Fratelli d’Italia potrebbe stoppare la Lega sul terzo mandato dichiarando in Senato inammissibili gli emendamenti del Carroccio al decreto per l’Election day. Un modo per evitare un’intesa della Lega con il Pd e la riconferma, per esempio, del governatore veneto Luca Zaia. Eventualità, quest’ultima, gradita a Matteo Salvini, ma anche un ostacolo per FdI che vorrebbe mettere le mani su una delle regioni del Nord. E non gradita ad Antonio Tajani, non “favorevole al prolungamento del mandato ai governatori che hanno già avuto due mandati. Riteniamo giusto" che ci siano "due mandati" e "non è una questione che riguarda la Lega" ma è "per la tutela della democrazia e una garanzia di alternanza" la spiegazione del segretario di Forza Italia.
Nei giorni scorsi a Lega ha presentato in commissione Affari costituzionali del Senato due emendamenti al decreto elettorale, in cui chiede di elevare da due a tre il limite dei mandati sia per i presidenti di Regione che per i sindaci di tutte le città, indipendentemente dalla popolazione. La norma è firmata dai senatori leghisti Stefano Tosato, Mara Bizzotto e Erika Stefani ed è stata presentata al decreto elezioni approvato a fine gennaio in Consiglio dei ministri che prevede l’election day a giugno tra elezioni europee e regionali.
Il presidente della Commissione Affari costituzionali al Senato, il meloniano Alberto Balboni, potrebbe dichiarare inammissibile la norma – secondo quanto filtra da ambienti di FdI – basandosi sull’assunto che non sarebbe coerente proporre una modifica che includa i presidenti di Regione a un decreto che si occupa di un’urgenza, ossia permettere a centinaia di sindaci di potersi candidare alle elezioni nei piccoli comuni.
La conferma arriva in giornata da Tommaso Foti. "L'emendamento della Lega al decreto elettorale per il terzo mandato? Faccio notare che si tratta di un decreto legge. Gli emendamenti dovrebbero riferirsi al caso di necessità e urgenza per i quali il decreto viene adottato ai sensi della Costituzione", dichiara a Radio1 Rai il capogruppo di FdI.
Il no al terzo mandato per il premierato "credo sia più una mossa di chi non vuole il terzo mandato: c'è un gioco di FdI a non volerci dare il terzo mandato per i governatori. Questa è la spiegazione – commenta il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, a Start su SkyTg24 – Noi abbiamo già ottenuto un risultato importante" con l'approvazione di "una norma a cui lavoravamo da tempo che toglie il limite dei mandati nei comuni sotto i 5mila abitanti e lo estende a 3 fino a 15 mila. È chiaro che lo stesso principio lo vorremmo applicare anche ai comuni più grandi e alle regioni. Noi - prosegue Molinari – riteniamo che anche i sindaci di città più importanti e i presidenti di regione possano avere tre mandati”.
Dichiarare l’inammissibilità degli emendamenti leghisti è così una delle strade percorribili per stoppare il Carroccio nella sua battaglia. Inoltre, dopo l’apertura di Forza Italia, si riuscirebbe a evitare una convergenza tra i leghisti la componente dem favorevole al terzo mandato – come l’attuale governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini o l’ultimo in ordine di tempo, il sindaco di Firenze Dario Nardella. Favorevole al terzo mandato dei sindaci delle città di ogni dimensione, è il presidente dell’Anci ed esponente pd, Antonio Decaro.