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Foibe, Cuperlo: “Il negazionismo oggi è quello della destra sulle violenze del fascismo”

Gianni Cuperlo, deputato del Pd 
Il deputato del Pd, triestino: “La sinistra non è afona. La premier abbia rispetto verso tutti coloro che hanno sofferto odi e tragedie. Basta parole incendiarie”
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Gianni Cuperlo, triestino, deputato del Pd, perché la sinistra è afona sulle foibe?

«Non è vero. Un’evoluzione c’è stata, ben prima che si istituisse la Giornata del Ricordo nel 2004. Io da segretario della Fgci, nel 1989, portai una corona di fiori alla foiba di Basovizza. Piero Fassino lo fece l’anno prima di me».

Ma la Giornata è stata monopolizzata dalla destra.

«È una lettura sinceramente sbagliata, che valeva per il passato. Non solo a sinistra, veramente».

Cosa intende?

«Il silenzio sulle foibe accomunava nel Dopoguerra la Dc e il Pci. Quella della Dc, al governo, rispondeva alla logica di mantenere buoni rapporti con Tito, che guidava un Paese non allineato. Il Pci taceva perché nella tragedia non era stato spettatore. Oggi i veri negazionisti però sono a destra».

Negazionisti?

«A cominciare dal sindaco di Trieste che ha tenuto un discorso inaccettabile, accusando la sinistra e il Pd di un negazionismo che semplicemente non esiste».

Cosa contesta esattamente?

«Rimuovono costan…

Gianni Cuperlo, triestino, deputato del Pd, perché la sinistra è afona sulle foibe?

«Non è vero. Un’evoluzione c’è stata, ben prima che si istituisse la Giornata del Ricordo nel 2004. Io da segretario della Fgci, nel 1989, portai una corona di fiori alla foiba di Basovizza. Piero Fassino lo fece l’anno prima di me».

Ma la Giornata è stata monopolizzata dalla destra.

«È una lettura sinceramente sbagliata, che valeva per il passato. Non solo a sinistra, veramente».

Cosa intende?

«Il silenzio sulle foibe accomunava nel Dopoguerra la Dc e il Pci. Quella della Dc, al governo, rispondeva alla logica di mantenere buoni rapporti con Tito, che guidava un Paese non allineato. Il Pci taceva perché nella tragedia non era stato spettatore. Oggi i veri negazionisti però sono a destra».

Negazionisti?

«A cominciare dal sindaco di Trieste che ha tenuto un discorso inaccettabile, accusando la sinistra e il Pd di un negazionismo che semplicemente non esiste».

Cosa contesta esattamente?

«Rimuovono costantemente le violenze efferate compiute dal fascismo, che decise l’allontanamento di sloveni e croati dalle regioni italiane dove erano nati e vissuti».

Tutto è nato col fascismo?

«Il 13 luglio 1920 le squadre fasciste incendiarono l’Hotel Balkan, che ospitava le organizzazione slave a Trieste, iniziando una persecuzione verso gli sloveni che si prolungò per un quarto di secolo».

E quel che ha detto il presidente Mattarella.

«Parole di assoluta verità storica. Mattarella nel 2020 è si è recato, insieme al presidente sloveno Pahor, alla foiba di Basovizza, e lì si sono tenuti la mano, e poi hanno fatto lo stesso dinanzi alla lapide del poligono dove vennero fucilati in quattro per l’attentato al giornale fascista Il Popolo di Trieste: condannati a morte dopo un processo farsa. Uno di loro era di madre italiana".

Come si mosse il fascismo?

«Tentò di sradicare l’identità di un popolo attraverso un doppio binario: l’assimilazione, con l’italianizzazione di tutti i cognomi sloveni dalla mattina alla sera nel 1927, e la violenza. Tra le vittime fasciste ci furono molti cattolici, preti e vescovi, a cui seguì l’esplosione dell’antisemitismo. La Risiera di San Sabba ospitò un campo di concentramento, dei 700 ebrei triestini se ne salvarono una ventina».

Ma resta la tragedia delle foibe.

«Certo, e nessuno lo nega. Ma la destra continua a non riconoscere la complessità di quella storia. Dopo l’8 settembre c’è stata la controrepressione dei partigiani, non meno violenta, di cui l’uccisione di Norma Cossetto, studentessa istriana, è una delle pagine più tragiche. E la guerra finita gli accordi di Parigi del 1947 che inducono all’esodo migliaia di italiani dall’Istria. Ma è l’ultimo capitolo».

Cosa contesta a Meloni?

«È un dovere dell’anima ricordare il passato, non solo un pezzo sbianchettando il resto. Abbia rispetto verso tutti coloro che hanno sofferto odi lutti e tragedie. La destra usa parole incendiarie, come non ne sentivo da decenni. Stanno smarrendo i freni inibitori, innescando un pericoloso clima di nuovo odio e potenziale violenza».

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