rotaia per ricordare il viaggio degli italiani giuliano-dalmati che nel 1947 dovettero lasciare il territorio che venne assegnato alla ex Jugoslavia. "Le drammatiche vicende degli internati militari determinate dalla loro decisione di non aderire a fascismo e nazismo - spiegano le associazione del Forum, di cui fanno parte anche Anpi e Aned - nulla hanno a che vedere con quelle altrettanto drammatiche, ma originate da altre motivazioni e sviluppate in un diverso contesto, degli esuli giuliano-dalmati". E poi, "giustificare l’italianità di quelle terre, diventate italiane dopo la Prima guerra mondiale, rifacendosi all’occupazione romana non richiama alla memoria le vittime delle foibe, ma il disegno mussoliniano del possesso dei territori che si affacciavano sul mare nostrum romano, cancellando l’identità di sloveni e croati che lì vivevano insieme agli italiani sotto l’impero asburgico".
Le aspirazioni nazionalistiche della destra italiana con in testa Fratelli d'Italia sull'Istria e la Dalmazia sono un fatto storico e identitario sin dai tempi dell'Msi. "Rifarsi all’occupazione di intere regioni per insediarvisi e vantare la propria identità giustifica anche il disegno ideologico nazionalistico di Tito e non rende omaggio alle vittime italiane e slovene di quel disegno. Il richiamo insistente all’italianità, ancora una volta, evoca l’esproprio dell’identità slovena e croata voluto dal fascismo e dall’occupazione militare durante il Secondo conflitto mondiale. Ricordiamo le vittime delle foibe e quanti furono costretti ad abbandonare le proprie case, ma caliamo quelle tragiche vicende nel corretto contesto storico senza utilizzarlo a favore del proprio nazionalismo", è la riflessione del Forum.
Quanto ai militari internati, il calendario civile riserva la Giornata della Memoria il 27 gennaio. "Si sa quanto difetti la memoria storica nel nostro Paese e non crediamo che questa iniziativa favorisca la chiarezza necessaria per collocare nel giusto contesto, che è quello di una decisa presa di posizione antifascista, il calvario degli internati militari italiani", sottolineano le associazioni resistenziali. Il progetto del treno del ricordo è costato mezzo milione di euro; per evitare un'indigesta macedonia storiografica bastava un libro delle scuole superiori, o forse anche solo la volontà di non piegare la storia alle proprie idee.