Da Taranto a La Spezia, via libera a 1,7 miliardi per ristrutturare le principali basi della Marina militare. Ecco il piano del governo
di Antonio FraschillaUn piano da 1,7 miliardi per ristrutturare le principali basi della Marina militare e prepararle ad accogliere se necessario flotte alleate all’interno dei Paesi Nato. Il piano ‘Basi blu’ è stato presentato dal governo Meloni, ministero della Difesa con al vertice da Guido Crosetto, che per coprire questa spesa in ambito Nato pensa di utilizzare anche il Fondo sviluppo e coesione non speso dalle Regioni del Sud. E oggi la commissione Difesa della Camera ha dato il via libera al parere sullo schema di decreto ministeriale sull’investimento pluriennale per ammodernare le basi militari in ottica di avvicinamento agli standard chiesti dalla Nato. Favorevole anche il Pd, assenti i deputati 5S.
“Il programma in esame - si legge nella scheda tecnica - nasce dalla esigenza, di adeguare le capacità di supporto logistico delle principali basi navali italiane (Taranto, La Spezia e Augusta), nonché di quelle delle basi secondarie e di supporto logistico presenti nel Paese (Brindisi, Messina, Cagl…
Un piano da 1,7 miliardi per ristrutturare le principali basi della Marina militare e prepararle ad accogliere se necessario flotte alleate all’interno dei Paesi Nato. Il piano ‘Basi blu’ è stato presentato dal governo Meloni, ministero della Difesa con al vertice da Guido Crosetto, che per coprire questa spesa in ambito Nato pensa di utilizzare anche il Fondo sviluppo e coesione non speso dalle Regioni del Sud. E oggi la commissione Difesa della Camera ha dato il via libera al parere sullo schema di decreto ministeriale sull’investimento pluriennale per ammodernare le basi militari in ottica di avvicinamento agli standard chiesti dalla Nato. Favorevole anche il Pd, assenti i deputati 5S.
“Il programma in esame - si legge nella scheda tecnica - nasce dalla esigenza, di adeguare le capacità di supporto logistico delle principali basi navali italiane (Taranto, La Spezia e Augusta), nonché di quelle delle basi secondarie e di supporto logistico presenti nel Paese (Brindisi, Messina, Cagliari, Ancona, Venezia, Napoli e Livorno)”. L’obiettivo è migliorare le basi “in termini di spazio disponibile per l'ormeggio in banchina e di impianti preposti alla fornitura dei servizi principali”: “La realizzazione di tali opere – si legge ancora nella scheda - consentirà alla nostre basi di avere una minore impronta ambientale e di adeguarsi ai nuovi standard della Nato, consentendo di ospitare gruppi navali dell'alleanza o di altri Paesi alleati”.
Nel dettaglio, a Taranto “l'intervento - già parzialmente finanziato con il Fondo di sviluppo e coesione nell'ambito del contratto istituzionale di sviluppo dell'area di Taranto - prevede il dragaggio dei fondali e il consolidamento strutturale delle banchine, con la realizzazione di due nuovi moli”. A La Spezia “l'intervento prevede di incrementare la capacità ricettiva della base navale e di ottimizzare gli spazi esistenti”: “Le attività infrastrutturali si legge nella scheda - includono il dragaggio dei fondali, la ristrutturazione degli approdi esistenti e l'ampliamento del numero di ormeggi disponibili”. Ad Augusta “si prevede anche la realizzazione di una struttura operativa per l’Ufficio operazioni portuali, presso il compendio logistico-alloggiativo di Campo Palma”. Saranno ampliate anche gli ormeggi delle basi secondarie di Brindisi, Cagliari, Messina, Ancona, Venezia, Napoli e Livorno. Il presidente della Commissione Nino Minardo ha trovato una intesa di massima con parte dell’opposizione, a partire dal Pd, mentre resta critica la posizione del Movimento 5 stelle.