“Cessate il fuoco a Gaza”. Intesa di Schlein e Meloni, c’è il via libera bipartisan
di Concetto VecchioROMA - Quelli del Pd per una volta sono allegri. Passeggiano sorridenti in transatlantico. «È clamoroso, è clamoroso», esultano. Due telefonate Schlein-Meloni hanno fatto il miracolo. Passa alla Camera - grazie all’astensione della maggioranza di destra - la mozione pd, prima firmataria Elly Schlein, che chiede al governo di impegnarsi per «il cessate il fuoco umanitario a Gaza» e la liberazione degli ostaggi israeliani. È un cambio di passo. L’inedita intesa si innesta nel mutato clima internazionale, che ritiene ormai indispensabile una tregua in Medio Oriente.
La svolta, in mattinata, era stata propiziata anche da una dichiarazione del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che aveva definito «sproporzionata» la reazione di Israele, lamentando le troppe vittime civili. Schlein, nel suo intervento in Aula, l’ha citato: «È un giudizio che diamo anche noi». Naturalmente anche la maggioranza ha presentato una sua mozione, unitaria, che impegna l’esecutivo a promuovere insieme alla Ue «…
ROMA - Quelli del Pd per una volta sono allegri. Passeggiano sorridenti in transatlantico. «È clamoroso, è clamoroso», esultano. Due telefonate Schlein-Meloni hanno fatto il miracolo. Passa alla Camera - grazie all’astensione della maggioranza di destra - la mozione pd, prima firmataria Elly Schlein, che chiede al governo di impegnarsi per «il cessate il fuoco umanitario a Gaza» e la liberazione degli ostaggi israeliani. È un cambio di passo. L’inedita intesa si innesta nel mutato clima internazionale, che ritiene ormai indispensabile una tregua in Medio Oriente.
La svolta, in mattinata, era stata propiziata anche da una dichiarazione del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che aveva definito «sproporzionata» la reazione di Israele, lamentando le troppe vittime civili. Schlein, nel suo intervento in Aula, l’ha citato: «È un giudizio che diamo anche noi». Naturalmente anche la maggioranza ha presentato una sua mozione, unitaria, che impegna l’esecutivo a promuovere insieme alla Ue «ogni sforzo diplomatico» per porre fine al conflitto in Medio Oriente, ed è passata. Ma l’intesa su parti del testo del Pd a dare la misura del cambiamento, del salto di qualità. Recita infatti: «Il governo si impegni a sostenere ogni iniziativa volta alla liberazione incondizionata degli ostaggi israeliani e a chiedere un immediato cessate il fuoco umanitario a Gaza al fine di tutelare l’incolumità della popolazione civile, garantendo altresì la fornitura di aiuti umanitari continui, rapidi e sicuri all’interno della Striscia». Ora, a guardare bene i miracoli sono due, perché, a differenza di quel che era accaduto per l’Ucraina, Pd e M5S si sono votate - su questo punto - anche le rispettive mozioni. Un piccolo disgelo nel competitivo clima elettorale.
Alla fine i capannelli sono tutti per Elly Schlein, comunque. Le chiedono se c’è un mutamento nell’atteggiamento del governo. «Questo lo misureremo nel tempo. Siamo felici intanto, per questo passo avanti. Avevamo presentato questa mozione proprio per scuotere il dibattito nel Paese. Ci siamo riusciti». Il Pd avrebbe voluto anche il riconoscimento dello Stato palestinese, e il ripristino immediato dei fondi alle ong e alle agenzie dell’Onu che operano a Gaza, ma queste parti, contenute anche nei (più duri) documenti di M5S e Verdi-Sinistra, la maggioranza non li ha fatta passare: si è votato per parti separate infatti.
Meloni e Schlein si erano sentiti una prima volta alle 14, velocemente, e poi prima delle 16, più lungamente. E a quel punto l’aula ha ricevuto il segnale del via libera. Poco dopo con 159 astenuti e 128 sì, nessun no, e molti applausi, è arrivata l’approvazione su un tema cruciale di politica estera.
Accolte quasi integralmente dalla maggioranza anche le mozioni di Azione e Italia viva. Respinte in buona parte quelle di M5S e Avs. «Mi chiedo come può il governo portare avanti, in sede internazionale, un impegno su cui solo l’opposizione ha espresso parere favorevole?», si è chiesto polemico il vicepresidente contiano Riccardo Ricciardi. Il meloniano Fabio Rampelli ha accusato l’opposizione di «un imbarazzante sbilanciamento contro Israele». «Il governo è ipocrita nel negare che le donne violentate e uccise da Hamas il 7 ottobre hanno rappresentato un femminicidio di massa», ha denunciato la renziana Maria Elena Boschi. «Il diritto internazionale è stato fatto a pezzi da Netanyahu, il principale ostacolo alla costruzione di una prospettiva di pace», per il leader di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni.
«Bisogna non perdere la speranza», ha ammonito il segretario di Stato della Santa Sede, il cardinale Pietro Parolin, in occasione del 95esimo anniversario della firma dei Patti Lateranensi. «Tutti siamo sdegnati per questa carneficina, ma dobbiamo avere il coraggio di andare avanti e di non perdere la speranza perché, altrimenti incrociamo le braccia».