Tra Meloni e Le Pen cala il gelo: Zemmour nei conservatori fa saltare il progetto del gruppo unico sovranista
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - Le prove di dialogo tra Marine Le Pen e Giorgia Meloni sono già finite. L'ingresso del partito rivale Reconquête nel gruppo Ecr guidato dalla premier italiana segna una nuova rottura tra le due leader che sembravano volersi avvicinare. Meloni aveva sottolineato “l'evoluzione interessante” del Rassemblement National nella sua conferenza stampa di inizio anno e Le Pen aveva accolto con favore un “segnale dialogante” durante un incontro con i giornalisti qualche settimana fa. E invece la scelta dei nuovi "fratelli francesi” dei meloniani è un colpo di scena. Aver messo in scena l'arrivo dell'eurodeputato Nicolas Bay, eletto cinque anni fa nelle liste del Rassemblement National, ancora prima di misurare i rapporti di forza nel voto del 9 giugno, è considerato dai lepenisti come un errore, peggio uno sgarbo. “Traditore” dice senza mezzi termini il deputato Thibaut François, che Le Pen ha delegato per i rapporti internazionali a Strasburgo.
PARIGI - Le prove di dialogo tra Marine Le Pen e Giorgia Meloni sono già finite. L'ingresso del partito rivale Reconquête nel gruppo Ecr guidato dalla premier italiana segna una nuova rottura tra le due leader che sembravano volersi avvicinare. Meloni aveva sottolineato “l'evoluzione interessante” del Rassemblement National nella sua conferenza stampa di inizio anno e Le Pen aveva accolto con favore un “segnale dialogante” durante un incontro con i giornalisti qualche settimana fa. E invece la scelta dei nuovi "fratelli francesi” dei meloniani è un colpo di scena. Aver messo in scena l'arrivo dell'eurodeputato Nicolas Bay, eletto cinque anni fa nelle liste del Rassemblement National, ancora prima di misurare i rapporti di forza nel voto del 9 giugno, è considerato dai lepenisti come un errore, peggio uno sgarbo. “Traditore” dice senza mezzi termini il deputato Thibaut François, che Le Pen ha delegato per i rapporti internazionali a Strasburgo.
Nel quartier generale del Rassemblement non ci sono dubbi sul fatto che la nuova alleanza con il partito di Eric Zemmour sia una manovra organizzata da Fratelli d'Italia, con Nicola Procaccini in prima linea e dietro le quinte l'eurodeputato Vincenzo Sofo, marito di Marion Maréchal, capolista di Reconquête alle prossime europee. La reazione dei lepenisti è durissima. Accusano i rivali zemmouriani di essere finiti “in un gruppo che è pro-Nato, anti-Pac, e a favore dell'allargamento ai Balcani e all'Ucraina” come sostiene François. Un attacco diretto all'eurogruppo guidato da Meloni.
Zemmour, nuovo alleato di Meloni in Europa: "Il Nord Italia sarebbe dovuto essere francese"
S'interrompe così bruscamente il corteggiamento a distanza che il presidente del Rn, Jordan Bardella, aveva confermato a inizio gennaio. “Vogliamo lavorare anche con Giorgia Meloni” aveva detto Bardella, capolista alle prossime europee con al 27% delle intenzioni di voto, mentre Reconquête si attesta intorno al 7%.
Vista la violenza dei toni dopo la mossa dell’Ecr, il progetto di un unico gruppo dei sovranisti in Europa è ormai spacciato. Il Rassemblement National è destinato a restare nel gruppo Identità e Democrazia insieme alla Lega, anche se Le Pen ha preso le distanze dagli alleati tedeschi dell'Afd. La leader francese continua a macinare in casa sondaggi favorevoli: in una rilevazione appena pubblicata viene anche data per vittoriosa nella corsa all'Eliseo. Le presidenziali sono lontane, ma Le Pen potrebbe intanto mandare una ventina di eurodeputati in dote al gruppo Id, con l'obiettivo di superare i macronisti di Renew.