Il bavaglio alla stampa di Costa non sarà subito operativo: ora la parola passa a Nordio
di Liana MilellaIl “bavaglio” contro la stampa c’è e ci sarà, ma non subito. Il Senato licenzia oggi il testo della legge di Delegazione europea in cui figura la norma di Enrico Costa di Azione, proposta e inserita alla Camera a dicembre e che ora viene confermata da palazzo Madama. Ma, appunto, si tratta di una “delega” al governo che dovrà poi esercitarla e tradurre il testo di Costa in poche righe all’interno dell’articolo 114 del codice di procedura penale dedicato al “Divieto di pubblicazione di atti e di immagini”. E proprio lì, al comma 2 che oggi vieta “la pubblicazione, anche parziale, degli atti non più coperti dal segreto fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare” e dove è “fatta eccezione per l'ordinanza” a seguito della legge dell’ex Guardasigilli Andrea Orlando del 2017, il testo dovrà per forza cambiare recependo la norma di Costa.
Ma già adesso il responsabile Giustizia di Azione mette in guardia il governo sulla versione fin…
Il “bavaglio” contro la stampa c’è e ci sarà, ma non subito. Il Senato licenzia oggi il testo della legge di Delegazione europea in cui figura la norma di Enrico Costa di Azione, proposta e inserita alla Camera a dicembre e che ora viene confermata da palazzo Madama. Ma, appunto, si tratta di una “delega” al governo che dovrà poi esercitarla e tradurre il testo di Costa in poche righe all’interno dell’articolo 114 del codice di procedura penale dedicato al “Divieto di pubblicazione di atti e di immagini”. E proprio lì, al comma 2 che oggi vieta “la pubblicazione, anche parziale, degli atti non più coperti dal segreto fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare” e dove è “fatta eccezione per l'ordinanza” a seguito della legge dell’ex Guardasigilli Andrea Orlando del 2017, il testo dovrà per forza cambiare recependo la norma di Costa.
Ma già adesso il responsabile Giustizia di Azione mette in guardia il governo sulla versione finale. Lo ha fatto subito ieri sera, a pochi minuti dal voto a palazzo Madama. Ecco il suo messaggio su X: “Il Senato ha appena approvato in via definitiva la norma di civiltà che impedisce la pubblicazione dalla A alla Z delle ordinanze di custodia cautelari. Un nostro emendamento. Si torna al codice Vassalli. Ma non è finita, perché il governo deve attuare la delega, bisogna vigilare”.
Attenzione proprio alle ultime due parole, a quel “bisogna vigilare”, che rivela un retroscena. Già alla Camera il 19 dicembre, quando è stata approvata la legge di Delegazione europea, c’era stata molta conflittualità tra lo stesso Costa e via Arenula, perché in quel monumento Nordio e i suoi volevano modificare il suo testo, al punto che all’inizio sembrava addirittura che potessero mettersi di traverso e dare un parere negativo. Poi l’accordo, proprio in vista del fatto che l’ultima parola su cosa entrerà nel codice di procedura spetta al Guardasigilli.
E qui bisogna tener conto della forte conflittualità in atto tra Costa e Nordio che, pur in sintonia sul garantismo, non lo sono affatto sulla versione da dare ai testi definitivi. Prova ne è lo scontro sul cosiddetto “fascicolo delle performance della toga” e sul numero dei magistrati fuori ruolo, ridotti da 200 a 180 dalla legge sull’ordinamento giudiziario di Marta Cartabia, ma poi di nuovo “allargati” dalla commissione istituita da Nordio che vede al vertice il segretario di Magistratura indipendente Claudio Galoppi.
Costa ha criticato duramente sia le modifiche sul fascicolo che giudica troppo morbide, ad esempio sul peso che avranno nella carriera dei giudici i processi persi, sia sulla manica larga per i fuori ruolo, di fatto tornati a 200. Un Costa assai guardingo quindi, e adesso pronto alla “lotta dura” sul suo bavaglio alla stampa. Questo vuol dire che ci sarà ancora un lasso di tempo per fare cronaca giudiziaria senza “bavagli”.
Anche se proprio oggi il capogruppo di Forza Italia al Senato Pierantonio Zanettin, durante le dichiarazioni di voto finali sulla legge di Delegazione Ue, ha negato che esita il bavaglio. Per lui si tratta solo di una norma “di buon senso e di civiltà giuridica” perché “i virgolettati spariscono dalle cronache, ma la norma non impedisce al giornalista di dare le notizie né di fare il suo lavoro”. E ancora, proprio come sostiene lo stesso Costa, la norma “evita solo il copia-incolla” e il giornalista “potrà illustrare nei dettagli, ma solo con parafrasi o con il riassunto” il testo dell’ordinanza. Così, chiosa Zanettin, “si poteranno valutare le sue capacità di sintesi e i bravi giornalisti non avranno nessun problema a fare il loro lavoro, mentre troveranno difficoltà i “velinari delle procure” che ricorrono alle scorciatoie”. E su una considerazione come questa il dibattito è aperto. La responsabilità del testo finale della norma “bavaglio” di Costa ora sta sulle spalle di Nordio.