✕

Il complicato puzzle nel centrosinistra per le comunali e regionali. Ecco la mappa delle (precarie) alleanze

(ansa)
Più di tremila Comuni al voto il prossimo 8 e 9 giugno con le Europee. Intesa tra dem e grillini a Perugia dove corre come sindaca Ferdinandi che piace anche a Avs. Le altre manovre, da Bari a Cagliari
2 minuti di lettura

La bussola del Pd sulle cinque Regioni al voto (Sardegna, il 25 febbraio; a seguire Abruzzo, Basilicata, Piemonte e infine Umbria) e sulle amministrative è: “Ogni territorio fa storia a sé”. Ma è una fatica di Sisifo comporre il puzzle del voto locale che si terrà quasi dappertutto, nei 3.702 Comuni, proprio l’8 e 9 giugno quando Elly Schlein e Giuseppe Conte alle europee competono per strappare anche un solo voto in più. Al Nazareno hanno una mappa aggiornata di dove sì e dove no: dove cioè si riuscirà alla fine ad andare insieme in una alleanza rosso-gialla e dove le probabilità diventano sempre più scarse.

Perugia e Umbria

La tabella dei 27 capoluoghi di provincia (di cui sei di Regione: Bari, Potenza, Firenze, Campobasso, Perugia e Cagliari) è una mela esattamente spaccata a metà. Le buone notizie in fatto di intesa tra dem e grillini vengono da Perugia: qui è stata designata a correre come sindaca Vittoria Ferdinandi, 37 anni, insignita cavaliere della Repubblica per l’impeg…

La bussola del Pd sulle cinque Regioni al voto (Sardegna, il 25 febbraio; a seguire Abruzzo, Basilicata, Piemonte e infine Umbria) e sulle amministrative è: “Ogni territorio fa storia a sé”. Ma è una fatica di Sisifo comporre il puzzle del voto locale che si terrà quasi dappertutto, nei 3.702 Comuni, proprio l’8 e 9 giugno quando Elly Schlein e Giuseppe Conte alle europee competono per strappare anche un solo voto in più. Al Nazareno hanno una mappa aggiornata di dove sì e dove no: dove cioè si riuscirà alla fine ad andare insieme in una alleanza rosso-gialla e dove le probabilità diventano sempre più scarse.

Perugia e Umbria

La tabella dei 27 capoluoghi di provincia (di cui sei di Regione: Bari, Potenza, Firenze, Campobasso, Perugia e Cagliari) è una mela esattamente spaccata a metà. Le buone notizie in fatto di intesa tra dem e grillini vengono da Perugia: qui è stata designata a correre come sindaca Vittoria Ferdinandi, 37 anni, insignita cavaliere della Repubblica per l’impegno sociale, una militanza nella migliore tradizione umbra di solidarietà che ha le sue radici nella comunità voluta da Clara Sereni e Stefano Rulli. Ferdinandi piace molto alla sinistra-sinistra, ai grillini. Avs, con la coppia Nicola Fratoianni e Elisabetta Piccolotti (originaria di Foligno), ne è tra gli sponsor. Deve conquistare le simpatie dei moderati perché la sfidante del centrodestra Margherita Scoccia, erede dell’uscente Andrea Romizi, è data per favorita. Inoltre la partita per le comunali si intreccia con quella per la Regione Umbria, che però andrà al voto non prima dell’autunno. Qui il centrosinistra ha alcune buone carte da giocare: non solo la sindaca di Assisi Stefania Proietti, ma anche i parlamentari Walter Verini, Marina Sereni, Anna Ascani e la responsabile agricoltura Camilla Laureti.

Cagliari

In dirittura di intesa rosso-gialla dovrebbe essere anche Cagliari, con Massimo Zedda, disponibile a primarie, se i Dem vorranno. Molto dipende dal risultato, il 25 febbraio, di Alessandra Todde la grillina candidata governatore con il sostegno del Pd. A Firenze la candidata è Sara Funaro, assessore uscente, nipote di uno dei sindaci di Firenze più amati, Piero Bargellini. Non ci sono i 5Stelle, sì di Carlo Calenda. E i Dem stanno cercando di convincere Matteo Renzi a più miti consigli, rinunciando alla sua candidata per convergere su Funaro.

Bari

Da definire gli accordi per Potenza e Campobasso. Ma la doccia fredda è arrivata da Bari. Qui è stata una lunga tela di Penelope: dialogo costante del Pd con Conte, con cui sia il sindaco uscente Antonio Decaro, che il governatore Michele Emiliano e il capogruppo al Senato Francesco Boccia hanno ottimi rapporti. Ma è stato un menare in can per l’aia. E i Dem hanno tratto il dado: a correre alla successione di Decaro, che lascia con percentuali di gradimento bulgari, sarà Vito Leccese. L’unità? Chi vuole si aggrega o, ultima offerta, si prepara a primarie del centrosinistra.

I capoluoghi dell’Emilia Romagna

A percorrere la strada dell’alleanza sono i capoluoghi dell’Emilia Romagna: Modena con Massimo Mezzetti; Ferrara con Fabio Anselmo, l’avvocato dei casi Stefano Cucchi e Federico Aldovrandi; Forlì con Graziano Rinaldini (ma senza renziani e calendiani), Reggio Emilia con Marco Massari medico primario di Malatte infettive. Igor Taruffi, responsabile organizzazione dem, emiliano, segnalava nei giorni scorsi che su 226 Comuni emiliano-romagnoli la stragrande maggioranza va alle urne con una coalizione unitaria.

Regionali

Anche Pesaro si avvia all’intesa rosso-gialla. Qui pesa positivamente l’eredità del sindaco uscente, il dem Matteo Ricci che aveva già portato in giunta i grillini. Due i nomi del Pd su cui ancora non si è scelto: Andrea Bianconi e Daniele Vimini. Sono tuttavia le Regioni il rompicapo rosso-giallo. L’esempio virtuoso è l’Abruzzo: Luciano D’Amico, ex rettore, è il candidato di tutto il centrosinistra, dai 5Stelle al Pd ai renziani e calendiani. Sulla Basilicata ancora stallo su Angelo Chiorazzo. Però è il Piemonte il grande scoglio. La trattativa sembrava avocata a Schlein e Conte, dopo l’impasse degli incontri tra Chiara Appendino per il Movimento e i dem locali. Nessun passo avanti.

Leggi i commenti